Login
Main menu

Logo 15 anniRivista telematica sui temi dell'educazione - Anno XV, n. 8 - Agosto 2015

Prev Next

Da settembre educazione ambientale a scuola

Da settembre educazione ambientale a scuola

Dal primo settembre l'educazione ambientale entra in classe. Lo annuncia il ministro dell'Istruzione  Stefania Giannini intervenendo agli Stati generali sui cambiamenti climatici. Il primo passo dell'Italia verso la Cop21 di Parigi, che si sono svolti...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

ONU: gli obiettivi di sviluppo per i prossimi 15 anni

ONU: gli obiettivi di sviluppo per i prossimi 15 anni

Gli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio avevano messo in luce i bisogni dei Paesi poveri negli ultimi 15 anni. Dopo lunghi negoziati, 193 Stati hanno concordato la prossima serie di misure. I nuovi 17...

in L'AltraNotizia | Beatrice Credi

Studiare il DNA per prevenire gli effetti della violenza sui minori

Studiare il DNA per prevenire gli effetti della violenza sui minori

La violenza sui minori è una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo. A confermarlo i dati dell'ultimo rapporto dell' OMS: in Europa più di 18 milioni di minori subiscono forme di violenza. In...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

A scuola troppo presto, polemiche in USA e rischi per gli adolescenti

A scuola troppo presto, polemiche in USA e rischi per gli adolescenti

Gli scienziati dei Centers ford Disease Control and Prevention (CdC) degli Stati Uniti hanno sollevato una polemica affermando che la scuola, la cui ripresa è alle porte, inizia troppo presto per i bioritmi dei bambini...

in L'AltraNotizia | Laura Alberico

Cambiano i contrassegni per i parcheggi riservati ai disabili

Cambiano i contrassegni per i parcheggi riservati ai disabili

Dal 15 settembre 2015 il vecchio contrassegno parcheggio per disabili, di colore arancione, non sarà più valido.Il nuovo contrassegno e la nuova segnaletica sono stati introdotti con il Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del...

in L'AltraNotizia | Redazione

Il rifiuto di alcuni cibi potrebbe essere un disturbo

Il rifiuto di alcuni cibi potrebbe essere un disturbo

Attenzione ai piccoli che non ne vogliono proprio sapere di frutta, pesce e verdura, perché potrebbero soffrire di un disturbo alimentare poco conosciuto e molto sottovalutato: la “mancanza di interesse per l’ingestione sufficiente di cibo”...

in L'AltraNotizia | Annalisa Lista

Le ragazze non sono portate per la matematica: una falsa credenza

Le ragazze non sono portate per la matematica: una falsa credenza

Le femmine sono poco portate per la matematica: un luogo comune privo di ogni fondamento, uno stereotipo di genere ancora molto diffuso - trasversalmente - nelle famiglie italiane. Diffuso al punto che questa 'credenza' inizia...

in L'AltraNotizia | Gianluca Angelini

Gli studenti italiani sono sempre più bravi

Gli studenti italiani sono sempre più bravi

Secondo i dati diffusi dal MIUR, le performance scolastiche degli alunni italiani sono migliorate. Tra i maturandi aumentano quelli che conseguono il diploma con una votazione sopra il 70 (dal 59,6% al 62,2% dello scorso anno), con...

in L'AltraNotizia | Serena Maiolo

La presenza di alunni disabili fa bene alla scuola

La presenza di alunni disabili fa bene alla scuola

La grande maggioranza dei genitori tedeschi promuove l’inclusione scolastica dei disabili o, più esattamente, le scuole che praticano l’inclusione. La cosa non era scontata. Il tema è complesso. Uno dei più significativi meriti della scuola...

in L'AltraNotizia | Tullio De Mauro

Le abitudini alimentari si veicolano attraverso i cartoons

Le abitudini alimentari si veicolano attraverso i cartoons

“Mmm…ciambelle!“, dice Homer Simpson, mentre Obelix adora le bistecche di cinghiale. Due personaggi amici dei più piccoli ma che, con le loro pessime abitudini alimentari, sono per loro un pericoloso modello. 

in L'AltraNotizia | Beatrice Credi

Le vere principesse non hanno disturbi alimentari

Le vere principesse non hanno disturbi alimentari

Vuoi essere una “vera principessa”? Impara le tecniche più raffinate per vomitare senza dare all’occhio; prova il digiuno totale ingurgitando potenti medicinali che fanno perdere l’appetito ed apprendi le più sofisticate forme di autolesionismo. Questi...

in L'AltraNotizia | Mariangela Celiberti

Quanto distrae una notifica sul cellulare?

