“È
dentro noi un fanciullino… Quando la nostra età è
tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra,
e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e,
insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un
palpito solo, uno strillare e un guaire solo…
Il giovane in vero di rado e fuggevolmente si trattiene col
fanciullo; ché ne sdegna la conversazione, come chi
si vergogni d'un passato ancor troppo recente. Ma l'uomo riposato
ama parlare con lui e udirne il chiacchiericcio e rispondergli
a tono e grave; e l'armonia di quelle voci è assai
dolce ad ascoltare, come d'un usignuolo che gorgheggi presso
un ruscello che mormora… Erano la sua medesima fanciullezza,
conservata in cuore attraverso la vita, e risorta a ricordare
e a cantare dopo il gran rumorio dei sensi." - Giovanni
Pascoli -
Appoggiata
alla staccionata in legno, guardo il panorama attorno a me:
gli aranci, gli alberi da frutta; sento gli uccelli cantare
e il merlo, poggiato sul cavo della luce, fischiettare…
Immersa in questa pace, osservo i “piccoli frugoletti” che
giocano sul prato.
Non avevo mai operato con bambini così piccoli, convengo
che essi sono deliziosi, la loro freschezza mi affascina e
mi coinvolge totalmente.
Ghita
- diciotto mesi fra pochi giorni - si muove veloce e spedita,
parlotta con l’uno o con l’altro dei compagnetti, ride di
gusto se qualcosa la diverte, se la si rimprovera per qualche
marachella, mortificata, china la testa e abbassa gli occhi;
Sandro,
accattivante e simpatico bambino di due anni, va in giro “a
cciù, cciù” - con la macchinina a pedali - litiga
spesso per il possesso di qualche giocattolo, ma chiede immediatamente
scusa se invitato a farlo. Spontaneo ed impulsivo rivela una
bontà e una finezza d’animo estrema: se qualcuno si
permette di fare del male a Ghita, a Tina o a qualche altro,
si precipita per fare il “giustiziere” distribuendo rimproveri
“ No ofa’, apito? e giù qualche tiratina di capelli,
ma cauta, lieve… senza far male;
Tina
- 20 mesi - per occhi due pezzettini di cielo, sguardo ingenuo,
aspetto disarmante e faccia d’angelo. Ogni tanto pizzica e
morde, apparentemente senza alcun motivo. Se la richiamo mi
guarda con gli occhi smarriti quasi a voler dire “io non c’entro,
non ho fatto niente!!”, mentre un sorrisetto ironico le si
stampa sulle labbra;
Pippo – due anni compiuti - potrebbe essere definito irruento
ma sarebbe superficiale etichettarlo così. Egli pian
piano ha canalizzato la sua impulsività mostrando dolcezza
e affettuosità nei rapporti con pari e adulti, ha espresso
“accettazione e compiacimento” esprimendoli con una frase/constatazione
maturata nel giro di pochi giorni di frequenza: "Bechi
pacching bello… bello il bechi pacching!!" (Baby parking
bello, bello il baby parking);
Tancy
- due anni già compiuti – ricettivo, desideroso di
apprendere: ascolta i racconti, ne comprende il contenuto.
A volte identificandosi con i personaggi fa delle affermazioni
come “Non ho paduda del uupo” (come il protagonista di Pierino
e il lupo). Rivela una personalità un po’ complessa,
ma tutto sommato positiva.
Ciccio
- due anni e mezzo - aspetto elegante e composto, sa sempre
trovare la parola giusta per richiamare qualche compagnetto
che non si comporta adeguatamente. Gli piace tanto stare al
baby parking, lo esprime anche affermando : "Il mio posto
è al baby parking".
Ma
anche i più grandicelli che frequentano nelle ore pomeridiane,
dopo essere stati a scuola, sono degni di menzione:
Vania, gelosa e possessiva, “gattina” affettuosa
bisognosa di coccole e attenzioni;
Lino,
sveglio, intelligente la cui espressione trovata scritta su
un suo quaderno “la matematica mi fa morire” mi ha fatto molto
indignare al pensiero che noi adulti, sovente maldestri, possiamo
far perdere il gusto dell’imparare; poi Nico, Tia, Teo, Michy,
Lele ecc ecc.
Tutti
meritano attenzione e cure particolari; vorrei descriverne
i tratti più peculiari, ma mi limito soltanto a dei
semplici fotogrammi, giusto per dare un esempio del materiale
umano che ogni educatore viene a trovarsi tra le “mani.”
Vedo in essi delle personalità già delineate,
mi prometto di non violare mai la loro integrità e
la loro originalità, ma di aiutarli a dispiegare le
potenzialità presenti in ognuno di loro.
Dopo
una prima osservazione, pur attenta ma non sistematica, inizio
un ‘indagine più accurata con test di personalità
come “le favole della Duss”.
E’ un metodo che si serve di racconti da completare, molto
brevi e semplici, appositamente creati per testare soprattutto
lo sviluppo affettivo nei bambini di due tre anni circa
Le prescrizioni dell’autrice sono molto dettagliate, indicano
di rispettare un ordine ben preciso nella presentazione dei
raccontini, di tener conto di tutta la produzione del soggetto
esaminato, di attenersi alle modalità suggerite per
l’inchiesta. E’ importante, altresì, raccomanda la
Duss, il farsi “usare dal bambino in uno spazio intermedio
condiviso, uno spazio di gioco, uno spazio simbolico” Facendo
leva sul principio del piacere risvegliando la sensibilità
del bambino e tenendo desta l’ attenzione, anche i più
piccoli possono rispondere alle favole senza distrarsi.
