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Rivista telematica sui temi dell'educazione - Anno XVII, n. 4 - Aprile 2017 

Una ricerca chiarisce come i fattori emotivi condizionano i giudizi sociali

Nel giudicare gli altri un ruolo importante lo rivestono i fattori emotivi. Nel momento in cui siamo coinvolti emotivamente infatti tendiamo ad essere più veementi nella valutazione degli altri. 

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

Un progetto a Milano contro la dispersione scolastica

Il 15% degli studenti italiani non finisce le superiori. Il fenomeno della dispersione scolastica nel nostro Paese, nonostante in forte calo negli ultimi anni, continua a essere preoccupante. E da noi la percentuale dei cosiddetti...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Una richiesta di Raccomandazione ONU contro la maternità surrogata

Personalità politiche di diversi schieramenti, femministe, rappresentanti di diversi movimenti e associazioni, costituzionalisti, medici e donne, tante donne ma anche uomini, in occasione dell’incontro internazionale “Maternità al bivio: dalla libera scelta alla surrogata. Una sfida mondiale“...

in L'AltraNotizia | Redazione

I giovani chiedono all’UE di combattere povertà e populismo

Una migliore gestione dei rifiuti alimentari, un curriculum di storia europea concordata a livello internazionale per combattere il nazionalismo, e una migliore conoscenza dell’UE attraverso la creazione di una giornata per le scuole. Questi sono state...

in L'AltraNotizia | Beatrice Credi

Una ricerca mette in discussione alcuni pregiudizi sugli anziani

La senescenza rappresenta l’ultima parte del ciclo di vita di un individuo, in cui avvengono cambiamenti a livello fisiologico, psicologico e cognitivo. Esistono alcuni pregiudizi relativi agli anziani. Fra i più diffusi se ne ricordano...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

Arriva Julia: un nuovo muppet per spiegare l'autismo ai bambini

Nella settimana mondiale dell'autismo (dal 27 marzo al 3 aprile) arriva una sorpresa statunitense: si chiama Julia ed è una bambina autistica di 4 anni. Ha i capelli rossi, gli occhi verdi e un gran...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

Dall'Europa, una nuova strategia per accompagnare la disabilità

La nuova strategia dedicata ai diritti delle persone con disabilità nel Vecchio Continente punta alle capacità piuttosto che alla disabilità. I legislatori devono progettare leggi, politiche e buone pratiche che assicurino l’autonomia, l’accesso alle informazioni...

in L'AltraNotizia | Beatrice Credi

Nasce la Piccola Scuola dell'Educazione Riflessiva

Con un incontro sul tema della valutazione, il prossimo 19 aprile si anaugura l'attività della Piccola Scuola dell'Educazione Riflessiva.  La Piccola Scuola nasce con il proposito di sostenere gli educatori nell'assunzione di una postura professionale incline...

in L'AltraNotizia | Piccola Scuola

Giornata mondiale Sindrome di Down. La sfida dell'inclusione

Ricevere un’istruzione adeguata, trovare un lavoro, andare a vivere da soli. Ma anche uscire con gli amici, praticare sport, avere una relazione sentimentale, esercitare pienamente i propri diritti di cittadino. Aspetti importanti della vita di...

in L'AltraNotizia | Redazione

La percezione del corpo nell'adolescenza. Una ricerca tedesca

Avere coscienza del proprio corpo è un fattore importante per la costruzione del Sé e, quindi, per percepirsi come una persona con una propria identità personale e sociale. Questo processo avviene nel periodo adolescenziale, durante...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli?

Forse è difficile da capire ma le sensazioni e le emozioni si vivono sin dalla nascita: il bambino di pochi mesi vive il contatto (carezza) della propria mamma come comunicazione del "ti voglio bene". Si...

in Pedagogia del quotidiano | Carla Rossella Cavallo

La noia, linfa segreta della creatività

I ritmi sempre più frenetici del mondo contemporaneo hanno determinato un nuovo concetto di tempo: non più una categoria che l’uomo gestisce e utilizza per i propri fini, ma piuttosto un vorace cavaliere oscuro che...

in Pedagogia del quotidiano | Aida Dattola

Una ricerca chiarisce il ruolo del viso nella conoscenza dell'altro

I nostri comportamenti il più delle volte dipendono dalla nostra mappa cognitiva piuttosto che dalla realtà. Ogni individuo nel corso della sua biografia costruisce una sua idea del mondo che è frutto degli apprendimenti compiuti...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

Oms: l'inquinamento uccide un bambino su quattro

L'inquinamento uccide un bambino su quattro. Lo documenta un rapporto dell'Oms appena reso pubblico, "Inheriting a Sustainable World: Atlas on Children's Health and the Environment". Ogni anno 1,7 milioni di bambini sotto i cinque anni...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

Parte la campagna La felicità non ha peso

"L'anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che può mettere a repentaglio la vita di chi ne soffre. Questa patologia si manifesta con il rifiuto di mantenere il proprio peso o con la paura di...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

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Ultimi articoli sui canali tematici

Inclusione sociale e principi di solidarietà: la scuola davanti alle sfide del presente

Leggere il presente attraverso la categoria della complessità è necessario, ma occorre anche interrogarsi su quale umanesimo si vada configurando, se e come i processi della vita sociale possano essere governati. A partire da una lettura ampia dello scenario attuale, l’articolo si sofferma in particolare a delineare per la scuola un ruolo di officina “educativa...

