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Rivista telematica sui temi dell'educazione - Anno XVII, n. 9 - Settembre 2017 

I capricci dei bambini e le strategie per affrontarli

Che cosa spinge i bambini ad intestardirsi e a fare capricci? La ragione principale è rappresentata dal voler prendere posizione nei confronti degli adulti. In altre parole, spesso è un modo per affermare se stessi...

in Pedagogia del quotidiano | Vincenzo Amendolagine

Maturità 2017: al Sud i più bravi

In Italia, anche quest’anno, sono stati pochissimi i bocciati alla Maturità: solo lo 0,5% di tutti gli ammessi. Una percentuale che tra gli studenti che hanno sostenuto gli Esami di Stato delle scuole medie scende allo...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Alle scuole elementari ed alle medie vietato bocciare

Bocciature abolite per decreto alle elementari e alle medie, nuovi esami e test Invalsi rivoluzionati in terza media. L'anno scolastico ormai alle porte si apre con una serie di novità introdotte dalla Buona scuola che...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

Vaccini e controllo delle reazioni avverse

Che cosa si intende per evento avverso a un vaccino? E come fare per segnalarlo? A queste e tante altre domande risponde un video divulgativo realizzato, in Italia, dalla redazione di EpiCentro, sito dell’ISS (Istituto...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Presto gli smartphone in classe?

Presto i cellulari potrebbero essere di nuovo ammessi tra i banchi di scuola italiani. Forse non tutti sanno che, al momento nella nostra Penisola, vige il divieto di utilizzo di tutti i dispositivi elettronici durante...

in L'AltraNotizia | Romina Bruno

A rischio bullismo: una ricerca spagnola

Nei contesti scolastici accade di frequente che uno studente possa divenire oggetto di persecuzione da parte del gruppo dei pari. Questo fenomeno è universalmente diffuso: infatti, lo si ritrova in tutte le latitudini geografiche, sia...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

Come i videogiochi danneggiano il cervello

I videogiochi d’azione possono, alla lunga danneggiare il cervello. In uno studio dell’Università di Montréal è stato chiesto a un vasto campione di volontari di giocare per circa 90 ore, suddivise in diverse sedute, con...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Rotondi

La solitudine uccide più dell’obesità

La solitudine causa più decessi dell’obesità e dovrebbe essere considerata un pericolo per la salute pubblica. Un team di ricercatori negli Stati Uniti ha esaminato 218 studi condotti sugli effetti sanitari dell’isolamento sociale e della...

in L'AltraNotizia | Ivano Abbadessa

Paula, Sergej, Tristan oppure Sara, Franco o Matteo? Ad ognuno il proprio nome!

Nel percorso di adozione internazionale si assistite spesso ad una tendenza particolare: le coppie che accolgono un bambino scelgono di cambiargli il nome. In alcuni casi ciò rappresenta un’esigenza, ad esempio il nome è impronunciabile...

in Pedagogia del quotidiano | Ivana Fiore

Interpreti ed altre professioni introvabili

In Italia, gli interpreti e i traduttori sono i laureati più “rari” da procurarsi sul mercato del lavoro. Almeno questo è quello che sostengono le aziende del Bel Paese, che segnalano come queste figure siano...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Correlazioni fra alimentazione e personalità

La frutta e la verdura sono componenti essenziali di una dieta salutare: infatti, il loro consumo è associato ad una vita più longeva, ad un minor rischio di malattie cardiovascolari e ad una condizione psicofisica...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

La classifica dei Paesi con la maggiore obesità nella popolazione

La mappa mondiale dell’obesità non lascia dubbi: sono gli Stati Uniti a guidare la classifica dei Paesi con il tasso più alto fra gli adulti. Seguono Messico, Nuova Zelanda e Ungheria. Mentre sono più bassi in...

in L'AltraNotizia | Beatrice Credi

La necessità di un'accoglienza diffusa

“Ancora oggi meno del 50% del totale dei comuni italiani accoglie gli immigrati”. È quanto riferito dal Ministro dell’interno nel corso del question time che si è tenuto il 19 luglio alla Camera dei Deputati. Nel corso...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Gli infanti e la postura eretta: i risultati di una ricerca

Gli infanti conseguono la perizia di stare in piedi senza nessun supporto fra i 9 e i 16 mesi di età. Il raggiungimento della stazione eretta è una capacità propeduetica alla deambulazione autonoma. La postura...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

La motivazione allo sport nei giovani atleti

Per comprendere la motivazione che spinge nell’età evolutiva ad impegnarsi nello sport, bisogna considerare due aspetti, ovvero il motivo che spinge ad impegnarsi e le strategie che si utilizzano per impegnarsi. Riguardo ai processi motivazionali nello...

in L'AltraNotizia | Vincenzo Amendolagine

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Ultimi articoli sui canali tematici

Consulenza pedagogica: ambiti operativi e valutazione

L’articolo propone un inquadramento di quella particolare declinazione del lavoro educativo che viene definito come consulenza pedagogica. Nonostante molti esperti del settore abbiano cercato di definirne caratteristiche e peculiarità, vi sono ancora alcuni aspetti che risultano poco definiti, in particolare quali siano gli ambiti d’azione e come si possa valutare la consulenza.  E’ proprio su...

