|
|
Editoriale di Luglio 2001 |
|
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ |
|
SOS: ATTENZIONE PER UN FIGLIO... |
|
dalla parte dei genitori (1) |
|
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ |
|
|
di
Annamaria
Gatti |
Ieri
il titolo stuzzicante di un film ("Papà comando io"),
recensito da una rubrica giornalistica, mi ha spinto ad accendere
l'elettrodomestico. (La tv, naturalmente!)Il
simpatico protagonista undicenne della vicenda riesce a comprare
la maggioranza delle azioni dell'impresa del padre, attraverso
operazioni telematiche di borsa ... e diventa "il capo" del
papà.
Il film è deboluccio, gli interpreti sono poco convincenti...
Ma l'idea fantascientifica è buona: il ragazzino ha studiato
e realizzato l' "escamotage", per poter ordinare al padre giorni
di vacanze forzate, da trascorrere proprio con lui, un figlio
stanco e trascurato, vittima dei soliti bulli, con vistosi insuccessi
scolastici e con un basso grado di autostima.
Tranquilli... Il film viaggia con il solito lieto fine! E
il pensiero corre alla riflessione suscitata:
- all'attenzione
che i genitori vorrebbero dare ai loro figli,
- a
quella sbagliata che soffoca,
- a
quella che, cronicamente, non viene percepita come indispensabile,
- all'attenzione
sostituita da tanti "oggetti" di consumo,
- a
quella vera che i bambini chiedono a mamma e papà.
Chiedono?
Più che chiedere, segnalano.I
genitori per primi esercitano un'attenzione massima nei confronti
del neonato, che segnala bisogni, disagio, soddisfazione e gioia.
E saper leggere questo codice è la loro prima avventura
e il primo strumento per veicolare messaggi di rassicurazione,
tenerezza, empatia, ma anche autorevolezza!Poi
l'avventura continua...
Si scopre che il figlio è diverso da come i genitori
se lo immaginavano, è decisamente un "altro", un meraviglioso
individuo così somigliante a loro, ma unico e irripetibile.
Allora l'attenzione diviene essenziale per conoscerlo: temperamento
e carattere, attitudini, preferenze, punti di debolezza da sostenere
o da correggere e punti di forza da valorizzare, per crescere
un bambino sereno e maturo.
Sempre più l'esercizio dell'attenzione diventa una raffinata
tecnica per conoscere e risolvere, ma anche per prevenire il
disagio.Ecco
semplici situazioni raccolte dalla quotidianità.Luca
da qualche tempo non riesce a stare fermo un attimo e ne combina
di tutti i colori. Il salotto è a prova di salti e Luca,
invitato severamente a rispettare quel che resta dei mobili
di casa, accende la tv, che poi guarda a testa in giù,
da una poltrona...Elena
sembra una bambina timida e riservata, ma durante la visita
a degli amici di papà, non ha fatto altro che provocare
i loro figli, suscitando avversione (e commenti successivi).Le
maestre hanno appena comunicato ai genitori di Alessio che il
loro figlio fa il pagliaccio e interviene in modo improprio
durante le lezioni: insomma fa ridere tutti e il clima di classe
sta degenerando. Vorrebbero capire cosa sta accadendo ad Alessio.
I genitori sono increduli e disorientati.Flavio,
classe prima, capacità nella norma, alta motivazione
ad imparare, una buona percezione di sé, dopo due mesi
di scuola decide che ha dimenticato tutto e non imparerà
a leggere e a scrivere. Le insegnanti sono preoccupate e i genitori
angosciati.Luca,
Elena, Alessio e Flavio non lanciano chiari messaggi verbali.
Esprimono un disagio, che si coglie come tale solo con l'osservazione
e l'ascolto. Saranno opportune e risolutive una sgridata e una
punizione?I
loro genitori hanno scelto di qualificare l'attenzione e i tempi
ad essa dedicati e hanno fatto centro!
Hanno rimandato alcune faccende meno importanti, hanno "perso"
tempo a giocare con i loro bambini, hanno "rotto" l'elettrodomestico
tv, hanno avuto un bisogno irrefrenabile di aggiustare o fare
un lavoretto, o fare spese o passeggiate con i "pierini" di
turno.
Osservando comportamenti e reazioni, ascoltando
frasi spezzate o discorsi impegnativi, suscitando fiducia,
hanno scoperto informazioni interessanti sui loro bambini, che
nella solita routine non erano emerse e per cui, in qualche
caso, hanno chiesto una collaborazione specialistica.Luca
era assolutamente saturo di attività extrascolastiche,
ma non aveva mai avuto un'occasione e il coraggio per dirlo...
Voleva invece poter giocare con i suoi amici.Elena
non è una bambina maleducata, ma aveva colto il difficile
momento che i suoi genitori stavano attraversando e inconsciamente
temeva il peggio per l'unità familiare.Alessio
era in forte ansia per l'attesa un po' burrascosa del fratellino
e Flavio aveva perso il sostegno affettivo del papà,
impiegato proprio nel settore editoriale e lontano per lavoro.Quante
altre piccole o grandi informazioni sui propri figli darà
un'attenzione di qualità, matura e perciò efficace!
...E quale utilità questa pratica avrà nell'età
della preadolescenza! |
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001.
|