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Age: compiti a casa, più dialogo genitori-insegnanti

La protesta dei genitori francesi contro i carichi eccessivi di compiti trova anche in Italia una certa eco, ma è necessario operare alcune distinzioni: è la posizione di Davide Guarneri, presidente nazionale Age, a nome dei genitori che rappresenta sul tema ripreso anche dal ministro Profumo.

«In Francia una legge degli anni '50 già vieta i compiti a casa, anche se la norma è abitualmente ignorata oltralpe. Inoltre sono da considerare anche la diversità di carichi orari di lavoro scolastico e di metodologie didattiche».

«È innegabile – aggiunge Guarneri - che i compiti possono essere una opportunità di rinforzo e approfondimento di quanto appreso in classe, purché siano proporzionati all'età, alle effettive capacità, ai bisogni educativo-didattici dei ragazzi, e non comportino un carico eccessivo che sottragga molto tempo al diritto (bisogno psico-fisico) dei bambini al riposo, al gioco, all'esplorazione dell'ambiente, alla socialità. Inoltre, i compiti non possono sostituire quanto in classe non si è fatto, e non si può attribuire alle famiglie l'onere di "spiegare" ai figli quanto l'insegnante non ha "spiegato". Le esercitazioni svolte in orario scolastico, invece, sono occasione di lavoro con i compagni, direttamente con la guida dell'insegnante».

Con questi presupposti, dice l'Associazione italiana genitori, l'esercitazione domestica può essere anche un'occasione perché i bambini e i ragazzi imparino, gradualmente, a essere responsabili, a organizzare il loro tempo.

Nella prospettiva dell'educazione all'autonomia - quindi, anche con genitori che non siano costretti a sostituirsi ai figli nel compito - il lavoro domestico acquisisce ulteriore valore se è vario, se è occasione per l'utilizzo di diversi strumenti (pensiamo alle "nuove" tecnologie), se diviene ricerca ed esplorazione.

«In Italia è affermata, per legge, l'autonomia delle scuole, che è anche di natura didattica – aggiunge il presidente nazionale dell'Associazione genitori -: non è, dunque, possibile, una norma generale che regolamenti i compiti. Piuttosto, opportuno, anche da parte del Ministero, un ulteriore invito al dialogo tra i genitori e la scuola, che può trovare nei compiti un'occasione concreta di incontro. I Piani dell'Offerta Formativa e i Patti di corresponsabilità educativa, partendo dall'analisi dei reali bisogni educativi dei ragazzi, siano sul tema dei compiti molto espliciti, proponendo una riflessione sulle ragioni, sulle scelte metodologiche effettuate, sull'impegno degli insegnanti nell'applicare la necessaria gradualità e proporzionalità, sull'impegno dei genitori ad incoraggiare e motivare i propri figli».

Roma, 29 marzo 2012

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