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Rivista telematica sui temi dell'educazione - Anno XIV, n. 7 - Luglio 2014

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Scuola ovvero il “problema dei problemi”!

Ma che in Italia si stia andando, speditamente, verso la “scuola dell’esclusione”? Che meraviglia! Ci mancava… Ci mancava qualcosa che ci sorprendesse… E, oplà!, la troviamo, bell’è cotta a Brusciano (Napoli), dove nel locale Istituto Comprensivo vi...

in Educattiverie | Francesco Fusca

L'insegnamento è un lavoro usurante. Uno studio dell'INPDAP

L'insegnamento è un lavoro usurante. Uno studio dell'INPDAP

“Alcune categorie di lavoratori, a causa di particolari fattori stressogeni  legati all’attività professionale, sono soggetti a rischio per la sindrome del Bornout. Tale condizione è caratterizzata da particolari stati d’animo come ansia, esaurimento fisico, panico...

in L'AltraNotizia | Mariella Gerardi

Gli effetti della meditazione

Gli effetti della meditazione

La meditazione può modificare la struttura del nostro cervello aumentando lo spessore della corteccia prefrontale che tende ad assottigliarsi con l'età;  questo è quanto sostiene il dottor R.Davidson, psichiatra nell'Università del Wisconsin che ha studiato l'attività cerebrale...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

L'educazione domiciliare (o familiare): l'indagine de L'Espresso

L'educazione domiciliare (o familiare): l'indagine de L'Espresso

L'aio, il precettore figure obsolete? Pare di no. Secondo una indagine dell'Espresso, l'istruzione domiciliare riconosce i membri della famiglia come tutori e insegnanti dei propri figli, compresa la facoltà di ingaggiare insegnanti privati. Diverse le...

in L'AltraNotizia | Pasquale Almirante

Inghilterra, sempre più servizi educativi nell'offerta scolastica

Inghilterra, sempre più servizi educativi nell'offerta scolastica

La vera risorsa dei giorni nostri è il tempo e su questo non c'è alcun dubbio. I bambini e i ragazzi chiedono soprattutto tempo tutto per loro e madri e padri schiacciati in ritmi sempre...

in L'AltraNotizia | Emanuela Di Pasqua

In Bolivia al lavoro regolare già dai 10 anni

In Bolivia al lavoro regolare già dai 10 anni

La Bolivia ha ridotto da 14 a 10 anni l'età minima per poter lavorare. Il nuovo Codice dell'Infanzia e l'Adolescenza approvato dal parlamento di La Paz, che appare in contrasto con la tendenza internazionale a...

in L'AltraNotizia | Marco Testa

Stessa altezza e stesso sviluppo per tutti i nascituri con mamma in salute

Stessa altezza e stesso sviluppo per tutti i nascituri con mamma in salute

Tutti i bambini nel mondo nascono della stessa altezza e hanno lo stesso sviluppo durante la gravidanza, a patto che la mamma sia in salute. Lo afferma uno studio in diversi paesi tra cui l'Italia...

in L'AltraNotizia | redazione

Scuola superiore: Italia accorcia, Germania allunga

Scuola superiore: Italia accorcia, Germania allunga

Mentre in Italia il Governo è sempre più intenzionato a ridurre di un anno il percorso scolastico, probabilmente eliminando uno dei cinque anni delle attuali scuole superiori, come oggi ribadito dal sottosegretario Roberto Reggi, nei...

in L'AltraNotizia | redazione

Usa: gli insegnanti migliori vanno in periferia

Usa: gli insegnanti migliori vanno in periferia

Insegnare è una sfida, farlo nei quartieri più disagiati d’America è ancora di più. L’Amministrazione guidata da Barack Obama ha messo a punto un piano per correggere lo squilibrio nazionale, che negli USA vede studenti...

in L'AltraNotizia | Matteo Righi

Firenze, il Preside dimissiona il Presidente del Consiglio d'istituto

La notizia, freschissima, è troppo golosa –o forse troppo inquietante- per non rimbalzare in un attimo da un capo all’altro d’Italia, tramite i tam tam mediatici che tengono in rete i genitori impegnati nella scuola...

