Viviamo
in una società in cui i valori di riferimento per i
giovani si stanno purtroppo perdendo e pian piano deteriorando.
Il concetto di ciò che è bene e male spesso
non trovano rispondenza negli avvenimenti della cronaca quotidiana
in cui esplodono sempre più di frequente drammi familiari
che vedono coinvolti bambini e adolescenti, vittime o anche
artefici di situazioni conflittuali nelle relazioni con gli
altri, situazioni il cui esito è talvolta difficile
da comprendere e da accettare per la nostra società.
In questo scenario la scuola ha un compito importante da portare
avanti perché deve guidare i ragazzi a maturare gradualmente
un senso di responsabilità e di senso critico necessari
per interpretare la realtà e distinguere in essa gli
aspetti positivi e negativi che la influenzano.Questo è
lo scopo principale che l’educazione si prefigge e di cui
gli adulti devono farsi carico nell’ambito familiare e scolastico.
Alcuni anni fa ho seguito un corso di aggiornamento sul disagio
giovanile e in alcuni incontri veniva trattato il metodo sophiartistico.
Il termine fa riferimento alla “sophia” (saggezza maturata
nella storia dell’umanità) e all’arte come cultura
del “bello” nelle sue varie forme. Il metodo sophiartistico,
mediante la visione di film opportunamente scelti e proposti
da un esperto, si propone di stimolare i ragazzi alla riflessione
personale e collettiva sulle tematiche in esso presenti e
quindi alla elaborazione della”chiave di lettura” che è
stata scelta.Questo metodo si basa sia sulla psicologia umanistica
che sull’esperienza maturata nel corso degli anni dalla comunità
umana che è diventata il patrimonio culturale che la
caratterizza. I ragazzi sono guidati nel percorso elaborativo
dell’opera avendo come nuclei di riferimento i seguenti punti:
-la
scena iniziale e finale
-il protagonista, l’antagonista
-gli altri personaggi
-il processo trasformativo con gli ostacoli e le soluzioni
-la sintesi degli opposti
-tutti i personaggi come nostri aspetti da conoscere,integrare
e armonizzare
-la musica, le scene più coinvolgenti e le emozioni
che ne scaturiscono.
Con
l’interpretazione dell’opera proposta si mira prima di tutto
al coinvolgimento emotivo dello spettatore che naturalmente
si immedesima con i personaggi del film. Gli avvenimenti,
le esperienze,le emozioni diventano così aspetti che
gli appartengono e di cui ne segue l’evoluzione e la dinamica.
Il nucleo tematico più significativo è la “sintesi
degli opposti “in cui i ragazzi sono indirizzati a ricercare
il messaggio dell’opera ma, cosa più importante, a
maturare la consapevolezza e il discernimento tra ciò
che è positivo e negativo in un determinato contesto.
Credo che questo sia uno degli aspetti più significativi
e validi didatticamente del metodo sophiartistico perché
esso contribuisce a sviluppare conoscenze utili per la formazione
personale mediante una critica trasposizione dei contenuti
e dei messaggi che via via vengono elaborati. Il percorso
proposto diventa uno strumento efficace per interpretare la
realtà e per interiorizzare consapevolmente concetti
complessi come il bene e il male, concetti che spesso i giovani
faticano a distinguere perché la società di
oggi, con i suoi ambigui messaggi, tende sempre più
a mistificare.
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Autore:
Laura Alberico, insegnante di scuola media di I grado
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