Incontrare nella propria esistenza quotidiana le persone che
si amano e con le quali si condivide la vita, incontrare coloro che ci sono
compagni nel lavoro, che ci sono amici, che sono legati a noi da vincoli di
parentela e di affetto: la nostra vita è un vero incontrare, attraverso
il quale diveniamo sempre più noi stessi e scopriamo ogni giorno aspetti nuovi
della nostra stessa identità ed umanità.
L’incontro con l’altro diverso da sé, con chi
porta impressi nella pelle, nella struttura fisica, nel linguaggio, nelle
abitudini quotidiane i segni della diversità di origine, di cultura, di
religione, può far nascere in un primo momento sentimenti di diffidenza e
paura, oppure di attrazione di curiosità.
Quando l’incontro diventa più profondo e non occasionale,
quando l’altro è nostro vicino di casa, di lavoro, di strada, e ci interpella
con la sua diversità, i sentimenti del primo impatto cambiano, e possono
trasformarsi in azioni ed idee di benevolenza e di stima, oppure di maldicenza e
di pregiudizio, magari rivestiti di buone intenzioni, di buonismo, ma di tanta
lontananza e di senso di superiorità, di arroganza, di arrocamento in piccole
fortezze di privilegio.
L’altro che viene da lontano e che vive tra noi, vicino a
noi, è la grande opportunità che abbiamo in questo tempo storico di diventare
persone che sanno incontrare gli altri e se stessi nella diversità, nello
scambio, nel dialogo, acquisendo un’identità dialogica.
E’ l’opportunità di questo nostro tempo, la peculiarità
dell’oggi che ci è dato di vivere, la sfida e il compito delle nostre
generazioni: un compito arduo, difficile, ma affascinante e possibile, perché
è possibile una convivenza pacifica delle diversità, la convivenza quotidiana
e quella dei grandi eventi. Credere in questo è credere che Qualcuno di più
grande dell’uomo ha posto nell’umanità frammenti di Assoluto, che ogni
persona e ogni popolo custodisce e vive nella sua specificità: è credere e
operare perché nel mondo della politica e dell’impegno sociale prevalgano le
logiche di pace e non della violenza e della guerra, perché vengano promulgate
leggi giuste, che rispettano il diritto di tutti alla vita, al lavoro, agli
affetti, perché le religioni compiano sempre più passi sui sentieri dell’incontro
e della comunicazione della Verità che Dio ha loro donato.
Un dono, un compito, una responsabilità, uno stile di vita felice. Per tutti.
Auguri.
Buon Natale.