in L'AltraNotizia | agetoscana

Rapporto dell'OCSE sugli insegnanti: in Italia soddisfatti ma poco valorizzati

Rapporto dell'OCSE sugli insegnanti: in Italia soddisfatti ma poco valorizzati

Gli insegnanti italiani sono soddisfatti del loro lavoro e sentono di riuscire a motivare gli studenti anche nei contesti più difficili.Pensano tuttavia che l'insegnamento non sia valorizzato nella società. È quanto rileva l'indagine Talis dell'Ocse...

in L'AltraNotizia | redazione

Bambini con Adhd hanno bassi livelli di ferro nel cervello

I livelli di ferro nel cervello offrono un potenziale biomarcatore per la diagnosi di deficit di attenzione e iperattivita' (Adhd) e potrebbero aiutare medici e genitori a prendere decisioni terapeutiche piu' informate. A sostenerlo, un...

in L'AltraNotizia | Redazione

Amigdala più grande nei bambini ansiosi

Amigdala più grande nei bambini ansiosi

I bambini ansiosi hanno centri cerebrali della paura piu' estesi. A rivelarlo, un nuovo studio della Stanford University School of Medicine pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry. Secondo gli scienziati, alterazioni nello sviluppo dell'amigdala, un centro...

in L'AltraNotizia | Lucia Melograno

La crisi abbatte separazioni e divorzi: troppo costoso

La crisi abbatte separazioni e divorzi: troppo costoso

I 7,1 milioni di italiani che vivono da soli devono affrontare un costo della vita superiore del 66 per cento rispetto a quello medio di ogni componente di una famiglia tipo. E' quanto emerge da una...

in L'AltraNotizia | Redazione

È possibile prevedere l’esito di una libera scelta?

È possibile prevedere l’esito di una libera scelta?

L’attività elettrica casuale del cervello nei secondi che precedono una decisioni permetterebbe di prevederne l’esito. Lo dimostra uno studio sul Journal of Cognitive Neuroscience. Il clinamen di Lucrezio, così come la ghiandola pineale di Cartesio: sono solo due delle molte ipotesi sviluppate...

in L'AltraNotizia | Simone Valesini

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La bottega della felicità

di Rosalba Lipari

La bottega della felicità

In un piccolo e grazioso villaggio di montagna la vita degli abitanti scorreva tranquilla tutto l’anno. Tutte le casette di questo villaggio erano ben curate, ogni porta ben decorata e le finestre ornate di magnifici fiori. Ma solo una casa non era così bella, era l’ultima casa del...

L'accoglienza dei minori. Convegno a Padova, 5 settembre 2014

DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA: L’AGENCY E LA PARTECIPAZIONE DELLE RAGAZZE E DEI RAGAZZI NEI PERCORSI DI PROTEZIONE E CURA Il convegno intende rendere evidenti a un pubblico specializzato alcune esperienze di ascolto e di partecipazione dei ragazzi coinvolti in comunità e affido familiare. I risultati raggiunti da queste esperienze, diffuse in alcune parti del Paese, offrono dati, informazioni ed elementi di riflessione che tendono...

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Con gli occhi dei bambini

La realtà cambia a seconda della prospettiva da cui la si osserva. E’ palese che economisti, strateghi e politici di ogni sorta, dal loro punto di vista, vedano un mondo che alla maggior parte delle persone è sconosciuto. Ma è da quella prospettiva che vengono prese le decisioni che influenzano, anche drasticamente, la vita di...

Luciano Pasqualotto | Editoriali

Breve storia della disabilità

Nel corso della storia occidentale l'uomo, nella ricerca della normalità e della perfezione, ha cercato di adeguarsi tenacemente ai canoni proposti dalla cultura dominante, respingendo le categorie di diversità fisica e mentale. L'analisi storica che proponiamo in questo studio parte dal presupposto che il concetto di disabilità debba tener conto del bagaglio di immagini che...

Mirko Cario | Studi e articoli sulla disabilità

Un itinerario didattico alla scoperta delle emozioni

L'esortazione incisa sulla porta del tempio di Apollo a Delfi “Conosci te stesso” ha ricordato nei secoli la necessità di canalizzare in modo positivo le proprie energie e potenzialità. Negli ultimi anni l'attenzione alla vita emotiva ha ricevuto nuove motivazioni dalla psicologia. Goleman (1996) ha divulgato il concetto di “intelligenza emotiva”, definita come “la capacità tipicamente...

Alessia Travaglini | Esperienze a scuola

Organizzare i discorsi per il dibattito regolamentato

Nel dibattito regolamentato, dopo aver reperito il materiale con cui sostenere le proprie posizioni, è fondamentale organizzare le argomentazioni e le informazioni raccolte in funzione del formato, o protocollo di dibattito, adottato. Con «protocollo di dibattito» indichiamo l’insieme di regole e di attività che strutturano, regolamentano e caratterizzano il dibattito stesso permettendone uno svolgimento lineare...

Manuele De Conti | Dibattito a scuola

La genesi dei concetti matematici secondo Piaget (conclusioni)

Nella prima parte di questa serie di contributi avevamo posto alcuni interrogativi circa l'attualità e le problematicità delle ricerche di Jean Piaget, a cui proviamo a dare risposta, a seguito degli approfondimenti elaborati.  Per iniziare: le strutture mentali hanno una natura esclusivamente logica – come, secondo alcuni, sembrerebbe sostenere Piaget - oppure bisogna orientarsi decisamente verso...

Antonio Conese | Didattica

L'amore, una dipendenza positiva

Vorrei allargare la definizione di dipendenza e mandare in pensione l’affermazione scientifica che tutte le dipendenze sono patologiche e dannose. Fin dalla nascita della diagnostica formale, più di cinquant’anni fa, la passione compulsiva per il gioco, il cibo e il sesso (vale a dire per le gratificazioni non legate all’uso di sostanze) non è mai...

Helen Fisher | Dipendenze

La strada verso l'inclusione scolastica: una rassegna delle principali tappe

La scuola italiana, rispetto a quella degli altri Paesi occidentali, vanta una tradizione d’avanguardia nell'integrazione degli alunni con disabilità. La recente normativa sui Bisogni Educativi Speciali ha riacceso il dibattito pedagogico sui temi dell’inclusione, dibattito che può essere meglio compreso se inserito in una prospettiva storica. Con il presente articolo ci si propone di effettuare una...

Eliana Sias | Studi e articoli sulla disabilità

Valutare con i multiple choice test: proposte operative

Il presente contributo inerente il senso e la modalità di strumenti valutativi di tipo misurativo, insiste sulla fertile ed attuale ricerca intorno ai motivi ed alle urgenze di una diagnostica pedagogica[1], dal senso plurale e complesso, utilizzabile in ogni sede in cui si esercitano azioni educative, abilitative, riabilitative, etc. Interessa pertanto i pedagogisti come tutte le...

Giovanni Soldini | Didattica

La logica delle argomentazioni

In precedenza sono stati presentati gli elementi che compongono un’argomentazione e alcuni suggerimenti per ricercarli. Tuttavia, per preparare la propria posizione non basta reperire princìpi, ragioni e motivi, esempi e dati. Tali elementi devono anche avere particolari caratteristiche e intrattenere specifiche relazioni affinché l’argomentazione possa considerarsi solida e difficilmente rigettabile da una controparte. Paul Grice...

Manuele De Conti | Dibattito a scuola

La pedagogia del patrimonio culturale nel progetto HEREDUC

Tra i numerosi ambiti di specializzazione della pedagogia, in tempi relativamente recenti ha fatto la sua comparsa la Pedagogia del patrimonio culturale. Si tratta di un approccio all’educazione che nasce da una nuova sensibilità nei confronti della valorizzazione e della tutela del patrimonio storico-artistico. La pedagogia del patrimonio culturale promuove la conoscenza degli aspetti storico-culturali del...