Karin Bagnato | Monografie

Adolescenza e dipendenze comportamentali

Accanto alla classica forma di dipendenza da sostanze, negli ultimi anni sono proliferate nuove forme di dipendenza in cui non è presente l’intervento di alcuna sostanza psicoattiva e per le quali è stato coniato il termine New Addictions. L’oggetto della dipendenza è in questo caso un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata. Le dipendenze...

Giusi Antonia Toto | Dipendenze

Il problem posing come metodologia innovativa per lo studio delle Scienze della Terra

L’articolo presenta un’esperienza didattica, nell’ambito delle Scienze della Terra, che consente di comprendere come possa essere utilizzato il metodo del Problem posing a scuola. Si tratta di un approccio basato sui principi del costruttivismo che permette di adottare una efficace applicazione del metodo scientifico nell’insegnamento.

Roberto Franco | Esperienze a scuola

La costruzione di un gioco socio-motorio attraverso i play learning corners in Educazione Fisica

La teoria ecologica considera lo sviluppo umano come la risultante dell’interazione tra sistema genetico, contesto sociale ed esperienza (Gibson 1979). Ma in ambito formativo persiste ancora una visione della conoscenza come processo “matematizzabile e oggettivo”, nel senso che antepone “l'oggetto” da conoscere (cosa) all’azione conoscitiva (come) e all’esperienza dell’alunno. Il proposito di questo articolo è...

Carmelo Munafò | Didattica

Considerazione inattuale sulla dispersione e l’alternanza scuola-lavoro

L’articolo propone una riflessione critica e costruttiva sull’impatto dell’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro nella didattica. Si affronta in particolare la delicata questione del se e come sia possibile ricondurla a “sistema”, nell'ottica di una scuola per la Democrazia e la Cittadinanza, piuttosto che al novero dei meri obblighi normativi, il cui adempimento acritico rischia a volte di...

Nazario Malandrino | Riforme della scuola

Una proposta per la gestione positiva della relazione scuola-famiglia

Le scuole di ogni ordine e grado sono tenute a definire i Patti di Corresponsabilità Educativa, nei quali vengono delineate le modalità di collaborazione con le famiglie. Si tratta di provvedimenti importanti ma che spesso risultano ancora delle formalità burocratiche prive di reale efficacia. Questo articolo delinea alcune proposte concrete che possono guidare lo sviluppo...

Maria Cristina Valle | Scuola e dintorni

L’importanza della comunicazione nella didattica (parte I)

La necessità di accompagnare le conoscenze della propria disciplina con specifiche competenze comunicative e, più in generale, relazionali è un principio acquisito dalla didattica moderna. Tuttavia sul piano pratico non è raro incontrare docenti che non sono sufficientemente attenti a queste dimensioni della dinamica insegnamento-apprendimento. L’articolo si propone di riassumere gli elementi fondamentali di questa...

Carlo Salvitti | Didattica

Autoregolazione, autoefficacia e co-regolazione nell'apprendimento

Diverse ricerche hanno messo in evidenza che spesso il successo scolastico dipende dalla capacità di autoregolarsi. In altre parole, per giungere ai traguardi di apprendimento lo studente deve monitorare, controllare e regolare la sua applicazione nello studio. L’autoregolazione ha un suo iter procedurale ben preciso, ovvero lo studente deve darsi un obiettivo da raggiungere, utilizzare...

Vincenzo Amendolagine | Scuola e dintorni

La gestione delle attività didattiche nei luoghi della cultura: l’educatore museale

    Fra le innumerevoli figure legate all’educazione, o più in generale ai mestieri che hanno una forte attinenza al mondo della cultura e della sua divulgazione, si affaccia formalmente nel panorama dell’UE la professione dell’Educatore Museale. L’occasione arriva con il bando pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 18 giugno del 2015 che, oltre a rappresentare...