Mariacristina Grazioli | Scuola e dintorni

Studio di uno strumento musicale: motivazioni e pressioni sociali

La percezione sociale della musica a puro svago o a competenza specifica di pochi eletti sta facendo perdere nelle programmazioni educative le enormi potenzialità che tale sapere nasconde (Toto, 2016). Significativa è la constatazione che le ore riservate all’educazione musicale nella scuola secondaria di primo grado sono soltanto due per settimana, e che l’insegnamento della musica...

Gianfranco Lisanti | Scuola e dintorni

La valutazione autentica nelle attività motorie e sportive

Negli ultimi anni la ricerca scientifica internazionale ha evidenziato studi interessanti sul processo di apprendimento attraverso il corpo e il movimento ponendo la necessità di  approfondire la  riflessione sulle prassi valutative in ambito motorio, anche in riferimento agli elementi di specificità che conferiscono ad esse una particolare valenza formativa. Il proposito di questo articolo è di...

Carmelo Munafò | Didattica

La Didattica Mentalista nell’apprendimento musicale

Molti soggetti presentano difficoltà nell'intonazione corretta dei suoni. Come superarle? Quale posto ricopre l'educazione dell'orecchio nel sistema scolastico italiano? In questo articolo si cerca di rispondere a tali domande attraverso l'applicazione metacognitiva della Didattica Mentalista. Tale approccio, partendo dalla dimensione mentale del soggetto consapevole delle proprie risorse intellettive ed attivo costruttore del processo di insegnamento/apprendimento...

Carla Barbara Coppi | Didattica

La valenza formativa dell’interazione corpo-movimento-ambiente di apprendimento

Nell’ambito del contesto formativo scolastico, il dualismo cartesiano mente-corpo ha condizionato la riflessione scientifica per tanto tempo determinando una preminenza dell’intellettualismo e dell’astrazione  a scapito della corporeità e del movimento. Lo scopo dell’articolo è di rivalutare corpo e movimento, secondo una prospettiva interdisciplinare, come medium di conoscenza e condizione fondamentale nei processi di maturazione e...

Carmelo Munafò | Didattica

La tradizione di ricerca positivistica

L’Europa, da metà Ottocento ai primi del Novecento, è interessata da una forte crescita demografica e da una riduzione del tasso di mortalità. Giocano un ruolo incisivo in questo fenomeno le grandi opere di miglioramento igienico delle città unite ai progressi delle scienze mediche, nonché le importanti invenzioni da parte di scienziati e inventori di...

Manuele De Conti | La ricerca ed i suoi paradigmi

L’impatto dei web-tutorial sull’apprendimento a distanza

Gli studi sulla didattica della formazione a distanza hanno seguito l’andamento e lo sviluppo delle tecnologie, dalla corrispondenza, alla radio, alla tv, al computer. Oggi che l’attenzione è centrata sul processo, non sfuggono all’osservatore nuove pratiche di condivisione del sapere, in particolare attraverso tutorial autoprodotti disponibili on line. Con le dovute distinzioni, queste risorse possono...

Daniela Pasqualini | Scuola e dintorni

ICF-Dipendenze: per una riabilitazione basata sulle evidenze

Il Piano d’indirizzo per la riabilitazione, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 10/02/2011, rappresenta ad oggi il più recente riferimento ufficiale in tema di riabilitazione. In questo articolo si mostra come il documento possa essere applicato nella riabilitazione delle dipendenze patologiche; in particolare si presenta in modo sintetico il set di strumenti, denominato ICF-Dipendenze, che permette...

Pasqualotto L., Cazzin A., Perrelli E., Cibin M. | Dipendenze

Il disturbo specifico dell’apprendimento musicale: l’Amusia

Lo studio dei disturbi dell’Apprendimento (DSA) è stato orientato principalmente ai deficit in competenze di base dello studente: lettura (Dislessia), scrittura (Disgrafia) e capacità di calcolo (Discalculia), talvolta trascurando altri disturbi specifici non meno insidiosi e sommersi come l’Amusia. L’obiettivo di questo articolo è richiamare l’attenzione su questo deficit, capace di influire negativamente sugli apprendimenti...

