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Sindrome fonologica-sintattica

Mio figlio Carlo ha 5 anni e mezzo. Quando aveva circa 3 anni e mezzo è stato visto da un neuropsichiatra che ha rilevato il ritardo nel linguaggio, ma che ha detto di aspettare il compimento dei 4 anni. Nel frattempo sono stati esclusi problemi di udito. A 4 anni è stata diagnosticata una sindrome fonologica-sintattica secondo Rospin(?) con difficoltà di articolazione e struttura sintattica molto semplificata. Non sono presenti danni neurologici e il bimbo è affettuoso e normale sotto tutti gli altri punti di vista (motorio, relazionale, ecc). Abbiamo iniziato una terapia logopedica (2 v. alla settimana) che procede tuttora. Dopo il primo anno di logopedia la sindrome è passata da fonologico-sintattica a prevalentemente fonologica. Ci sono stati altri miglioramenti, nel corso di questi ultimi 6 mesi. Comunque il divario esistente tra lui e gli altri bambini della sua età è ancora, a mio parere di mamma, notevole. Cosa possiamo fare? Sarà necessario un sostegno alla scuola primaria che inizierà nel settembre 2003? Perché un bambino del tutto normale presenta un ritardo di linguaggio?

 

Gentile Signora,
grazie per dettagli con i quali precisa la sua richiesta. Questo mi permette anche di formulare un'ipotesi per una possibile evoluzione, per quanto possibile.

Il deficit di programmazione fonologica (buona fluenza verbale con realizzazioni articolatorie delle parole non corrette o intelligibili) ha una prognosi benigna, significa che tende a scomparire. E questo è confermato anche dai continui progressi che Carlo manifesta.

Il "divario" dai bambini della sua età va valutato rigorosamente con prove oggettive standardizzate, proprio per la grande variabilità che i bambini presentano e che è davvero difficile giudicare a "orecchio", Se, però, la diagnosi è di "sindrome di programmazione fonologica", significa che, a parte il piano fonologico (la realizzazione articolatoria della parola), tutte le altre dimensioni del linguaggio sono adeguate.

Le cause del disturbo specifico di linguaggio non sono ancora state identificate.
Le ricerche attuali sono indirizzate verso alcune ipotesi: la familiarità, la ricerca di fattori neuroanatomici collegati, l'elaborazione di eventi acustici ravvicinati, la capacità di processare informazioni (i bambini con DSL possono elaborare con successo tutta una serie di operazioni mentali, ma sono limitati nel numero di operazioni che possono eseguire contemporaneamente). In ogni caso non sono ancora arrivate a conclusioni definitive.

Credo che non sia davvero necessario un sostegno alla scuola elementare.
È piuttosto importante, invece, fare un lavoro di tipo preventivo sulle competenze metafonologiche, che sono una componente importante per l'apprendimento della lettoscrittura, e talvolta sono carenti in bambini con pregresso disturbo di linguaggio. Le competenze metafonologiche riguardano le abilità di percepire e riconoscere i suoni che compongono le parole. (non c'è relazione con l'udito: possiamo udire benissimo e non percepire correttamente). La capacità di fare l'analisi e la sintesi dei suoni delle parole è alla base, insieme con l'automatizzazione dell'associazione suono segno, dell'apprendimento della lettoscrittura.

È importante questo lavoro perché alcune ricerche riportano una altissima incidenza di difficoltà nelle prime fasi di apprendimento della lettoscrittura tra i bambini che a 4 anni presentavano un qualche tipo di disturbo di linguaggio.

Sottolineo che una diagnosi precoce e un intervento altrettanto precoce ed adeguato mostra, come nel caso di Carlo, una buona riuscita. Inoltre, permette un altrettanto intervento precoce nell'eventualità si presentasse un qualche tratto di disturbo specifico di apprendimento, condizione fondamentale per un altrettanto buon recupero.

La saluto augurando che tutti i bambini possano avere attenzione e cura come Carlo.

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 7, Giugno 2003

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