"Tutti
dieci" è la valutazione finale di un liceale segnalata
su un quotidiano e la cosa mi rallegra:
c’è gente, fra i giovani, disposta all’impegno, alla responsabilità.
Non avevo dubbi in proposito.
Dietro a quei numeri immagino la costanza quotidiana, la serietà
e la passione per un traguardo che non è fatto certo di protagonismo,
ma di interesse per chissà quale argomento o disciplina, di
risposta a inputs educativi corretti e significativi.
Penso ai valori docimologici trascorsi, quando l’otto era il
voto massimo per una prestazione scolastica di eccellenza! E
comprendo qualche riserva degli insegnanti in questi ultimi
anni, nel valutare con una scala decisamente più disinvolta.
Alcune immagini scorrono nella mia mente, flash recentissimi.
Lucia
(i nomi sono immaginari, le persone no) non ha tutti dieci,
ma è soddisfatta di come è trascorso l’anno scolastico. Una
serie di difficoltà da superare, la gestione complessa del menage
familiare… non le hanno impedito di raggiungere gli obiettivi
prefissati e di accrescere una maturità insolita per una ragazzina
di 16 anni. Non valutata nel documento scolastico.
Mauro
è contento per Sumon, il nuovo compagno bengalese di quest’anno
scolastico. Sumon ha imparato la lingua italiana e il docente
di italiano lo ha premiato con una buona valutazione, secondo
gli obiettivi del caso. Sumon ha capito benissimo il commento
del professore, che ha anche lodato Mauro per averlo supportato
e incoraggiato nell’inserimento nella nuova realtà scolastica
e si è chiesto se questo comporti un voto di merito per il suo
amico italiano…sul giudizio finale.
Molti
bambini escono da scuola con i loro genitori. Alcuni commentano
i voti scolastici.
"Mi aspettavo ottimo" replica stizzita una ragazzina.
La mamma lascia trascorrere qualche momento, poi osserva: "Io
leggo molto volentieri i tuoi temi e vedo che sei molto interessata
alla lettura… So che sei forte e studi la grammatica. Questo
per me è ottimo. Non è importante il giudizio, ma quello che
sei, dove sei arrivata e cosa vuoi raggiungere. Hai le idee
chiare? Mi dispiace se te la prendi per un giudizio. Non è l’essenziale."
La ragazzina si distende in un sorriso rilassato. La mamma l’ha
aiutata risolvere un fastidioso problema. In un momento ha imparato
decisamente molto su come vanno le cose nella vita.
Gigi
ha appena ritirato la "pagella", come la chiama il
nonno. Non resiste e, appena uscito da scuola, apre la scheda
e legge, all’anziano che lo tiene per mano, i "voti":
sono discreti e Gigi è soddisfatto. Ma il nonno va al sodo della
questione e gli fa notare che è riuscito ad arrivare a quel
traguardo perché si è impegnato di più. Infatti nel giudizio
globale si legge quanto sia migliorato nella partecipazione,
nel rispetto delle regole e nella responsabilità…
"L’anno prossimo" dice "riuscirai a raggiungere
risultati anche migliori, ne sono sicuro!"
Gigi vede aprirsi un futuro da protagonista: a settembre dimostrerà
alle maestre che non hanno sbagliato ad incoraggiarlo ed ad
avere fiducia in lui!
Rafforzare
le scelte di valore, dare delle indicazioni per la formazione
personale è senz’altro più importante che convincere un bambino
a raggiungere solo traguardi di valutazione, anche se con le
votazioni poi occorrerà sempre fare i conti nel futuro.
Non è una scelta facile, al giorno d’oggi, ma significa attrezzare
correttamente la capacità di giudizio del bambino, sostenere
l’autostima personale, fornire gli strumenti corretti per arrivare
a dare il massimo delle proprie possibilità, nella sfera cognitiva
e socio-affettiva. |