Quanto distrae una notifica sul cellulare?

Il cellulare è un elemento inseparabile per molti studenti, fin dalla scuola dell'obbligo. E' quasi una propaggine di sé, un elemento che mantiene il collegamento con il mondo, anche durante attività prettamente individuali come lo...

in L'AltraNotizia | Redazione

Ca' Foscari importa eccellenze con borse UE

Ca' Foscari importa eccellenze con borse UE

L’Università Ca’ Foscari Venezia importa ‘cervelli’ attraverso le borse di ricerca europee. L’ultimo risultato raggiunto grazie a questa strategia in controtendenza riguarda Antonio Montefusco, 36 anni, filologo e storico medievale da anni al lavoro tra...

in L'AltraNotizia | Ufficio Comunicazione Univ. Venezia

Il Giudice non può obbligare due ex a diventare buoni genitori

Il Giudice non può obbligare due ex a diventare buoni genitori

In Italia, l’immaturità dei genitori non è un motivo valido per costringerli ad andare da uno psicologo per imparare a educare correttamente i figli. La Cassazione ha, infatti, annullato una sentenza della Corte d’Appello di Firenze...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Ancora in calo le immatricolazioni all'Università

Ancora in calo le immatricolazioni all'Università

Anche nel 2014/2015 è diminuito il numero degli immatricolati nel sistema universitario italiano, che sono 265.565 contro i 269.081 dell’anno accademico precedente. Un calo che, essendo di lieve entità, secondo il MIUR induce a ritenere...

in L'AltraNotizia | Roberta Lunghini

Abbiamo 195 visitatori e nessun utente online

 

  1. Bacheca
  2. Rubriche
  3. Video
  4. Racconti
  5. Eventi
  6. Facebook
  7. Facebook fans

La Storia dei Numeri da 1 a…

di Natalina Sposato

La Storia dei Numeri da 1 a 10

In un paese ai piedi di una montagna viveva nonna Pasqualona. La nonna Pasqualona era molto famosa perché sapeva riparare bene gli ombrelli, e siccome in questo paesino pioveva spesso, gli ombrelli erano soliti rompersi e la gente li portava a riparare da nonna Pasqualona. Un giorno bussò alla porta un signore grande e grosso che aveva con sé un...

Ultimi articoli sui canali tematici

Prev Next

Dai giochi dei bambini ai giochi degli adulti. Per una teoria transgenerazionale dell’attività ludica

Nell’articolo si prende in considerazione l’attitudine al gioco presente in ogni essere umano. Dapprima è descritta l’attività ludica che caratterizza l’età evolutiva, successivamente è analizzata la ludicità degli adulti. Si esplicita, poi, la funzione dell’attività ludica infantile e, in ultimo, si delinea il concetto di ludismo, inteso come istinto innato che conduce gli esseri umani...

Vincenzo Amendolagine | Monografie

Disabilità intellettiva e affettività: spunti dalla letteratura internazionale

La letteratura psicopedagogica si è occupata largamente dell'apprendimento e dell'inserimento sociale della persona con disabilità intellettiva ma poco della sua sessualità.A differenza di quanto comunemente si pensa, la disabilità intellettiva non inibisce la libido né rende la pulsione sessuale della persona con disabilità sostanzialmente diversa da quella del normodotato. La sessualità e l'affettività degli individui...

Mirko Cario | Studi e articoli sulla disabilità

Gravidanza e rappresentazioni della maternità. Una ricerca

L’articolo presenta i risultati di una ricerca indirizzata ad esaminare nella donna gravida le emozioni, i vissuti, e i pensieri, le rappresentazioni mentali e il ruolo del supporto sociale. Sono state intervistate 20 donne al settimo mese di gravidanza con la procedura dell’IRMAG. Le interviste sono state sottoposte ad analisi del contenuto. Dai risultati è...

