Login
Main menu

Se non trovi la risposta che ti interessa chiedi cons oppure cerca qualcuno che ti possa aiutare

sostieni_educareit

Paura degli estranei a 27 mesi

Ho un bambino di 27 mesi che fin da piccolo ha manifestato a detta del pediatra una forte sensibilita' e intelligenza.

Purtroppo il problema e' che a tutt'oggi manifesta una paura degli estranei con un pianto disperato e inconsolabile forse anche dovuto al fatto che io e mia moglie progressivamente ci siamo isolati da parenti e amici in quanto fin dai primi mesi queste sue reazioni ci portavano un certo imbarazzo e difficolta'di rapporto. Aggiungo che purtroppo in casa ci sono stati anche dei litigi tra di noi con il bambino presente.

Ora la nostra preoccupazione e' dovuta al fatto che il problema non sembra risolversi anzi in certe situazioni tipo telefono che squilla piuttosto che il campanello di casa che suona il bambino reagisce subito con il pianto, per non parlare delle volte che viene portato dal pediatra per visite di controllo.

Le uniche persone che frequenta regolarmente sono i nonni materni oltre naturalmente a mia moglie che lo accudisce tutto il giorno. Lei stessa comunque e' di carattere particolarmente apprensiva.

Non sappiamo onestamente come uscirne anche perche' fino ad ora pensavamo che col tempo si risolvesse ora pero' vorremmo sapere se bisogna intervenire e come.

sostieni_educareit

 

Gentile papà,

mi rendo conto e comprendo i suoi timori. In una precedente consulenza, mi sono soffermata a spiegare l'apparentemente misterioso ma sanissimo fenomeno della "paura dell'estraneo" o "angoscia da separazione".
Spiegavo appunto che questo fenomeno evolutivo, che insorge nella stragrande maggioranza dei bambini, compare fra gli 8 e i 12 mesi di vita e consiste in una risoluta reticenza dei piccoli a lasciare i familiari stretti per socializzare con alcunchì, anche se si tratta di persone che non gli sono completamente sconosciute.
Ciò getta nello sconforto tantissimi genitori non informati del fatto che questo è un segnale di crescita, poiché essi arrivano a pensare che i loro figli, fino a pochissimo tempo prima addirittura neonati, stiano attraversando chissà quale crisi e quale mutamento caratteriale: "Prima di adesso mio/a figlio/a andava volentieri con tutti, sorrideva, salutava...mentre ora è sempre attaccato al mio collo o alle gonne della mamma !!" afferma sicuro il genitore sconsolato e inconsolabile...

Ma, invece, la consolazione esiste: affascinanti studi, infatti, hanno provato e spiegato diverse cose.
Innanzitutto che i bambini appena nati non vedono bene: hanno una scarsa percezione dei colori e sono un po'... miopi, cioè in lontananza vedono un po' sfuocato! La natura però vede e provvede dando loro la capacità visiva di vedere ad una distanza ben precisa: quella che nell'abbraccio stretto e amoroso della mamma che lo allatta permette al piccolo di recepire ed "apprendere" il suo volto, quindi a 20/30 cm. Insieme all'odore della mamma e all'odore del suo latte, al grado di calore della sua pelle, dalla morbidezza della sua voce così, cioè da un insieme di informazioni sensoriali ma importantissime, il bimbo elabora un suo primo concetto, di vitale importanza: Questa è la mia mamma...!!

