| Allenza terapeutica e cambiamento nell'esperienza di un Servizio per le Dipendenze |
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Nei
Servizi per le Dipendenze patologiche ricorre il tema
dell’alleanza terapeutica; si tratta di un concetto prezioso per
le professioni di cura ma di non facile esplicazione nella pratica
quotidiana.
Le riflessioni proposte in questo articolo scaturiscono da un
approfondimento che l’Autrice ha avuto modo di compiere in
occasione della riorganizzazione del Servizio per il quale lavora. |
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| L'Educatore
al Ser.D. Un
metodo di lavoro e una base di confronto fra operatori delle Dipendenze |
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A
distanza di quasi 20 anni dal D.P.R. n. 309/1990, è
importante
iniziare una riflessione e possibilmente stimolare un confronto fra
operatori, sulle possibilità e sulle potenzialità
dell’approccio educativo alle persone in stato di dipendenza
patologica, all’interno di quella concezione antropologica di
tipo bio-psico-sociale oggi affermata a livello internazionale
dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità per tutti i
sistemi di cura. |
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| Per
la certificazione delle competenze nella scuola primaria |
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Da qualche anno le
scuole sperimentano in proprio la certificazione delle competenze
prendendo come riferimento un modello suggerito da una circolare
ministeriale.
La certificazione di
una competenza è la descrizione e la relativa valutazione di
un saper
fare intenzionale, efficace e contestualizzato, che richiede
l’uso di
diverse abilità e conoscenze.
La certificazione delle competenze, così intesa, costituisce
un documento integrativo alla scheda di valutazione. |
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Il
periodo della speranza:
attività di sostegno con minori antisociali nella scuola
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| Le
esperienze maturate all’interno della scuola con il mio
gruppo di lavoro hanno permesso di identificare alcuni elementi di
particolare importanza nell’intervento a favore di minori
definiti come “antisociali”, che vengono presentati
in questo articolo con la speranza di poter contribuire
all’approfondimento di un ambito di particolare interesse per
l’educazione. |
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La
gestione delle relazioni interculturali in adolescenza: un'esperienza
di formazione nella scuola superiore
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| È
noto che alla frequentazione, magari quotidiana, come avviene nelle
classi scolastiche tra alunni o negli ambienti di lavoro tra colleghi,
con persone provenienti da Paesi stranieri o di origini straniere, non
necessariamente corrisponde una riduzione dei pregiudizi o un aumento
di competenze nella gestione della comunicazione e della relazione
interculturale. |
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Descrizione
di un'esperienza: Martina
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| Da
un po’ di tempo rimando un’idea che nasce dal
bisogno di fermare alcune cose, vissuti di un’esperienza.
Sono momenti in cui sento di descrivere i passi del mio lavoro
educativo con i bambini. Mi rifugio nella scrittura per cercare una
comprensione dentro di me...
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Appunti
sulla funzione educativa dell'archeologia
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| Ogni
professione dovrebbe essere svolta innanzi tutto per il suo valore
sociale, e non dovrebbe ritenere per sé più di
quanto non possa dare agli altri; nel caso dell’archeologia,
che si è mutata da disciplina esclusivamente umanistica in
contenitore multidisciplinare, sussiste ancora l’abitudine
reiterata al lavoro in solitudine ed una tendenza costante nel
considerare ancillari le altre scienze, con cui si dovrebbe professare
invece a stretto contatto. .. |
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Esperienza
di una malattia
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A
Settembre del 2005 dopo diversi accertamenti diagnostici scopro di
essere colpito da una malattia dal significato fino ad allora me
oscuro: linfoma non Hodgkin IV stadio follicolare.
Intendo senz’altro, anche se da profano, che si tratta di
qualcosa di serio, un tumore per intenderci... |
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Al mio
amico Maicol
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| Si
è educatori quando i pezzi di carta lo definiscono, quando
le etichette burocratiche lo confermano, oppure quando la somma degli
errori conferisce esperienza e dignità alle parole, ai
gesti, alle decisioni da prendere... |
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A
proposito di valutazione...
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| Quando,
con la legge 517 del 1977, si cominciò a definire la stretta
connessione esistente tra programmazione e valutazione, spostando il
centro dell’attenzione docimologica dal processo finale al
percorso in itinere, si operò nella scuola una vera e
propria rivoluzione copernicana... |
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E se a
fare il bullo ora fosse proprio Elir?
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| “È
consapevole del proprio svantaggio rispetto agli altri ragazzi, e
dunque si sente inadeguato ed è molto insicuro. Per questo
la sua saccenza, talvolta vera e propria arroganza, verso tutti. Quando
eccede nel fare ‘il saputello’ non bisogna
stopparlo, ma lasciarlo fare, perché deve acquistare
sicurezza... " |
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Carlo,
il bambino della luna
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| Le
esperienze spirituali si devono vivere per avvicinarsi alla loro
comprensione. I momenti trascorsi con una persona
“diversa” debbono essere vissuti interiormente per
comprenderla, almeno in parte. Questo racconto è una delle
mie esperienze con un bambino di 7 anni che si chiama Carlo, un bambino
autistico che ho incontrato in più occasioni durante il mio
lavoro nella riabilitazione neuropsichiatrica infantile...
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"Non
è mai troppo tardi... per cominciare a sorridere
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| La
riabilitazione in Sicilia muove i suoi primi passi negli anni
‘60 grazie all’azione di tante famiglie spinte
dalla necessità di dare aiuto ed assistenza ai propri cari,
nonché, per l’intraprendenza e lo spirito di
carità che ha animato tanti uomini impegnati nel sociale...
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"Ogni
lettera ha una storia... ma non si puo' dire"
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“Elisabetta
siamo noi!”. La porta del Centro Symposium si è
aperta e con grande emozione e una stretta di mano
l’avventura ha avuto inizio.
“Non sai quante volte mi ha chiesto come eri fatta. Te
l’avevo detto che dovevi stare tranquilla e che ti sarebbe
piaciuta”.
Ansia del nuovo, aspettative e paure che avevano già una
storia. Non deve essere facile adattarsi alla dimensione infantile che
a volte non ti lascia scelte... |
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Percorsi
di sostegno educativo ai genitori nel rapporto con i figli
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Nell’ambito
di attività professionali che portano ad incontrare e
ascoltare i genitori, emerge prepotentemente il bisogno che essi hanno
di essere aiutati nell’educazione dei propri figli.
Questo articolo si propone di delineare un orientamento metodologico
per i percorsi di sostegno educativo ai genitori, ormai diffusi in
tutto il Paese.... |
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Il
latino nella scuola primaria
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| Un’
esperienza significativa, vissuta in una classe quinta di una scuola
primaria, mi consente delle riflessioni sull’approccio alla
lingua latina nella scuola primaria. |
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Sasha
e i suoi occhi di cristallo
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Entro
nella stanza dove una ventina di piccoletti –
alternativamente - ridono giocano, piangono.
Sono colpita particolarmente da un bambino con grandi occhi chiari di
circa tre anni; se ne sta in disparte e dondola un piccolo clown, di
stoffa multicolore, davanti a se, con un movimento monotono,
ripetitivo... |
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Il
bambino dimenticato ma conservato
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Appoggiata
alla staccionata in legno, guardo il panorama attorno a me: gli aranci,
gli alberi da frutta; sento gli uccelli cantare e il merlo, poggiato
sul cavo della luce, fischiettare…
Immersa in questa pace, osservo i “piccoli
frugoletti” che giocano sul prato.
Non avevo mai operato con bambini così piccoli, convengo che
essi sono deliziosi, la loro freschezza mi affascina e mi coinvolge
totalmente... |
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Il
metodo sophiartistico
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| Viviamo
in una società in cui i valori di riferimento per i giovani
si stanno purtroppo perdendo e pian piano deteriorando. Il concetto di
ciò che è bene e male spesso non trovano
rispondenza negli avvenimenti della cronaca quotidiana in cui esplodono
sempre più di frequente drammi familiari che vedono
coinvolti bambini e adolescenti, vittime o anche artefici di situazioni
conflittuali nelle relazioni con gli altri, situazioni il cui esito
è talvolta difficile da comprendere e da accettare per la
nostra società. |
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Valentina
la zingarella
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Valentina
sta in braccio alla mamma, sui gradini della chiesa, allatta al seno e
dorme…
L’ho vista - man, mano- crescere, farsi bella, vivace, molto
affettuosa e furbetta.
Spesso entra in chiesa, lancia uno sguardo veloce tra gli astanti, mi
sceglie, si avvicina al mio banco e si accoccola tra le mie braccia,
cercando carezze e baci. Le sono molto affezionata e spesso mi prende,
per lei, un moto di tenerezza. |
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Un
bambino (autistico) visto da vicino
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| Un
modo per descrivere la disabilità è quello di
fermare sulla carta momenti del proprio vissuto con l’
“Altro”. Scrivere, raccontare di quei momenti per
attivare un processo di cambiamento su di Sé, sulla propria
vita. La scrittura vista come mezzo di comunicazione, ma soprattutto
come strumento capace di cambiare qualcosa di se stessi, per
trasformare il mondo nel quale si vive, muovendo dall’interno
verso l’esterno, per designare un percorso
dell’esistenza. |
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Esperienze
sulla fiabazione
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| Dal
1985 lavoro con i bambini "diversamente abili". Prima nella scuola
elementare, adesso nella scuola media inferiore. Ho scelto di lavorare
con loro perché sono convinta che loro "i piccoli Peter
Pan", che non vogliono crescere e se ne stanno spesso lontano...
nell'"isola che non c'è", insegnano a vivere. Se potessi
vorrei raccontarli tutti e raccontare con essi un pezzo della mia vita
di persona, in continuo "sviluppo", e di insegnante di sostegno sempre
in crescita per le istanze da essi presentate. |
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La
scuola diversamente abile
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| Quando
nel maggio 2004, ad anno scolastico non ancora concluso mi fu proposto
per l’anno successivo di seguire un bambino autistico, restai
piuttosto sconcertato. Devo ammettere che “la
letteratura” in circolazione sul caso non era molto
rassicurante, anzi, tutt’altro. Si trattava di modificare il
mio modo di lavorare, il mio modo di interagire con gli alunni, e sarei
dovuto passare da un’interazione di gruppo ad
un’altra di tipo strettamente individuale. |
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Xplora
- Divulgare e comunicare la scienza con le nuove tecnologie
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| Xplora
è il portale, realizzato nell’ambito del progetto
europeo Pencil, che si rivolge principalmente al mondo della scuola e
quindi ad insegnanti, studenti, ma anche a comunicatori e divulgatori
scientifici. L’obiettivo del portale e’ quello di
divulgare la conoscenza scientifica e rendere il suo insegnamento
piu’ interessante attraverso le nuove tecnologie. |
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Il
gabbiano Fabrizio
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Il
percorso didattico ed educativo che mi accingo ad esporre è
la testimonianza di un’esperienza possibile e realizzabile,in
casi così gravi di disabilità, dove
però siano presenti sinergie di intenti
all’interno dell’istituzione scolastica e alla base
ci sia un lavoro di equipe.
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Comunicare
diversamente un abile linguaggio per esprimere il proprio modo di essere
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Questo progetto nasce
all’interno di un Centro Socio-Educativo dove la tipologia
degli utenti disabili è molto diversa per
gravità, età e percorsi fatti.
Dopo anni passati a proporre attività di tipo occupazionale
e prelavorative abbiamo sentito l’esigenza di un cambiamento
che portasse a “nuovi concetti educativi”. Questi
ci hanno indotti a promuovere attività che potessero
soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali,
sociali e cognitive degli utenti e quindi migliorare le loro competenze
quotidiane, allo scopo di evolvere la “qualità
della vita”.
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Stradella:
una città da scoprire
Progetto di storia della Scuola Primaria De Amicis di Stradella
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Il proposito di dar forma
documentata all’iniziativa progettuale delle classi terze
della Scuola Elementare di Stradella è nato
dall’interesse che ha suscitato il loro lavoro di storia. Un
lavoro di interclasse dalle sfumature vicine alla concreta
possibilità di realizzare le indicazioni normative dei
programmi ministeriali che desiderano orientare caldamente alla
collaborazione a classi aperte ancora troppo frequentemente disattesa
per difficoltà organizzative quando non volutamente
decisionali.
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L'esperienza
di crescita nella relazione educativa: il caso Gianni
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Gianni
è un ragazzo di tredici anni, mi è presentato in
via formale dal neuropsichiatra infantile di riferimento, che mi
consegna le dimissioni redatte al termine di un day hospital presso un
Istituto scientifico di diagnosi e cura, nelle quali è
delineato il seguente quadro clinico:
“Disturbo specifico degli apprendimenti scolastici in
soggetto con ritardo mentale di grado medio-lieve. .
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Itinerari
di senso in corsia. Un progetto in oncoematologia
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Ciò
che segue è il racconto in sintesi di un percorso di lavoro
svolto in ospedale per un periodo di circa un anno in un reparto di
oncoematologia pediatrica in qualità di progettista
psicopedagogica con i bambini della scuola d’infanzia e della
scuola primaria.
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La
relazione educativa
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La
relazione di un caso clinico inerente un ragazzo di 22 anni che ha
sofferto di varie crisi depressive e per questo è stato
sottoposto per circa un anno ad un trattamento farmacologico.
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Giochi
e dialoghi con le storie
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Un
percorso extracurricolare per il primo ciclo della Scuola Primaria, per
promuovere competenze narrative e dare opportunità
all’espressività grafica.
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| L'educazione
familiare rivolta a genitori di ragazzi adolescenti |
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Ricerche
in campo psicopedagogico e fatti di cronaca ci informano di un aumento
della criminalità giovanile,
dell’aggressività, della presenza, anche nelle
scuole italiane, del fenomeno del bullismo.....
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| Educare
alla bioetica |
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Cosa
pensano gli adolescenti della qualità della vita? I
risultati di uno studio condotto a Mestre, in un istituto tecnico, su
90 adolescenti.
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| Scarpe
diem - primi "stampi" per un iperprogetto |
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Un'esperienza
didattica all'interno del CFP di Vigevano con persone diversamente
abili.
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| Per
allevare un bambino ci vuole un villaggio |
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L’esperienza
triennale di Scuola Integrata con il territorio della Scuola elementare
di Pozzuolo del Friuli (UD) vincitore della IV edizione Cento Progetti
al servizio dei cittadini del Dipartimento della Funzione Pubblica.
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| Il metodo Siniscalchi o
Magicoterapia |
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Il
metodo Siniscalchi o Magicoterapia (ovvero l’utilizzo del
gioco e della dimensione magico-fantastica per applicazioni
prevalentemente nell’ambito clinico-terapeutico, scolastico e
socio-psicopedagogico) rappresenta l’espressione viva di una
nuova disciplina metodologica di natura e di valenza "eclettica"...
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Storia di ... Natale
un
caso
di autismo a conchiglia |
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Come
uscire dalla profonda tristezza che mi ha assalito da quando N.
è entrato in istituto? L'unica cosa da fare, mi sono detta,
è analizzare questa storia....
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"Migranti"
nelle biblioteche in carcere |
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La
presenza di stranieri nelle carceri italiane che risulta dalle
statistiche, indica che gli stessi sono in aumento, se non per le
attività criminali forse perché la Legge Simeoni
ha permesso con più facilità ai detenuti italiani
di poter uscire in affidamento alle comunità terapeutiche,
religiose o alle famiglie.
Questo dato, da anni, mi ha stimolata ad attivare biblioteche con
scaffali multiculturali....
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| Separarsi
senza traumi |
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"C’è
stato un ieri, ci sarà un domani" diceva il poeta e filosofo
Kabil Gibran. E non è un caso che di questa frase sia stato
fatto lo slogan che pubblicizza il Centro di mediazione familiare
dell’Azienda sanitaria di Firenze....
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| Un
salto nella fantasia - un'esperienza di educazione emotiva in una prima
elementare |
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Al
centro di questo percorso c'è il gioco poiché
è attraverso di esso che si è tentato di offrire
al bambino una duplice possibilità rispetto alla sua sfera
emotiva.....
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| Storia
di una timidezza |
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A
sedici anni guardavo solo alla mia "effettività" e la odiavo
talmente da non vedere in me nessuna "possibilità", non mi
stavo affatto curando, mi stavo ammalando.....
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| Studio
e clima conversazionale |
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Il
problema degli stili di apprendimento individuali, chiamando
direttamente in causa le procedure
dell’insegnamento/apprendimento, si è tramutato
via via nel tempo in una riconsiderazione delle modalità di
relazione e di reciprocità degli uni con gli altri.....
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| L'inserimento
lavorativo di pazienti psicotici nell'esperienza del SIL e del Servizio
Psichiatrico dell'est veronese |
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L'inserimento
lavorativo presenta evidenti vantaggi ma anche evidenti problemi nella
comune prassi psichiatrica. E' innanzitutto una buona
opportunità di reintegrazione sociale, data l'età
dei nostri pazienti e l'effetto della psicosi sulle capacità
lavorative.....
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| Il
lavoro d'èquipe nelle professioni sociali |
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In
questi ultimi anni, almeno sul piano teorico viene affermata e
sostenuta la necessità di una convergenza di competenze
professionali diverse, di una multidisciplinarietà e di una
dimensione collettiva nell’approccio alle problematiche del
territorio.....
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| La
bambina che chiudeva le porte. Onnipotenza infantile e bisogno di
confini |
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Gaia
ha due anni, un visetto simpatico, grandi occhioni scuri ed un sorriso
accattivante; è una bimba vivace, che "si fa notare" e si fa
valere. I suoi genitori sono innamorati di lei, per non parlare dei
nonni che la adorano.....
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| L'inizio
di una relazione... |
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L'esperienza
ha, come protagonista, un ragazzino di quattordici anni, Matteo, la cui
diagnosi parla di sindrome di Gilles de la Tourette, con un ritardo
mentale ascrivibile al grado medio-lieve......
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| Volontari
"nella rete" |
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Spesso approdano al Servizio
Sociale segnalazioni di "difficoltà del rendimento
scolastico" da parte della scuola, come risulta da molteplici ricerche......
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