Angelo Ragusa | Scuola e dintorni

Primi ad ogni costo

Con settembre, la grande gara ricomincia. La competizione si accende, vincitori e vinti, primi ed ultimi tornano in campo per una nuova sfida che li accompagnerà per almeno nove mesi.
Non stiamo parlando del campionato di calcio, che deve attendere di risolvere i suoi problemi.
La grande gara è piuttosto quella che vede coinvolti di nostri bambini, quella che si svolge tra i banchi e nelle varie scuole del tempo libero: danza, basket, musica, calcio, pittura, sci ecc.
Ogni "momento sociale" è regolato, assegna giudizi e valutazioni, che i bambini imparano ben presto a comparare tra loro: "io sono meno bravo di lui in italiano, però a calcio lo batto", "in matematica non vado tanto bene, ma ce ne sono due che vanno peggio di me e poi comunque nella lotta sono il più forte" …
Sarebbe un confronto spontaneo e naturale, persino capace di insegnare a conoscere, di se stessi, limiti e punti di forza. Ma troppo facilmente la competizione diventa spinta, il primeggiare un bisogno irrinunciabile. Si registrano casi di bambini che non vogliono partecipare alle feste di compleanno perché non tollerano di non essere al centro dell'attenzione. Tra i banchi di scuola siedono bambine (poi le incontriamo all'Università) che non sopportano di ricevere una valutazione appena discreta.
Primi ad ogni costo. A costo di vivere con emozioni estreme ogni momento in cui vengono esposti ad un giudizio, sia che si tratti di una verifica scolastica o una partita di minibasket. Si tratta spesso di bambini molto capaci e competenti, ma fragili sul piano psicologico e relazionale.
Le conseguenze possono essere gravi: per l'elevato stress che accompagna il quotidiano, per l'intensità e talvolta la violenza con cui viene espressa la tensione. Oppure per le limitazioni della vita sociale; alcuni bambini infatti, pur di evitare conflitti, stanno solo con i più piccoli. Altri, invece, preferiscono isolarsi piuttosto che mettere da parte la propria voglia di primeggiare.

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Il problema non va cercato nel bisogno di affermarsi, che è un impulso naturale ed aiuta a crescere superando le proprie debolezze ed i propri limiti. Semmai è porsi "contro" gli altri che logora.
Spesso sono gli adulti, più o meno consapevolmente, a spingere su questa dimensione. Uno stile educativo caratterizzato da continui confronti, da manifestazioni d'affetto condizionate ai risultati, una gestione solo punitiva (e quindi non costruttiva) degli errori finiscono per esasperare la competizione con i coetanei ed il bisogno "assoluto" di primeggiare.
In un'ottica più allargata, come non vedere delle responsabilità anche in una cultura diffusa che recita tra i suoi credi la necessità di vincere e di emergere a tutti i costi.
Ma se così è, bisogna correre ai ripari.
Ricordando, tanto per cominciare, che si cresce equilibrati solo attraverso sane frustrazioni del principio del piacere e dei suoi imperativi assoluti. Invece mamme e papà, senza accorgersene, rischiano continuamente di funzionare come anestetici che preservano dal dolore i propri figli per garantirne la massima felicità.
I bambini devono imparare a misurarsi con una realtà che non può essere sempre conforme ai propri desideri. Possono apprendere che nel confronto non c'è solo chi vince e chi perde, o almeno non sempre colui che vince è il migliore. Che nelle relazioni con gli altri non esiste solo la modalità dello "scontro", ma anche quella della ritirata o della diplomazia. Che una valutazione negativa non significa che sei uno stupido o uno che non vale niente, ma semplicemente che c'è qualcosa che può essere migliorato.
Infine va recuperata la dimensione della "strada", quel luogo cioè che ha permesso agli adulti, che oggi riflettono di queste cose, di imparare a vivere con gli altri. Se obiettivamente le nostre strade non sono più sicure come un tempo, va cercata un'alternativa ad una vita sociale che altrimenti si svolge solamente sotto gli occhi "regolatori" degli adulti.
Il cuore ce lo ripete continuamente: non è vincendo a tutti i costi che si può essere felici. Semmai occorre saper coltivare buone relazioni con gli altri, anche imparando a soffrire.


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 10, Settembre 2002

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