Ma il raffinatissimo essere umano non si ferma certo qui e la sua mente è destinata ad evolvere velocissimamente: intanto ha capito che quell'immagine, accompagnata dal soddisfacimento di esigenze come la nutrizione, la pulizia e le coccole, in un certo senso gli appartiene anche perché ritorna sempre ad occuparsi di lui; però, poiché è destinato inequivocabilmente a socializzare, continua a mostrare interesse per tutti i volti e sorride loro con gioia, disponibilità e larghezza di vedute.
Le succitate ricerche ci hanno dimostrato che il sorriso di un neonato di 1 mese si scatena per uno schema semplicissimo: due punti (gli occhi). Man mano che il bambino evolve, via via lungo i mesi della sua piccola vita, ai due punti dovranno aggiungersi prima il naso, poi la bocca, poi i capelli, poi i colori delle diverse fisionomie. Significa che, se ad 1 mese gli bastano due occhi, anche fotografati o disegnati, per esserne interessato, poi, grazie all'esperienza e alla crescita, quei due banali occhi semplici semplici lo annoieranno sempre più e lo schema primordiale dovrà arricchirsi maggiormente per divertirlo.

E' qui, alle prime esperienze fra i biondi, quelli con la pelle nera, o quelli con gli occhi azzurri, maschi o femmine, che incontriamo il piccolo di 8/12 mesi, il quale si trova a fare un passo evolutivo, previsto sempre dalla natura, che ha una importanza decisiva: tutte queste diverse persone non sono la sua mamma, anzi, DI MAMMA CE N'E' UNA SOLA !!!
Nello stesso tempo, una inesorabile maturazione affettiva gli fa sentire un legame forte e caloroso con questa persona, molto simile alla dipendenza: perciò si attacca irrimediabilmente ai suoi familiari stretti anche perché gli viene la paura che questi lo lascino senza tornare (rinforzato anche dal fatto che non possiede, e non le possiederà ancora per molto, le categorie di spazio/tempo).

Naturalmente questo disappunto nel lasciare o nel temere di essere lasciato da mamma e papà, non dura per sempre! Anche grazie alle prime esperienze di socializzazione, il bimbo matura una immagine mentale e nello stesso tempo interiore e affettiva che gli permetterà di sapere che i suoi non se ne vanno, che non lo abbandonano e che, anche se si allontanano, torneranno e il loro ricordo (l'esperienza che di loro ha), gli farà compagnia nell'attesa. Questo nuovo fenomeno si chiama "legame di attaccamento".

Ma veniamo finalmente al vostro caso: il vostro bambino ha 27 mesi e dovrebbe essere già un po' lontano dal pieno dell'"angoscia da separazione". Bisogna però considerare anche il fatto che, se il piccolo non ha fatto grandi esperienze di socializzazione, il suo atteggiamento non ha potuto maturare.
Ciò potrebbe anche essere stato alimentato dal vostro, anche di adulti, progressivo isolamento dagli altri e dall'indole materna, ricca di pensieri e premure.
Niente di terribile! Però resta il fatto che questo bambino ha bisogno di crescere e che permettergli di non vedere mai nessuno al di fuori di voi, non lo aiuta in questo senso: Anche se vi dà l'impressione di non aver bisogno degli altri, è vero tutto il contrario: ne è stato talmente lontano da averne paura, perché sono diventati per lui troppo sconosciuti e quindi minacciosi e temibili!! E' così che il suono del campanello, che normalmente è foriero di visite e novità, è diventato per lui peggio dell'urlo di un mostro o dello scoppio terribile di una bomba...

Cosa fare ?
COMINCIARE O RI-COMINCIARE DA CAPO: l'esistenza di altri oltre ai genitori non ha mai ucciso nessun bambino. Per cui MOLTO gradatamente cominciate a programmare piccole visite, passeggiate in cui il bambino possa vedere, anche da lontano, diverse cose; fate venire prima i nonni da voi, cioè qualcuno che il bimbo conosce molto bene, abituatelo a vedere che la porta si apre e che voi siete contenti di ciò; poi pian piano introducete le novità, portatelo al parco con qualche altro bimbo, non è nemmeno azzardato pensare ad un piccolo inserimento (qualche ora) in una struttura ludica per bambini.
Piangerà, si stordirà di lacrime? Cercate di rimanere positivi, perché la natura farà il suo corso: il posto di vostro figlio è nel mondo e non in una rocca isolata priva di rumori.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005

sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti.
Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie.
In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie.