Introduzione
Il metodo Siniscalchi o Magicoterapia (ovvero l’utilizzo del gioco
e della dimensione magico-fantastica per applicazioni prevalentemente
nell’ambito clinico-terapeutico, scolastico e socio-psicopedagogico)
rappresenta l’espressione viva di una nuova disciplina metodologica
di natura e di valenza "eclettica", così intesa poiché
essa, attingendo a saperi e competenze di genere diverso, li rielabora
in una nuova forma unitaria di conoscenza teorico-pratica ad uso
comune di svariate figure di operatori professionali. La parte teorica
è caratterizzata da una integrazione organica di alcuni dei contenuti
principali di segmenti disciplinari come ad es. la Psicologia dell’età
evolutiva, dell’educazione, dell’handicap e della riabilitazione,
la Psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione, la Neurofisiologia,
la Psico-neuro-endocrino-immunologia; i relativi contenuti rappresentano
il fondamento scientifico che avvalora le ragioni e l’importanza
della scelta prioritaria di forme "composte e speciali"
di comunicazione volte a migliorare la qualità e l’efficacia degli
interventi (terapeutici o di altro genere); ovvero forme che impieghino
non solo il linguaggio verbale e metaverbale ma quello più concreto
e significativo del gioco, ma un genere di gioco che preveda lo
svolgimento pratico e interattivo, sia da parte dell’Operatore che
del soggetto-utente, di tecniche e dinamiche (ecco la peculiarità)
che non siano usuali, ordinarie, prevedibili, ecc. (risultando infine
poco attraenti e stimolanti) ma che siano particolarmente coinvolgenti,
speciali, come appunto "le dinamiche a speciale valenza manuale-creativo-artistica".
Tra queste vanno citate quelle riguardanti l’Arte della Prestigiazione,
la Balloons Art o scultura dei palloncini, l’ Origami, le Ombre
Cinesi. Ma le suddette, pur risultando particolarmente suggestive
ed efficaci sotto il profilo comunicativo, pedagogico e terapeutico,
vengono in genere trascurate all’interno dei relativi insegnamenti
in quanto ritenute (a ragion veduta o apparente?) sì interessanti
ma "irraggiungibili sul piano tecnico-manuale", vale a
dire troppo complicate per poterle padroneggiare personalmente al
fine di includerle poi nel programma didattico-pratico; e pertanto
ci si arrende di fronte a quella "prima impressione" che
spinge, a malincuore, a vedere tali forme inevitabilmente relegate
nell’alveo elitario di artisti, cultori o animatori professionisti;
lontani questi, in genere, dagli ambienti della ricerca.
La
"Scuola Psico-Medica Salernitana" (un team multiprofessionale
che opera in ambito psico-medico-pedagogico), grazie al prezioso
contributo di professionisti nelle tecniche del gioco manuale-artistico-spettacolare,
ha svolto, a partire dal 1985, un interessante lavoro di rivisitazione
delle sopra indicate dinamiche (a speciale valenza manuale-creativo-artistica)
operando una rielaborazione selettiva (all’interno di ogni singola
forma) di quei "giochi e tecniche di abilità manuale"
che risultassero più facilmente accessibili e maneggevoli; e ciò,
allo scopo di poterli adeguare e trasferire nella comune pratica
(clinica o di altro genere) proponendoli quindi a vantaggio dei
vari operatori professionali e a tutto beneficio dei rispettivi
destinatari (bambini, ragazzi, adolescenti, soggetti con diversa
abilità). Tale complessa operazione, partendo da alcune consolidate
acquisizioni della comunità scientifica (ad es. l’importanza fondamentale
del gioco nell’età evolutiva, il gioco come strumento e modalità
di comunicazione "ideale" tra adulto e bambino) ha consentito
di sviluppare un originale percorso di ricerca; infatti è stata
effettuata una "insolita sperimentazione" in ambito clinico
e pedagogico che ha generato un insieme di nuove ed interessanti
acquisizioni; viene definita "insolita" in virtù dell’utilizzo
di strumenti propriamente "insoliti" in ambito clinico
(psicoterapeutico, medico, odontoiatrico) e pedagogico come ad es.
l’utilizzo dei giochi dell’Arte prestigiatoria; tale studio sperimentale
ha evidenziato effetti e risultati spesso davvero "sorprendenti"
(documentati in un vasto repertorio di filmati dal vivo).
Volendo
fare un esempio inerente allo sviluppo di nuove acquisizioni (ed
in stretta relazione con alcuni successivi passaggi): la comunicazione
fantastica, i messaggi di abilità e di affidabilità professionale,
il rapporto di complicità ludo-terapeutica, il pedocentrismo ludo-terapeutico,
l’addestramento del soggetto nell’Arte prestigiatoria, la gestione
autonoma dello strumento pedagogico-terapeutico, il sentimento di
elezione, il sentimento di riscatto, sono solo alcuni tra i numerosi
aspetti originali che caratterizzano questa nuova disciplina metodologica.
Essa dunque, integrando tra loro specifiche conoscenze appartenenti
a diversi ambiti scientifici (sotto indicati) e avendole poi sviluppate
in un articolato percorso di ricerca in ambito psico-medico-pedagogico
(con il prezioso contributo del comparto ludico-artistico), approda
infine alla esplicitazione concreta dei relativi assiomi interfacciandoli
e traducendoli in un metodo a carattere multimodale-polivalente
che risulta estremamente pratico ed efficace. Non si tratta dunque
di conoscere ed applicare semplicemente una nuova metodica ma di
coglierne l’intera essenza formatrice, con i suoi inviti sottesi
a scoprire "individualmente" nuove e sorprendenti potenzialità
(terapeutiche o di altro genere), da sempre nascoste in strumenti
e forme espressive di comunicazione creativo-artistica che hanno
perso oggi, finalmente, il limite preliminare della irriproducibilità.
Il
seguente lavoro contiene aspetti non propriamente specifici del
settore scolastico e socio-educativo ma inerenti al settore medico
e psicologico; sono stati conservati al fine di favorire una interessante
veduta d’insieme, ovvero una utile conoscenza delle varie correlazioni
interdisciplinari che caratterizzano la metodica. Tale impostazione
è rivolta in particolar modo – ed in tutta umiltà - ai ricercatori
delle scienze psicopedagogiche; nell’ambito universitario ed in
quello della libera professione.
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