Angelo Ragusa | Monografie

Inclusione sociale e principi di solidarietà: la scuola davanti alle sfide del presente

Leggere il presente attraverso la categoria della complessità è necessario, ma occorre anche interrogarsi su quale umanesimo si vada configurando, se e come i processi della vita sociale possano essere governati. A partire da una lettura ampia dello scenario attuale, l’articolo si sofferma in particolare a delineare per la scuola un ruolo di officina “educativa...

Mariacristina Grazioli | Scuola e dintorni

Primi ad ogni costo

Con settembre, la grande gara ricomincia. La competizione si accende, vincitori e vinti, primi ed ultimi tornano in campo per una nuova sfida che li accompagnerà per almeno nove mesi.
Non stiamo parlando del campionato di calcio, che deve attendere di risolvere i suoi problemi.
La grande gara è piuttosto quella che vede coinvolti di nostri bambini, quella che si svolge tra i banchi e nelle varie scuole del tempo libero: danza, basket, musica, calcio, pittura, sci ecc.
Ogni "momento sociale" è regolato, assegna giudizi e valutazioni, che i bambini imparano ben presto a comparare tra loro: "io sono meno bravo di lui in italiano, però a calcio lo batto", "in matematica non vado tanto bene, ma ce ne sono due che vanno peggio di me e poi comunque nella lotta sono il più forte" …

Sarebbe un confronto spontaneo e naturale, persino capace di insegnare a conoscere, di se stessi, limiti e punti di forza. Ma troppo facilmente la competizione diventa spinta, il primeggiare un bisogno irrinunciabile. Si registrano casi di bambini che non vogliono partecipare alle feste di compleanno perché non tollerano di non essere al centro dell'attenzione. Tra i banchi di scuola siedono bambine (poi le incontriamo all'Università) che non sopportano di ricevere una valutazione appena discreta.
Primi ad ogni costo. A costo di vivere con emozioni estreme ogni momento in cui vengono esposti ad un giudizio, sia che si tratti di una verifica scolastica o una partita di minibasket. Si tratta spesso di bambini molto capaci e competenti, ma fragili sul piano psicologico e relazionale.
Le conseguenze possono essere gravi: per l'elevato stress che accompagna il quotidiano, per l'intensità e talvolta la violenza con cui viene espressa la tensione. Oppure per le limitazioni della vita sociale; alcuni bambini infatti, pur di evitare conflitti, stanno solo con i più piccoli. Altri, invece, preferiscono isolarsi piuttosto che mettere da parte la propria voglia di primeggiare.

sostieni_educareit

Il problema non va cercato nel bisogno di affermarsi, che è un impulso naturale ed aiuta a crescere superando le proprie debolezze ed i propri limiti. Semmai è porsi "contro" gli altri che logora.
Spesso sono gli adulti, più o meno consapevolmente, a spingere su questa dimensione. Uno stile educativo caratterizzato da continui confronti, da manifestazioni d'affetto condizionate ai risultati, una gestione solo punitiva (e quindi non costruttiva) degli errori finiscono per esasperare la competizione con i coetanei ed il bisogno "assoluto" di primeggiare.
In un'ottica più allargata, come non vedere delle responsabilità anche in una cultura diffusa che recita tra i suoi credi la necessità di vincere e di emergere a tutti i costi.
Ma se così è, bisogna correre ai ripari.
Ricordando, tanto per cominciare, che si cresce equilibrati solo attraverso sane frustrazioni del principio del piacere e dei suoi imperativi assoluti. Invece mamme e papà, senza accorgersene, rischiano continuamente di funzionare come anestetici che preservano dal dolore i propri figli per garantirne la massima felicità.
I bambini devono imparare a misurarsi con una realtà che non può essere sempre conforme ai propri desideri. Possono apprendere che nel confronto non c'è solo chi vince e chi perde, o almeno non sempre colui che vince è il migliore. Che nelle relazioni con gli altri non esiste solo la modalità dello "scontro", ma anche quella della ritirata o della diplomazia. Che una valutazione negativa non significa che sei uno stupido o uno che non vale niente, ma semplicemente che c'è qualcosa che può essere migliorato.
Infine va recuperata la dimensione della "strada", quel luogo cioè che ha permesso agli adulti, che oggi riflettono di queste cose, di imparare a vivere con gli altri. Se obiettivamente le nostre strade non sono più sicure come un tempo, va cercata un'alternativa ad una vita sociale che altrimenti si svolge solamente sotto gli occhi "regolatori" degli adulti.
Il cuore ce lo ripete continuamente: non è vincendo a tutti i costi che si può essere felici. Semmai occorre saper coltivare buone relazioni con gli altri, anche imparando a soffrire.


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 10, Settembre 2002

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