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Cambiare scuola materna

Nostra figlia Greta di tre anni e mezzo frequenta una scuola materna privata. L'abbiamo iscritta in questa scuola perché la bambina nata nel gennaio 2001 non sarebbe stata ammessa alle scuole comunali fino a gennaio 2004 e, comunque, secondo disponibilità di posti.

La scuola scelta si è rivelata ottima, adorabili le maestre, la piccola si è inserita bene e la scuola è per lei un parte gioiosa della sua vita. Ho riscontrato solo qualche piccola differenza in termini di maturità e sviluppo anche fisico rispetto ad altre bambine di qualche mese più grandi (la classe è omogenea): mia figlia è la più piccola fisicamente e anche di età. E questo a volte, probabilmente anche per carattere, la porta a subire qualche piccolo dispetto dalle più grandicelle. Ho notato che questo succede più con le femmine che con i maschi e con le bambine che lei sente più vicine. Comunque è molto inserita, molti bimbi si vedono anche fuori orario scolastico e anche con le altre mamme abbiamo formato un gruppo ben affiatato.

Purtroppo questa scuola materna non è vicina né a casa né al lavoro e gli orari sono poco compatibili con quelli di ufficio - chiude alle cinque - ma per fortuna abbiamo dei nonni molto disponibili che tutti i giorni la vanno a prendere al pomeriggio.

Quando Greta aveva 19 mesi abbiamo scelto in modo affrettato e superficiale una "sottospecie" di nido-materna privato che si è rivelato un disastro: lei era disperata già a un chilometro di distanza ed effettivamente abbiamo convenuto che il posto non faceva al caso nostro. Così dopo un mese l'abbiamo tenuta a casa. Circa cinque mesi più tardi l'abbiamo inserita in un altro nido dove invece si è trovata benissimo e dove, durante le vacanze di Natale e Pasqua, ha passato piacevolmente qualche ora anche quest'anno. A gennaio di quest'anno abbiamo fatto domanda alla materna comunale dove siamo stati ammessi. Si tratta di un'ottima scuola già frequentata da figli di amici, è vicina a casa e con orari più compatibili con quelli di lavoro miei o di mio marito. Le classi sono eterogenee, lei entrerebbe tra i piccoli pur avendo già quasi 4 anni (risolvendo anche il problema della scelta della scuola elementare a cinque anni e mezzo: andrebbe a sei e mezzo), avrebbe già un anno di esperienza di asilo e sicuramente sarebbe in classe con una sua cara amichetta che però negli ultimi mesi vede saltuariamente.

A questo punto ci troviamo costretti a scegliere se lasciarla alla scuola attuale dove è già inserita nel senso più completo del termine ma che è comunque piuttosto lontana e scomoda oppure cambiare ancora e metterla in una struttura nuova.

La nostra pediatra ci ha sconsigliato un nuovo cambio ed effettivamente mi dispiacerebbe se la piccola dovesse soffrire molto del distacco da persone a lei care (maestre e compagni). Le ho parlato di questa nuova eventuale scuola ma lei ha detto che la sua attuale è la più bella di tutte. Mio marito è presente ma alla fine la decisione devo prenderla io e sono molto dubbiosa e perplessa sul da farsi.

Mia figlia ha un carattere molto socievole e fa amicizia facilmente con gli altri bambini ma un distacco è sempre un distacco.

Potete darmi qualche buon consiglio e qualche indicazione su cui riflettere per prendere la decisione giusta per tutti?

 

Cari genitori,
nella vostra e-mail avete ben descritto la situazione e la scelta che dovete affrontare. Proviamo a considerare gli aspetti contrari e quelli a favore di un eventuale cambio di scuola.

Restare nella scuola attuale permetterebbe alla vostra bambina di approfondire il processo di socializzazione, mai privo di difficoltà. Nel suo caso, ad es., il dover confrontarsi con altre bambine un po' più grandicelle che le fanno qualche dispetto, ma dalle quali può anche imparare molto. Un po' quello che succede tra fratelli molto vicini d'età... Anche per voi quella scuola rappresenta un'occasione di amicizia e di integrazione, nonostante il disagio dovuto alla lontananza dalla casa e dal lavoro.

La scuola comunale non è certo meno inferiore, quanto a qualità, di quella privata ed avrebbe il vantaggio di consentire a Greta di fatto un anno di permanenza in più alla scuola dell'infanzia: cosa che - tra le righe - sembra farvi piacere. Inoltre vi faciliterebbe la gestione della frequenza poiché è vicina a casa vostra.

In queste condizioni non è facile scegliere. Potrebbe essere utile attribuire "un peso" diverso a ciascuno di questi fattori, sulla base delle vostre personalissime valutazioni, per vedere da che parte si muove "l'ago della bilancia". Mi sembra però che il fattore che può fare propendere la vostra decisione in un verso o nell'altro sia la considerazione di quanto possa "pesare" un nuovo distacco ed un nuovo inserimento.

La vostra pediatra si è già espressa al riguardo, ma voi conoscete meglio di chiunque altro la vostra bambina e la sua capacità di adattamento.
... "un distacco è sempre un distacco" scrive la sig.ra, ma è anche vero che un distacco non è sempre un trauma.

Scegliete con serenità dunque, lasciando fuori la vostra bambina che non ha la maturità per essere resa partecipe di una decisione di tal natura.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005

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