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Parole al contrario

La mia bimba di due anni e due mesi è una grossa chiacchierona ma del tutto a modo suo.

Dice frasi di senso compiuto ma di alcune parole inverte le sillabe ed ho l'impressione che lei sia convinta di dirle giuste. Esempio: "si maca" (si chiama), "che fico" (che schifo), "pacca" (scarpa), "pòca" (scopa), "ghetta vacchita" (strega cattiva) e non me ne ricordo altre.

All'inizio pensavo che fosse una cosa passeggera e che a forza di ripeterle la parola giusta l'avrebbe ripetuta anche lei, invece continua e si vede proprio che non si rende conto di pronunciare la parola in un modo diverso. Non so se possa trattarsi di dislessia oppure semplicemente è il suo normale sviluppo della parola, dato che è una bambina che privilegia il movimento e l'azione alla riflessione e magari questo la fa essere un pò precipitosa anche nel parlare.

Vorrei aggiungere però che anch'io da piccola avevo questa particolarità. Mi è stato raccontato dai miei genitori che dicevo "tellino" e "tellone" invece di lettino e lettone. Chissà forse dicevo anche altre parole ma probabilmente non ci hanno fatto caso.

Per cui c'è anche qualcosa di genetico? Altrimenti se è solo un fatto psicologico cosa può significare? Cosa posso fare io per aiutarla a prevenire eventuali problemi futuri?

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Gentile signora,
racconta che la sua bambina è una gran chiacchierona, e già questo è un buon elemento per far pensare ad una evoluzione positiva, così come il fatto che usi frasi di senso compiuto.

Ha ragione a pensare che la bambina sia convinta di dire correttamente le parole con le sillabe invertite: è troppo piccola per avere consapevolezza di questo.
Sicuramente non è dislessia: la dislessia è il disturbo specifico di apprendimento della lettura e la diagnosi la si fa, in genere, nel corso dei primi due o tre anni di scuola..

È invece possibile che si tratti di un tratto, forse sfumato, di disturbo specifico di linguaggio. Ipotesi confermata dalla familiarità (anche Lei aveva le stesse caratteristiche)
È, però, un buon segnale che la sua bimba parli molto (quindi più di 50 parole a 24 mesi) e per frasi (quindi combinazioni di più parole), indici che sono ritenuti di rischio per il Disturbo di Linguaggio.
Non ci sono elementi, nel suo racconto, per ipotizzare difficoltà psicologiche. Nella nostra cultura pensare attuale, se di un disturbo o difficoltà non troviamo una causa organica, pensiamo ad una causa psicologica. C'è una terza possibilità: il Disturbo Specifico.
Che cosa fare per prevenire problemi:

- Dare la "buona forma", vale a dire: ripetere la parola corretta ma non chiedere alla bambina di ripetere. Chiedere di ripetere è una richiesta senza senso per bambini così piccoli e disturba la relazione comunicativa.
- Osservare lo sviluppo del linguaggio (senza ansia possibilmente!)
- Osservare l'evoluzione del linguaggio all'entrata alla scuola materna: in genere è occasione di notevole evoluzione per i bambini.
- Osservare se le parole con le sillabe invertite aumentano o rimangono più o meno stabili nel tempo.
- Verso i tre anni, se i segnali di particolarità aumentano, allora richiedere una valutazione ad operatori esperti presso i Servizi del territorio.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005

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