Le
feste natalizie sono per molti versi il tempo degli eccessi.
Lo sanno bene gli adulti, che affrontano le inevitabili fatiche
gastronomiche con epicurea rassegnazione, proponendosi fin d'ora
di rimettersi in forma non appena smessi lustrini ed addobbi.
Ma
anche per i bambini questo è il tempo delle grandi abbuffate.
E non solo di cibo.
Pensiamo ai giocattoli: in tutte le famiglie che se lo possono
permettere (grazie anche a tredicesima ed altre gratifiche)
Santa Lucia, Babbo Natale, la Befana e persino Gesù Bambino
sono motivo di regali ai più piccoli.
Così, per piacere o per circostanza, genitori, nonni,
zii ed altri parenti corrono ad acquistare ogni genere di trastulli,
a cominciare dai giocattoli più reclamizzati e, spesso,
più costosi.
Perciò non è raro che, sul camino o sotto l'albero
di natale, un bimbo trovi due, tre, quattro, persino cinque
regali per sé; con il rischio di "saltare" da un pacco
all'altro senza apprezzare veramente ciò che ha ricevuto
in dono, magari per finire con una lamentela : "ma io avevo
chiesto …".
E' indubbio che diventi sempre più difficile far un regalo
ad un bambino: perché ne riceve spesso, e non solo nelle
occasioni di rito, cosicché non gli manca niente; perché
ci chiede quelle cose che vede alla TV e che magari non ci convincono
o, peggio, non ci piacciono; perché quel gioco che avevamo
in mente glielo regalano già i nonni …
In
questo affatto idilliaco quadretto, che fare?
Innanzitutto val la pena di tentare un "concordato" con chi
fa i regali. Se non è possibile chiedere a nonni e zii
di astenersi dagli acquisti di rito, papà e mamma potrebbero
riservarsi di posticipare ad altra occasione il loro dono, senza
lasciarsi pervadere dagli immancabili sensi di colpa. Almeno
si potrebbe fare in modo che i regali non arrivino tutti nello
stesso momento, cosicché ai bambini sia risparmiata "la
grande abbuffata", che diventa consumo senza piacere profondo.
Nella scelta dei giochi val la pena di orientarsi su ciò
che piace davvero ai bambini cui sono destinati, non perché
li hanno individuati tra i réclame pubblicitari ma perché
riteniamo, da educatori attenti, che possano interessarli davvero.
Se ci cogliesse la smania, visto che è Natale, di fare
il regalo importante impariamo a chiederci: "importante per
chi?".
Scegliamo quindi balocchi che abbiano un effetto novità
prolungato, che consentano al bambino di interagire. Ai più
piccoli piacciono giocattoli che permettono di "far finta",
consentendo loro un approccio per analogia a realtà che
non conoscono direttamente. E' attraverso questa modalità
di conoscenza che si comincia ad affrontare il mondo, combattendo
contro minacce e paure sconosciute. Perciò non escludiamo
a priori spade e pistole di plastica, con l'avvertenza che non
diventino strumenti per aggredire fratellini o altri compagni
di giochi.
A partire dall'età scolare diventano gradualmente più
adatti regali che permettono l'esercizio di abilità motorie
e cognitive: ai più grandicelli piace, in genere, misurarsi
con giocattoli che richiedono impegno e, perché no, creatività.
I
nostri figli, più fragili ed esposti di noi alle lusinghe
degli scaffali ricolmi e sfavillanti degli ipermercati, ci chiedono
- anche in queste belle occasioni - di aiutarli a crescere bene.
Buon
Natale !
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