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Adolescente precoce

ragazzine che fumanoVi scrivo per il bisogno di ricevere un consiglio spassionato su mia figlia, 11 anni e mezzo quasi dodici, seconda media, una vita piena di attività sport e musica.
Ieri avendo sentito squillare il suo cellulare per un messaggio ricevuto ho iniziato a controllare le chat fatte con il suo migliore amico il quale le chiede: «da quanto tempo fumi?». Lei risponde: «da 5 mesi».

Io non so come affrontarla, non so come pormi, ho paura di perdere le staffe o di farmi mettere i piedi in testa. Se mi dimostro poco arrabbiata posso sbagliare, se troppo arrabbiata posso creare altri problemi o reazioni strane, se faccio finta di dubitare sulla sua affermazione (cioè di non credere a quello che lei ha scritto rischio di farmi raggirare. Quindi ho bisogno di un consigli. Come mi comporto?
Ci tengo a precisare che non abbiamo mai dato il buon esempio io e mio marito, che fumiamo da sempre.

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Cara lettrice,

innanzi tutto vorrei dirle che purtroppo il suo caso oggi come oggi è molto comune. Questo non la rassicurerà ma forse sapere che sua figlia ha comportamenti in linea con i giovani d'oggi può in qualche modo essere di sollievo.

Nonostante l'episodio in questione sia da lei descritto molto chiaramente le anticipo che purtroppo per capire bene la situazione mancano diversi elementi, come per esempio una descrizione della personalità di sua figlia e del vostro rapporto. Nonostante ciò cercherò di riassumere in linea generale alcune questioni educative vicine e complementari con la sua richiesta.

Sua figlia ha quasi dodici anni, età che oggi può presentare le caratteristiche tipiche di quella complessa fase di crescita tecnicamente riconosciuta e chiamata "pre-adolescenza", che altro non è che l'anticipazione dell'adolescenza vera e propria.

Non vi sono delle regole rispetto all'età di partenza o alla durata di questi periodi: ciascun ragazzo o ragazza entra nel periodo della pre-adolescenza e in quello dell'adolescenza con tempi differenti e modalità e durata differenti. Possono influire sui tempi di questi processi fattori interni, caratteristici del soggetto stesso, o esterni, quindi dettati dalla società, della famiglia d'origine e dagli stimoli che il soggetto assorbe nel corso della vita preadolescenziale.

Le faccio questa premessa non tanto perché sia direttamente collegabile con il problema da lei esposto ma perché potrebbero esserci altre dinamiche che hanno portato sua figlia ad avere comportamenti precoci rispetto alla sua età (anche questa cosa comune ahimè al giorno d'oggi!).

Venendo alla sua specifica richiesta, mi ha colpito, nonostante sia anche questo abbastanza comune, leggere che sua figlia a undici anni possiede un cellulare, cosa che comporta un certo grado di fiducia, maturità, responsabilità e così via. Credo che noi genitori dovremmo poter donare ai nostri ragazzi la possibilità di avere l'età che hanno senza precorrere i tempi e senza pretendere da loro una crescita improvvisa, "dentro" o forse più facilmente "fuori".

Assistiamo ad una circolare e ampia omogenizzazione delle età e ci troviamo spesso di fronte una ragazza di undici o didici anni che fa cose, possiede cose e dice cose esattamente identiche a quelle che fa, possiede e dice una ragazza di diciassette. La differenza tra le due non è solo anagrafica ma anche introspettiva, di maturità e di capacità di poter comprendere ed elaborare informazioni in modo diverso grazie allo sviluppo intellettivo, affettivo e sociale proprio della fase adolescenziale

I comportamenti che una ragazzina di undici-dodici anni può avere sono quasi mai supportati "dall'interno". Emulano, provano, cercano di essere più grandi di ciò che sono ma tocca a noi adulti dar loro il privilegio di poter vivere la loro età.

Non vuole essere un giudizio nei confronti della vostra scelta o della vostra educazione, solo uno spunto per sollevare una questione spesso oggi poco considerata ma a mio avviso fondamentale. Come già detto non conosco sua figlia e il vostro rapporto ma conosco molto bene i giovani che oggi si affacciano all'età della preadolescenza e quelli che la vivono al 100% o che ne stanno uscendo. Ritengo sia utile distinguere i nostri comportamenti in virtù di momenti diversi della vita dei nostri ragazzi, pena l'anticipazione scorretta e spesso accompagnata da atteggiamenti "da grandi" dei nostri figli, alla quale si accompagnano momenti di disagio che rischiano di divenire, in alcuni casi, anche pericolosi.

Sulla base di questo se sua figlia a undici anni ha iniziato a fumare io credo sia necessario un suo intervento in modo che possa capire quanto è sbagliato e quanto può essere pericoloso il fumo, sia che i genitori siano fumatori sia che non lo siano.

Il buon esempio è senz'altro buona prassi ma il fatto di essere due genitori fumatori non autorizza una ragazzina di undici o dodici anni a fumare.

Ritengo sia necessario che sua figlia torni all'età che le spetta e se non può rinunciare al cellulare può, deve, senz'altro rinunciare al fumo che in età di sviluppo potrebbe avere gravi ripercussioni anche a livello fisico. Utilizzi, strumentalizzi lo sport per far capire a sua figlia i rischi che corre fumando, visto che è una ragazza sportiva.

La mamma e il papà sono responsabili della crescita fisica, affettiva, emotiva, educativa e culturale dei propri figli e questo credo sia un buon presupposto per sedersi intorno ad un tavolo con vostra figlia e dirle semplicemente la verità rispetto alla scoperta fatta.

Ritengo inoltre che affrontare di persona e con fermezza e dolcezza la questione dia alla ragazza il rimando giusto rispetto a ciò che può e ciò che non può fare, rispetto a ciò che è giusto e ciò che è sbagliato con responsabilità annesse e connesse: non vi è nulla di male, anzi, nell'ammettere che il fumo è sbagliato anche per noi adulti e nel fare questa confessione si può accompagnare il ragazzo/a ad una coscienza sull'argomento che definirei "vantaggiosa"per il suo bene.

Detto questo, comprendo l'ansia che la situazione può aver creato in lei come mamma e ciò che posso dirle in merito è molto semplice: cerchi di non parlare attraverso le sue paure con sua figlia. Provi a comunicare con lei con affetto e con comprensione: ascoltare e spiegare sono condizioni e azioni complesse, che possono avere risultati non per forza immediati ma valgono il tempo e l'impegno che richiedono.

 


copyright © Educare.it - Anno XV, N. 3, Marzo 2015

 

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