Giulia Savarese, Nadia Pecoraro, Margherita Iadicicco | Genitorialità

Alla scoperta del proprio corpo, sensazioni ed emozioni. Un’esperienza nella scuola primaria

L’articolo presenta un’esperienza vissuta in una piccola scuola primaria, frequentata da 22 ragazzi. Si è voluto rispondere ad alcune esigenze educative presentate dalle insegnanti, attraverso un percorso psicopedagogico che aiutasse i ragazzi ad approfondire, anche grazie all’uso degli esercizi del Training Autogeno di base, la conoscenza ed espressione di sé, del proprio corpo, delle proprie...

Matteo Faberi, Fulvia Bertella | Esperienze a scuola

Il patrimonio culturale come strumento di integrazione

L’associazione ECCOM, insieme alla compagnia di San Paolo di Torino ha condotto la ricerca “Il patrimonio culturale come strumento di integrazione”, con l’obiettivo di svolgere un’analisi delle attività pedagogiche dei musei. Dopo un’accurata ricognizione bibliografica e documentale, la ricerca ha svolto uno studio sul campo che ha permesso di documentare i progetti utilizzati come strumenti...

Angelo Ragusa | Monografie

Scuola ed educazione, sapere e cultura per la società di domani

Ogni essere umano è la sua capacità di pensare, fare, capire, creare. Tale capacità deriva dalla sua cultura e quindi dall'educazione che ha ricevuto, dall'ambiente nel quale è vissuto e col quale ha interagito e da quella che il suo agire gli ha consentito di costruire. In altre parole noi siamo - in senso lato...

Giuseppe Lanzavecchia | Riforme della scuola

La didattica e la crisi delle più tradizionali distinzioni valutative

Due sono le fondamentali innovazioni con le quali in questi anni la didattica si trova a dover fare i conti: innanzitutto l'ingresso sempre più pervasivo delle nuove tecnologie nel contesto scolastico; in secondo luogo il progressivo ampliarsi e differenziarsi delle attività e delle iniziative alle quali gli alunni sono invitati a partecipare all'interno della cornice...

Giancarlo Trunzo | Scuola e dintorni

Cultura digitale e istruzione superiore: la situazione in Italia e l’esempio del Se@ dell’Università di…

Da diversi anni l'Unione Europea prende provvedimenti per incentivare lo sviluppo delle competenze digitali nei Paesi membri agendo soprattutto in ambito formativo. Si prevede che tra qualche anno tali competenze saranno richieste in quasi tutti i posti di lavoro. Vi sono però da parte delle università ancora grosse difficoltà nel trasmettere cultura digitale. Questo contributo...

Angela De Piano | Scuola e dintorni

Progettazione Universale per l’Apprendimento: un valido approccio per l’inclusione di tutti

Alla luce dei recenti orientamenti riguardanti la diffusione di nuovi modelli di interpretazione della diversità e dell'accoglienza inclusiva, soprattutto nell'ambito educativo, l'articolo analizza lo stato della ricerca attuale sulla Progettazione Universale per l'Apprendimento (Universal Design for Learning - UDL). Si tratta di un modello pedagogico orientato al superamento della categorizzazione degli alunni con svantaggi nella...

Giovanni Savia | Scuola e dintorni

Docere omnes: strategie didattiche per gli stili di apprendimento

Nei precedenti due articoli su questa rivista Gli stili cognitivi e le loro caratteristiche (2013) e Progetto Nosce te ipsum: conoscere i propri stili di apprendimento (2014) ho illustrato quali sono gli stili di apprendimento e come poterli conoscere al fine di potenziare negli alunni l'apprendimento e lo studio. In questo terzo articolo evidenzierò le strategie...

