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Forse
la vita non è una gara il cui unico scopo è arrivare
primi.
Forse la vera felicità non sta nello scavalcare continuamente
quello davanti.
Forse la verità sta in quello che la maggior parte del
mondo al di là del moderno occidente ha sempre creduto,
e cioè che ci sono delle pratiche di vita, buone in se
stesse, che di per sé sono portatrici di realizzazione.
Forse il lavoro che è intrinsecamente fonte di ricompense
è per gli esseri umani migliore del lavoro che è
remunerativo solo esternamente.
Forse un impegno durevole nei confronti di coloro che amiamo
e l'amicizia civica sono da preferirsi alla competizione senza
sosta e all'autodifesa ansiosa.
Forse il culto comune, in cui esprimiamo la nostra gratitudine
e la nostra meraviglia di fronte al mistero dell'essere, è
la cosa più importante di tutte.
Se è così, noi dovremo cambiare le nostre vite.
R.N.
Bellah, Le abitudini del cuore. Individualismo e impegno
nella società complessa, trad. it Armando, Roma,
1996, p. 368
Buon Natale!
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