La
storia dell’uccellino (per vedere l’attaccamento del bambino
ad uno dei due genitori oppure la sua indipendenza ):
Un
padre e una madre uccellini ed il loro figlio uccellino dormono
nel nido, su un ramo di un albero. Ad un tratto viene un grande
vento, stronca l’albero ed il nido cade per terra. I tre uccellini
si svegliano improvvisamente: il papà vola veloce su
un albero, la mamma vola su un altro albero, l’uccellino piccolo
cosa fa? Egli sa già un po’ volare.
Da “Il metodo delle favole in psicoanalisi infantile”
di L. Duss
Come
indicato, ho raccontato la storia senza drammaticità
per evitare suggestioni: il bambino deve sentirsi realmente
libero di completare il racconto senza minimamente sentirsi
condizionato da segni esterni
Trascrivo
le risposte più significative
- Vania:
– L’uccellino rimane solo, arrivano i mostri e se lo mangiano
La sua mamma se ne prende un altro (4 anni )
-
Lino – L’uccellino vola su un altro albero
Io chiedo: - E la sua mamma e il suo papà?
Lino risponde – I genitori volano sullo stesso albero dell’uccellino
così non lo lasciano solo (6 anni)
- Marco:-
Resta da solo e muore
Poi riflette e si corregge – Va dalla mamma (9 anni )
- Tancy:
– Papà, no mamma (2 e mezzo)
-
Sandro: – Papà… mamma (2 anni e mezzo )
Ai
bambini molto piccoli il test non è stato proposto
Vi
riporto le risposte ottenute da soggetti normali relative
al racconto “La storia dell’uccellino” indicate dalla stessa
Duss. Potete compararle voi con le risposte trascritte sopra.
1. Volerà su di un ramo vicino al nido
2. Volerà verso la madre
3. Volerà verso il padre perché è più
forte
4. Resterà a terra e griderà finché i
genitori non verranno a cercarlo
Quasi
tutto ciò che avevo intuito dalle osservazioni informali,
mi viene confermato dal test.
Dopo
questi assunti, punto la mia opera educativo - formativa soprattutto
sul dispiegarsi delle “persona” nella sua totalità:
corpo, mente, cuore.
Finalità
formative possono essere così formulate
- Sviluppare
l’autonomia personale
- Approcciarsi
all’altro per una reale interazione
-
Promuovere lo sviluppo della personalità
-
Coinvolgere in modo consapevole e attivo le famiglie,
nel processo di crescita dei loro figli
- Concorrere
ad un armonioso evolversi della personalità di ciascun
individuo
-
Predisporre opportunità ambientali per promuovere
e migliorare i rapporti con l’Io, l’Altro e la Realtà
delle cose
-
Innescare processi metacognitivi
Attività
- Ritmo,
movimento, suono - I tamburiElefanti
- Pierino
e il lupo – favola musicata
-
Giochi per sviluppare la consapevolezza (metacognizione)
– Se fossi un animale
-
Ascolto di brevi fiabe - Il naso che scappa, Alice cascherina,
…
-
Campitura dei protagonisti delle varie favole
Alla
fine delle varie attività sarà possibile scaricare,
dalla sezione download del sito, i protocolli e gli esercizi
relativi.
Sono
consapevole che la personalità fa capolino in questa
fascia di età, le neuroscienze, infatti, oggi confermano
che la strutturazione della mente avviene molto precocemente,
con l'apporto determinante delle stimolazioni socio-culturali
che vengono dalla famiglia, ma anche dai contesti di vita.
Parlo, dunque, spesso con i genitori: mi aiuta a conoscere
meglio l’ambiente formativo da cui provengono i bambini, a
capire le situazioni problematiche e a programmare in sintonia
con le indicazioni e le istanze, che insieme ai figli, mi
rilanciano implicitamente o esplicitamente.
Infatti le esperienze familiari e sociali dei primi anni di
vita hanno, nella formazione della personalità, un’
incalcolabile portata educativa
Convinta che questi sono gli anni più importanti, fondamentali,
decisivi nel processo di formazione della personalità
dei bambini, mi attivo sempre per trasformare l’azione formativa
-che era più o meno informale - in formale, intenzionale
e programmatica valorizzando, in pieno, i primi anni di vita
del piccoli utenti.
Mi ritorna in mente il pensiero di Paolo Manzelli:
“Pertanto l’ educatore non è colui che sale in cattedra
e fa lezione, ma è soprattutto colui che promuove la
maturazione di interessi, di motivazioni, di atteggiamenti,
e crea le condizioni che favoriscono i processi apprenditivi
“
Nel mio operare, da esso mi lascio condurre. Sempre!
Bibliografia
Quando
i bambini raccontano fiabe agli adulti – Elio Bartolacelli-
Ed Zephiro
Il metodo delle favole in psicoanalisi infantile
– Louisa Duss – Franco Angeli
Sitografia:
http://www.pavonerisorse.to.it/meta/gioco/g12.htm
http://www.rivistadidattica.com/genitori_e_formazione_della_personalita'_di_umberto_tenuta.htm
http://www.rivistadidattica.com/sistema_formativo_integrato_e_istituzioni_scolastiche_di_umberto_tenuta.htm
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Autore:
Rosalia Fiaccabrino, docente specializzata
in didattica e metodologie alternative, ha operato come insegnante
curriculare e di sostegno nella scuola elementare e nella
scuola media. E' applicatore di primo e secondo livello del
programma Feuerstein; ha frequentato corsi di danzaterapia,
musicoterapia e di arterapia; ha frequentato inoltre corsi
di Alta qualifica per rimuovere le difficoltà nella
letto-scrittura presentate dagli alunni della scuola elementare
e media di primo grado; è web disigner e specializzata
nell'uso delle risorse informatiche (www.piccolipeterpan.net).
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