Carlo Salvitti | Didattica

Primi ad ogni costo

Con settembre, la grande gara ricomincia. La competizione si accende, vincitori e vinti, primi ed ultimi tornano in campo per una nuova sfida che li accompagnerà per almeno nove mesi.
Non stiamo parlando del campionato di calcio, che deve attendere di risolvere i suoi problemi.
La grande gara è piuttosto quella che vede coinvolti di nostri bambini, quella che si svolge tra i banchi e nelle varie scuole del tempo libero: danza, basket, musica, calcio, pittura, sci ecc.
Ogni "momento sociale" è regolato, assegna giudizi e valutazioni, che i bambini imparano ben presto a comparare tra loro: "io sono meno bravo di lui in italiano, però a calcio lo batto", "in matematica non vado tanto bene, ma ce ne sono due che vanno peggio di me e poi comunque nella lotta sono il più forte" …

Sarebbe un confronto spontaneo e naturale, persino capace di insegnare a conoscere, di se stessi, limiti e punti di forza. Ma troppo facilmente la competizione diventa spinta, il primeggiare un bisogno irrinunciabile. Si registrano casi di bambini che non vogliono partecipare alle feste di compleanno perché non tollerano di non essere al centro dell'attenzione. Tra i banchi di scuola siedono bambine (poi le incontriamo all'Università) che non sopportano di ricevere una valutazione appena discreta.
Primi ad ogni costo. A costo di vivere con emozioni estreme ogni momento in cui vengono esposti ad un giudizio, sia che si tratti di una verifica scolastica o una partita di minibasket. Si tratta spesso di bambini molto capaci e competenti, ma fragili sul piano psicologico e relazionale.
Le conseguenze possono essere gravi: per l'elevato stress che accompagna il quotidiano, per l'intensità e talvolta la violenza con cui viene espressa la tensione. Oppure per le limitazioni della vita sociale; alcuni bambini infatti, pur di evitare conflitti, stanno solo con i più piccoli. Altri, invece, preferiscono isolarsi piuttosto che mettere da parte la propria voglia di primeggiare.


Il problema non va cercato nel bisogno di affermarsi, che è un impulso naturale ed aiuta a crescere superando le proprie debolezze ed i propri limiti. Semmai è porsi "contro" gli altri che logora.
Spesso sono gli adulti, più o meno consapevolmente, a spingere su questa dimensione. Uno stile educativo caratterizzato da continui confronti, da manifestazioni d'affetto condizionate ai risultati, una gestione solo punitiva (e quindi non costruttiva) degli errori finiscono per esasperare la competizione con i coetanei ed il bisogno "assoluto" di primeggiare.
In un'ottica più allargata, come non vedere delle responsabilità anche in una cultura diffusa che recita tra i suoi credi la necessità di vincere e di emergere a tutti i costi.
Ma se così è, bisogna correre ai ripari.
Ricordando, tanto per cominciare, che si cresce equilibrati solo attraverso sane frustrazioni del principio del piacere e dei suoi imperativi assoluti. Invece mamme e papà, senza accorgersene, rischiano continuamente di funzionare come anestetici che preservano dal dolore i propri figli per garantirne la massima felicità.
I bambini devono imparare a misurarsi con una realtà che non può essere sempre conforme ai propri desideri. Possono apprendere che nel confronto non c'è solo chi vince e chi perde, o almeno non sempre colui che vince è il migliore. Che nelle relazioni con gli altri non esiste solo la modalità dello "scontro", ma anche quella della ritirata o della diplomazia. Che una valutazione negativa non significa che sei uno stupido o uno che non vale niente, ma semplicemente che c'è qualcosa che può essere migliorato.
Infine va recuperata la dimensione della "strada", quel luogo cioè che ha permesso agli adulti, che oggi riflettono di queste cose, di imparare a vivere con gli altri. Se obiettivamente le nostre strade non sono più sicure come un tempo, va cercata un'alternativa ad una vita sociale che altrimenti si svolge solamente sotto gli occhi "regolatori" degli adulti.
Il cuore ce lo ripete continuamente: non è vincendo a tutti i costi che si può essere felici. Semmai occorre saper coltivare buone relazioni con gli altri, anche imparando a soffrire.


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 10, Settembre 2002

Newsletter

newsletterper ricevere le novità
inserisci la tua eMail

Statistiche

statistiche-webEducare.it nel mese di Luglio 2015 ha registrato 63.080 visitatori, per un totale di 256.095 pagine lette

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie.