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Editoriale di Novembre 2009
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E' L'ORA DEL CORAGGIO
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E' l'ora del coraggio,
non si può attendere e tentennare.
E' l'ora che i genitori, questa casta torturata, confusa, in eterno
dubbio, si riprendano come in una marcia sulla famiglia, il ruolo
educativo a piene mani.
E' l'ora di tornare con decisione a riacciuffare le redini della vita
in famiglia, che sciolte penzolano spesso senza ritorno, senza un
appiglio, dondolando mestamente nel vuoto.
Le redini di un'educazione troppo spesso delegata, troppo spesso
rinunciataria e silenziosamente lieve, intimorita solo del proprio
esistere, senza forma e senza cuore.
E' l'ora del sacrificio, come se non ne facessero abbastanza questi
genitori! Ma del sacrificio puro, quello che lava l'onta di una
società che fagocita tutto e per primi i bambini e
soprattutto gli adolescenti. Una società che senza veli e
senza vergogna, approfitta di menti e cuori e vende e compra l'anima,
il cuore, la ragione.. senza rispetto e senza gioia. Spegne il futuro e
i sogni, per il proprio tornaconto personale, per il proprio potere e
guadagno. Tarpa le ali e inganna, questa società di vecchi.
E' l'ora di dire ai nostri bambini e ai nostri ragazzi quello che
è vero, di chi sospettare e di chi fidarsi, di dire con
coraggio ciò in cui si crede e ciò che vale la
pena di ascoltare e difendere.
Quali diritti dei bambini?
Diritto di sentirsi dire la verità, di diventare forti e
coraggiosi, diritto di prendersi in mano la propria persona e imparare
a difendersi e a tutelarsi! Diritto ad occuparsi di se stessi, a
sapersi occupare di sé. Diritto di guardare a quella stella
polare, quella in cui credono i genitori innanzitutto!
“Non
mi ascolta, non torna prima dell'una la sera e ha solo 14 anni, mi dice
che gli altri genitori fanno tutti così e lui è
il solo ad avere questi paletti...”
”Cosa
volete che facciamo? Fanno tutti così, tutti guardano quel
tipo di televisione, tutti vestono in questo modo, tutti vanno a dodici
anni in discoteca, lo fanno tutti, dobbiamo crescere una figlia
disadattata?”
“Ormai
loro, i ragazzi, sanno cosa devono fare, quasi imparano più
dai loro amici che da noi genitori...”
“Veline,
successo, arrivismo, non se ne può più, ma
tant'è, non posso dire niente, sono solo come genitore...e
mia moglie ci tiene che la figlia si presenti al provino per la sfilata
di moda”.
“Tutte
le madri delle amiche di mia figlia lasciano che le loro bambine
facciano quest'esperienza... Come posso oppormi?”
“Dico
dei no, ma non li so motivare bene con convinzione, forse non so usare
il linguaggio adatto!”
“Io
vedo le cose in un modo e sua madre in un altro... In questa
confusione non sappiamo più cosa dire ai nostri
bambini...”
Vogliamo riprenderci uno spazio educativo deciso? Vogliamo dire i NO
che salvano, che rompono ma poi ritornano a ricucire l'autorevolezza
perduta?
Vogliamo avere fiducia in noi stessi e farci meno domande sul
“se siamo abili” nella dialettica educativa, ma
fermarci, parlarne in coppia, aggiornarci un po', confrontarci con
altri genitori, e non avere paura di dire che quelle cose fanno male,
male davvero, che c'è altro che invece può fare
felici realmente e rispondere all'eterno bisogno di bambini e ragazzi
di autentico amore, di autentici rapporti?
Vogliamo dire e ripetere all'infinito, credendoci fino in fondo, che
è la capacità di dono che rende felice
immensamente gioiosa la vita?
Vogliamo ripetere a noi stessi che i bambini e i giovani imparano come
sempre molto di più dai nostri comportamenti quotidiani che
dalle parole?
Bravi tanti genitori!
Grazie ai genitori che stanno costruendo la società futura,
spesso soli, abbandonati dalle istituzioni e dalle scelte
socio-politiche, battaglieri e decisi, gioiosi e carichi di speranza.
I loro figli si occuperanno di coloro che adesso stanno lavorando per
la distruzione della famiglia e del loro ruolo e che invecchieranno
desolatamente.
Lo capiranno mai i signori del potere e dell'economia?
Lo capiranno i devianti, distruttori dell'anima e del cuore di tanti
ragazzi?
E' l'ora del coraggio.
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Educare.it - Anno IX, Numero 12, Novembre 2009
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