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ESPERIENZE E PROGETTI

 

 

La gestione delle relazioni interculturali in adolescenza: un’esperienza di formazione nella scuola superiore*
prima parte

 

di Massimo Modesti

 

Premessa
È noto che alla frequentazione, magari quotidiana, come avviene nelle classi scolastiche tra alunni o negli ambienti di lavoro tra colleghi, con persone provenienti da Paesi stranieri o di origini straniere, non necessariamente corrisponde una riduzione dei pregiudizi o un aumento di competenze nella gestione della comunicazione e della relazione interculturale. Ad esempio, la cosiddetta “ipotesi del contatto”, secondo la quale l’interazione diretta fra persone di diverse provenienze culturali basterebbe a generare un superamento dei pregiudizi, è stata più volte smentita da esperienze sociali di convivenza, in condizioni naturali o sperimentali, e si è rivelata valida solamente laddove erano coinvolte persone profondamente convinte, dal punto di vista etico, della pari dignità di tutti gli uomini e di tutti i gruppi umani [1].
Il problema del pregiudizio è complesso e la sola conoscenza diretta dell’altro non è una soluzione efficace al suo superamento, in quanto il pregiudizio è sì questione di conoscenza – e riguarda in particolare il modo con cui la mente umana conosce – ma altresì coinvolge le dimensioni affettivo-emotive della persona.
L’idea di costruire dei percorsi laboratoriali per alunni adolescenti nasce proprio da questa convinzione: il superamento del pregiudizio e l’apprendimento di competenze interculturali non dipendono solamente da contatti quotidiani con persone straniere o dall’acquisizione di nozioni sulle “culture altre”, ma richiedono anche la creazione di occasioni guidate, che solo attività a carattere esperienziale sanno offrire, per modulare l’affettività e gli atteggiamenti nei confronti dell’altro straniero. La formula del laboratorio, quindi, ben si adatta all’esigenza di scoprire come funzioniamo e come possiamo imparare ad affrontare le relazioni in genere e le relazioni interculturali; un laboratorio dove l’esperienza venga mediata con opportune attività per diventare esperienza veramente formativa.
L’efficacia di una tale proposta è ancora maggiore quando i destinatari sono degli adolescenti. L’adolescente, infatti, nutre particolare curiosità rispetto alla propria vita psichica e alle modalità con cui essa si manifesta. Rimane meravigliato di fronte alla scoperta di “come funziona” la sua mente e la meraviglia innesca piste di ricerca e di scoperta su se stessi e l’essere umano in quanto tale. Inoltre, essendo la questione dell’identità personale un compito di sviluppo [2] specifico della fase adolescenziale, la modalità con cui si affronta il rapporto con i “differenti” e si vivono le varie appartenenze nel corso di questi anni, determina un approccio specifico duraturo nella personalità del giovane e dell’adulto (coping).
Nei tre anni di esperienza maturati, abbiamo sperimentato un percorso riguardante la percezione, la percezione della differenze, gli stereotipi e i pregiudizi: si tratta di un approccio al tema della relazione interculturale che parte dalla scoperta delle modalità tipiche adottate dall’uomo per conoscere e affrontare le differenze.

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Note:
* Negli anni scolastici 2002-03, 2003-04 e 2004-05, all’interno di un progetto dal titolo “Educare alla relazione col diverso nella scuola superiore” realizzato all’Istituto Tecnico-Industriale “Dal Cero” di S. Bonifacio (Verona), ho proposto agli alunni delle classi prime e seconde alcuni momenti di formazione pensati come spazio di laboratorio per apprendere a gestire le relazioni interculturali. Le insegnanti promotrici del progetto sono Adriana Soriato e Marta Firolli. Questo articolo ha lo scopo di raccontare il percorso proposto, corredandolo con opportune giustificazioni teoriche, e alcune delle reazioni manifestate dagli alunni che vi hanno partecipato.
[1] Si veda Voci, A., Processi psicosociali nei gruppi, Laterza, Roma-Bari, 2003, p. 116: «Perché un contatto positivo porti alla riduzione del pregiudizio, infatti, è necessario che il giudizio favorevole sviluppato nei confronti delle singole persone conosciute venga esteso all’intero loro gruppo di appartenenza».
[2] Per il concetto di compito di sviluppo si veda Palmonari, A. (a cura di), Psicologia dell’adolescenza, Il Mulino, Bologna, 1993.

Bibliografia:
Confalonieri, E., Scaratti, G. (a cura di), Storie di crescita. Approccio narrativo e costruzione del Sé in adolescenza, Unicopli, Milano, 2000.
Del Buono, M.R., Sguardi di genere tra identità e culture, Franco Angeli, Milano, 2002.
Jelfs, M., Tecniche di animazione, Elle Di Ci, Torino, 1986.
Larocca, F., Dialogo creativo. Nel progetto originario il progetto educativo, Morelli, Verona, 1992.
Miltenburg, A., Surian, A., Apprendimento e competenze interculturali. 20 giochi e attività per insegnanti e educatori, collana “Quaderni dell’interculturalità” n° 24, EMI, Bologna, 2002.
Palmonari, A. (a cura di), Psicologia dell’adolescenza, Il Mulino, Bologna, 1993.
Piattelli Palmarini M., L’illusione di sapere. Che cosa si nasconde dietro i nostri errori, Mondadori, Milano, 1993.
Pietropolli Charmet, G., I nuovi adolescenti. Padri e madri di fronte a una sfida, Raffaello Cortina, Milano, 2000.
Sclavi, M., Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori, Milano, 2003.
Taylor, D.M., Moghaddam, F.M., Teorie dei rapporti intergruppi. Prospettive psicosociali internazionali, Imprimitur, Padova, 1995.
Voci, A., Processi psicosociali nei gruppi, Laterza, Roma-Bari, 2003.

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Autore: Massimo Modesti, educatore, formatore e dottorando di ricerca, si occupa di pedagogia sociale e interculturale. Svolge ricerca sui figli di migranti e sui loro percorsi di crescita specie nell'ambito dei contesti educativi non scolastici. Nella scuola secondaria superiore, sta sperimentando percorsi formativi mirati all'acquisizione di competenze interculturali in età adolescenziale. Sugli stessi temi, svolge attività di formazione per adulti impegnati in ambito educativo.

 

copyright © Educare.it - Anno VIII, Numero 1, Dicembre 2007


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