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Una bambina capricciosa

Sono la mamma di una bambina di quasi 4 anni.

Ho iniziato quest'anno a mandare mia figlia alla scuola materna, con la speranza che passando un po' di tempo con altri bambini, si diverta e diventi più socievole. E' molto scontrosa, probabilmente perché è anche molto timida. Tuttavia, dopo quasi un mese, continua a piangere quando la lascio e le maestre dicono che non partecipa molto alle attività. Lei la mattina mi dice sempre che non ci vuole andare, ma poi, quando vado a prenderla, è allegra e mi racconta che cosa hanno fatto.

A casa è molto capricciosa, contesta tutto quanto. Non le va come la vesto, si ribella a tutto quello che voglio farle indossare, fa i capricci per lavarsi, per mangiare, non le va bene il bicchiere dove le metto l'acqua, non le va bene il piatto, la tovaglia, le posate... un incubo! E poi vuole solo i cartoni animati, se mi azzardo a guardare qualcos'altro fa i capricci per almeno mezz'ora. Anche giocare con lei è difficile, tutto quello che faccio è sbagliato, se metto una cosa a sinistra lei la voleva a destra, e così via.

Ma si comporta così solo con me. Con i miei genitori è bravissima, con mio marito un po' meno, ma sempre più che con me. Alla fine della giornata non la sopporto più. A parole non è facile descrivere quanto è stressante! Cosa posso fare? E' colpa mia se fa così? O è normale avere un caratteraccio a 4 anni? E faccio bene ad insistere per mandarla all'asilo?

Se poteste darmi qualche consiglio ve ne sarei veramente grata.

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Carissima mamma,

il senso di colpa che si può provare quando un bambino assume un atteggiamento non desiderato è naturale in quanto il genitore sente il figlio come "suo" dal momento che lo ha messo al mondo e, quando si trova davanti a difficoltà inaspettate, tende a chiedersi: "cosa avrò sbagliato?", "avrà preso da me?", "sarò un buon genitore?".

Affinché il senso di colpa sia un'utile difesa che possa successivamente portare ad una costruttiva autoanalisi, che permetta di aprirsi ad una migliore comprensione dell'altro, può essere utile cominciare a pensare al bambino come una persona diversa da sé, ed andare ad analizzare i comportamenti che possono essere più adeguati per il raggiungimento degli obiettivi comuni, come in questo caso rendere la bambina più serena e sicura.

Sua figlia, con i suoi comportamenti, manda dei messaggi da comprendere, interpretare, capire e le interpretazioni dell'atteggiamento da lei descritto possono essere svariate e potrebbe essere necessario, per avere una più chiara visone del problema, conoscere ad esempio se il comportamento della bambina si è verificato anche prima della scuola materna, quali sentimenti ha provato al momento dell'inserimento, se vi sono state separazioni traumatiche, se anche lei è una persona ansiosa e, soprattutto, qual è la sua interpretazione e quali, secondo lei, potrebbero essere le possibili cause di tale comportamento.

Spesso l'immagine di sé e degli altri deriva da esperienze passate che sono state vissute come traumatiche o da messaggi diretti o indiretti dei genitori, che possono essere stati percepiti in modo distorto.

L'inserimento alla scuola materna è un'importante prova di adattamento alle novità, permette di esplorare se stessi in rapporto ad un ambiente nuovo ed agli altri bambini; tutto ciò frequentemente spaventa, crea ansia e una forte necessità di sentire la vicinanza e la sicurezza della madre.

Ciò che posso consigliarle è di cercare di essere un "base sicura" per sua figlia. Come? Cercando prima di tutto di creare situazioni nelle quali deve fidarsi di lei ad esempio giocando con lei in presenza dei compagni. L'asilo, come in seguito la scuola materna ecc., se vissuto positivamente può portarla a nuove conoscenze, a nuove relazioni quindi a crescita, maturazione ed a una maggiore autostima; è però importante che il suo percorso di crescita non venga vissuto con ansia e insicurezza ma che sia accompagnato da figure di riferimento che la incoraggino per renderla gradualmente sempre più autonoma nelle relazioni e nell'esplorazione del mondo che la circonda.



copyright © Educare.it - Anno I, Numero 12, novembre 2001

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