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Il nuovo sistema di valutazione nella scuola del primo ciclo

valutazioneIl decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 62, individua delle nuove direttive in materia di valutazione e di certificazione delle competenze nell’ambito dell’intero ciclo d’istruzione. Esso va ad esplicitare le indicazioni contenute nella legge 107 del 2015, in particolare nell’articolo 1, ai commi 180 e 181, lettera i.

La finalità della valutazione

In accordo con l’articolo 1 del decreto, la valutazione ha una finalità formativa ed educativa e deve essere orientata al miglioramento dell’apprendimento degli alunni. Inoltre, oggetti valutativi divengono, oltre che l’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze, anche lo sviluppo dell’identità personale e la maturazione dei processi autovalutativi di ciascun studente. In virtù di ciò, la valutazione deve essere calibrata sui bisogni educativi presentati dai fruitori. Affinché questo possa accadere, il paradigma valutativo deve essere impostato, nell’ambito dei criteri individuati dal collegio dei docenti e nel rispetto delle normative nazionali, sulle differenze individuali presenti negli alunni. Da questo punto di vista, il costrutto valutativo subisce una metamorfosi, divenendo principalmente un momento di monitoraggio finalizzato al miglioramento dei processi di insegnamento – apprendimento, che devono essere necessariamente adattati ai bisogni dei fruitori. Come già in passato, viene valutato il comportamento. In questo caso la valutazione di esso non avviene su basi puramente formali, ma è ancorato alle competenze di cittadinanza dimostrate dall’alunno. Per far sì che la valutazione non sia un evento poco intellegibile, ipotecato dalla soggettività dei docenti, essa deve rispondere a criteri di comunicazione efficace e trasparente nell’ambito dell’interazione scuola – famiglia. In ultimo, il processo valutativo, prendendo in considerazione gli aspetti più soggettivi dell’alunno, che si compendiano nella sua identità personale, ha un ulteriore scopo, che è quello di indirizzare la prosecuzione degli studi. In altre parole, si deve suggerire ai fruitori quali sono le strade formative sintoniche con le loro individualità.

La valutazione degli apprendimenti nella scuola del primo ciclo

La valutazione degli apprendimenti nel primo ciclo d’istruzione viene fatta per ogni disciplina del curricolo, individuata dalle Indicazioni Nazionali del 2012, mediante un voto espresso in decimi. A questa votazione si accompagna una breve descrizione dei processi apprenditivi dell’alunno e dei risultati globali raggiunti. Questa relazione deve essere frutto della collegialità degli insegnanti, incluso l’insegnante di sostegno, della classe. Laddove l’alunno raggiunge dei risultati non pienamente sufficienti nelle discipline scolastiche può essere ammesso alla frequenza della classe successiva, a patto che l’istituzione scolastica attivi delle specifiche strategie per il miglioramento dell’apprendimento.

Le rilevazioni INVALSI nella scuola del primo ciclo

Per monitorare gli apprendimenti degli alunni sono svolte le rilevazioni nazionali a cura dell’INVALSI. Nello specifico, dette prove nella scuola del primo ciclo si attuano nella seconda e quinta classe della scuola primaria e nella classe terza della scuola secondaria di primo grado. Nella seconda classe della scuola primaria sono saggiate le competenze che gli alunni possiedono in italiano e matematica, mentre nella quinta classe e nella terza classe della scuola secondaria di primo grado sono valutate, oltre che le competenze in italiano e in matematica, anche quelle in inglese. Nella scuola secondaria di primo grado la partecipazione alle prove INVALSI diviene un requisito necessario per accedere agli esami di stato conclusivi del primo ciclo d’istruzione.

Gli esami di stato e la certificazione delle competenze nella scuola del primo ciclo

Gli esami di stato, che si svolgono a conclusione della terza classe della scuola secondaria di primo grado, hanno la finalità di accertare le conoscenze, le competenze e le abilità raggiunte dagli alunni e consistono in tre prove scritte (italiano, matematica e lingue straniere) e in un colloquio. Lo scopo del colloquio è quello di valutare le capacità di argomentare, di problem solving, di utilizzare il pensiero critico e riflessivo e di accertare le competenze acquisite nell’ambito della cittadinanza e delle lingue straniere studiate. La valutazione delle prove scritte e del colloquio è espressa in decimi. Ogni scuola ha un’unica commisione d’esame, presieduta dal dirigente scolastico dell’istituto, che si articola in tante sottocommissioni quante sono le classi terze della scuola. Ogni sottocommissione è formata da tutti gli insegnanti di classe. Nell’ambito della scuola del primo ciclo, alla fine della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado è stilata dai docenti di classe la certificazione delle competenze, nella quale è descritto il livello di sviluppo delle competenze degli alunni relativamente alle discipline individuate dalle Indicazioni Nazionali, alle competenze chiave dell’Unione Europea e a quelle di cittadinanza.

La valutazione degli alunni disabili

Per quel che riguarda gli alunni disabili, certificati ai sensi della legge 104/92, la valutazione è rapportata al Piano Educativo Individualizzato, per cui sono ammessi alla classe successiva nella misura in cui sono soddisfatti gli obiettivi individuati da tale documento. Anche gli alunni disabili prendono parte alle rilevazioni degli apprendimenti predisposte dall’INVALSI, che devono essere calibrate sulle loro effettive capacità. Laddove questo non è possibile, essi possono essere dispensati dallo svolgimento di tali prove. Per quel che riguarda gli esami di stato conclusivi del primo ciclo d’istruzione, per i diversamente abili possono essere predisposte delle prove differenziate, stilate sulla base delle indicazioni contenute nel PEI. Anche gli alunni che svolgono le prove differenziate conseguono il diploma finale. Solo ed esclusivamente agli allievi disabili che non partecipano agli esami di stato viene rilasciato un attestato di credito formativo, che consente comunque il proseguimento degli studi.

La valutazione degli alunni con DSA

Per gli alunni che presentano disturbi specifici dell’apprendimento, certificati ai sensi della legge 170/10, la valutazione è effettuata sulla base delle indicazioni contenute nel Piano Didattico Personalizzato. Agli alunni affetti da DSA, che partecipano agli esami di stato conclusivi del primo ciclo d’istruzione, sono assicurati gli strumenti compensativi e dispensativi previsti dal PDP. Laddove lo studente è dispensato dalla prova scritta in lingua straniera, egli può sostituire la terza prova scritta d’inglese con un colloquio orale. Anche gli alunni che presentano disturbi specifici dell’apprendimento partecipano alle rilevazioni INVALSI con le idonee compensazioni previste dal Piano Didattico Personalizzato.

Fonte: Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62. Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. Gazzetta Ufficiale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n.23.

 

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