Giusi Antonia Toto | Difficoltà di apprendimento

Mediazione sociale e comunitaria: per un’educazione alla cittadinanza attiva

L’articolo esplora la possibilità di applicare i principi della mediazione al di fuori di una dinamica tra due configgenti singoli, in un contesto comunitario dove gli attori sono inseriti in una cornice d’interazioni sociali. Dopo aver inizialmente provveduto a definire il concetto di mediazione,   si esplorano le valenze concettuali e la portata metodologica applicata al...

Fulvio Poletti | Monografie

Primi ad ogni costo

Con settembre, la grande gara ricomincia. La competizione si accende, vincitori e vinti, primi ed ultimi tornano in campo per una nuova sfida che li accompagnerà per almeno nove mesi.
Non stiamo parlando del campionato di calcio, che deve attendere di risolvere i suoi problemi.
La grande gara è piuttosto quella che vede coinvolti di nostri bambini, quella che si svolge tra i banchi e nelle varie scuole del tempo libero: danza, basket, musica, calcio, pittura, sci ecc.
Ogni "momento sociale" è regolato, assegna giudizi e valutazioni, che i bambini imparano ben presto a comparare tra loro: "io sono meno bravo di lui in italiano, però a calcio lo batto", "in matematica non vado tanto bene, ma ce ne sono due che vanno peggio di me e poi comunque nella lotta sono il più forte" …

Sarebbe un confronto spontaneo e naturale, persino capace di insegnare a conoscere, di se stessi, limiti e punti di forza. Ma troppo facilmente la competizione diventa spinta, il primeggiare un bisogno irrinunciabile. Si registrano casi di bambini che non vogliono partecipare alle feste di compleanno perché non tollerano di non essere al centro dell'attenzione. Tra i banchi di scuola siedono bambine (poi le incontriamo all'Università) che non sopportano di ricevere una valutazione appena discreta.
Primi ad ogni costo. A costo di vivere con emozioni estreme ogni momento in cui vengono esposti ad un giudizio, sia che si tratti di una verifica scolastica o una partita di minibasket. Si tratta spesso di bambini molto capaci e competenti, ma fragili sul piano psicologico e relazionale.
Le conseguenze possono essere gravi: per l'elevato stress che accompagna il quotidiano, per l'intensità e talvolta la violenza con cui viene espressa la tensione. Oppure per le limitazioni della vita sociale; alcuni bambini infatti, pur di evitare conflitti, stanno solo con i più piccoli. Altri, invece, preferiscono isolarsi piuttosto che mettere da parte la propria voglia di primeggiare.


Il problema non va cercato nel bisogno di affermarsi, che è un impulso naturale ed aiuta a crescere superando le proprie debolezze ed i propri limiti. Semmai è porsi "contro" gli altri che logora.
Spesso sono gli adulti, più o meno consapevolmente, a spingere su questa dimensione. Uno stile educativo caratterizzato da continui confronti, da manifestazioni d'affetto condizionate ai risultati, una gestione solo punitiva (e quindi non costruttiva) degli errori finiscono per esasperare la competizione con i coetanei ed il bisogno "assoluto" di primeggiare.
In un'ottica più allargata, come non vedere delle responsabilità anche in una cultura diffusa che recita tra i suoi credi la necessità di vincere e di emergere a tutti i costi.
Ma se così è, bisogna correre ai ripari.
Ricordando, tanto per cominciare, che si cresce equilibrati solo attraverso sane frustrazioni del principio del piacere e dei suoi imperativi assoluti. Invece mamme e papà, senza accorgersene, rischiano continuamente di funzionare come anestetici che preservano dal dolore i propri figli per garantirne la massima felicità.
I bambini devono imparare a misurarsi con una realtà che non può essere sempre conforme ai propri desideri. Possono apprendere che nel confronto non c'è solo chi vince e chi perde, o almeno non sempre colui che vince è il migliore. Che nelle relazioni con gli altri non esiste solo la modalità dello "scontro", ma anche quella della ritirata o della diplomazia. Che una valutazione negativa non significa che sei uno stupido o uno che non vale niente, ma semplicemente che c'è qualcosa che può essere migliorato.
Infine va recuperata la dimensione della "strada", quel luogo cioè che ha permesso agli adulti, che oggi riflettono di queste cose, di imparare a vivere con gli altri. Se obiettivamente le nostre strade non sono più sicure come un tempo, va cercata un'alternativa ad una vita sociale che altrimenti si svolge solamente sotto gli occhi "regolatori" degli adulti.
Il cuore ce lo ripete continuamente: non è vincendo a tutti i costi che si può essere felici. Semmai occorre saper coltivare buone relazioni con gli altri, anche imparando a soffrire.


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 10, Settembre 2002

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