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Cacca addosso a 6 anni

Giorgio ha 6 anni (a giugno) ed è un bambino considerato normale, senza particolari problemi...
E' un bambino bravo dal punto di vista scolastico ma introverso dal punto di vista della socializzazione...
E' molto curioso delle cose...gioca tantissimo con le costruzioni, con la sabbia...diciamo con i giochi manuali!
E' anche molto bravo a disegnare (anche a scuola la maestra ne lo dice).
E' anche un bambino molto sensibile.
Le scrivo per un problema che non riusciamo a risolvere e volevo un consulto.
Fa ancora la cacca nelle mutande e non cè stato sistema adottato per fargli cambiare abitudine...
Quando lo cambiamo dice sempre: "non farmela vedere, mi fa schifo!"
Il Pediatra ma anche uno psicologo a cui mi sono rivolta dicono che ha avuto un trauma da piccolo per il fatto che abbiamo insistito troppo e lui molto probabilmente non era ancora pronto!
La pipì la fa da solo, anzi anche di notte si alza per andare in bagno a farla!
Si lava, si veste da solo...quando gioca in giardino prima di rientrare toglie le scarpe e i pantaloni perché sono sporchi!
Non so se il problema può essere la sorellina che adesso ha tre anni...ed esprime la gelosia così.
E' anche molto morboso nei miei confronti...mi vuole sempre con lui!!! Non so!!
Sono preoccupata anche per il fatto che qualcuno lo scherza... al parco un bambino ha detto: arriva Giorgio il puzzone, cagone...". Già non ha tanti amici e non vorrei che si isolasse ancora di più!
Mi può dare un consiglio! Grazie mille
Luisa

 

Gentile signora Luisa
ho aspettato qualche giorno prima di rispondere alla sua richiesta, per darmi tempo a far risuonare dentro di me il pensiero di lei e del suo bambino. Più il tempo passa, più raccolgo prove a sostegno del fatto che ogni persona rappresenta un mistero, anche agli occhi dei suoi stessi genitori. Ciò che possiamo fare, anche noi professionisti dell'educazione, è di usare prudenza di fronte a quel mistero, di stare un po' in contemplazione cercando di alleggerire il cuore, di concederci tempo e distanza dalla situazione che ci angustia. Probabilmente, se il problema è consistente, occorre diffidare in modo particolare dalle soluzioni pronte ed universali dei manuali e delle riviste patinate.
Con questi sentimenti vorrei risponderle...
Lei tratteggia Giorgio come un bambino autonomo, curioso e bravo a scuola, introverso e sensibile: con ogni probabilità una personcina particolarmente dotata, come le auguro di scoprire negli anni a venire.
Ma per ora ciò che lo distingue dagli altri è il fatto che non riesce a defecare sul water. Per spiegare questo comportamento, che giustamente la preoccupa, sono state formulate due ipotesi: pediatra e psicologo suggeriscono un possibile trauma ai tempi dell'addestramento al controllo sfinterico; lei ipotizza anche una gelosia nei confronti della sorellina. E' possibile che entrambe le cause abbiano un qualche fondamento, ma anche la psicologia ci offre un elemento di riflessione interessante: trattenere le feci è una "modalità di funzionamento psicologico" propria di una fase evolutiva precedente, quando tra i 3 ed i 4 anni i bambini usano proprio quel mezzo per "negoziare" con il mondo che li circonda. Sarebbe interessante sapere se il suo bambino aveva imparato ad evacuare "normalmente" ed ha avuto una sorta di regressione, magari in concomitanza della nascita della sorellina.

Comunque sia, possiamo provare a leggere questo trattenere le feci come un tentativo di "controllare" una situazione che lo turba. Se così fosse, potrebbe giovare a Giorgio tutto ciò che gli restituisce (o gli attribuisce) il controllo di quello che succede nelle sue giornate: ogni cosa, ogni gesto ed ogni parola. Se fosse un bambino particolarmente remissivo, ad esempio, potreste provare a "fargli spazio", perché esprima quello che pensa e che prova; potreste dare a lui, quando possibile, la scelta di cosa mangiare per cena, quale programma guardare insieme alla Tv o, ancor meglio, quale libro leggere prima di mettersi a dormire. Motivate queste piccole attribuzioni di responsabilità con il fatto che lui sta diventando grande e che questo non potrebbe mai essere concesso alla sorellina. Può anche provare a coinvolgerlo nel cambio del pannolino, chiedendo a lui –a esempio – di prendere quello pulito o di passarle il talco o la salviettina detergente. Quella potrebbe essere una buona occasione per stabilire apertamente un "rapporto normale" con la cacca della sorellina, che pure puzza e che fa "un po' schifo" anche ai grandi. Se non bastasse, vi suggerisco di trovare anche un momento stabile, quasi un'abitudine, nella giornata in cui a lui sia permesso di "possedervi", cioè di avere la mamma o il papà in esclusiva per lui, per fare qualcosa insieme che egli ama fare: disegnare, giocare con le costruzioni o altro.
Qualunque sarà l'iniziativa che lei e suo marito riuscirete a mettere in atto, comunque, sforzatevi di liberarvi dall'ansia che il "problema" di Giorgio vi genera e forzatevi nell'osservare con amore il mistero di questo bambino che avete contribuito a mettere al mondo.

 


copyright © Educare.it - Anno XI, N. 11, ottobre 2011

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