Main menu

Se non trovi la risposta che ti interessa chiedi cons oppure cerca qualcuno che ti possa aiutare

sostieni_educareit

Baby-sitters e asili nido

Gentili dottori,

la mia bimba ha tre mesi e mi chiedo se sia possibile affidarla qualche ora ad una baby-sitter. La bimba è allattata al seno molto spesso (ogni due-tre ore) per cui io non la lascerei comunque sola con la baby-sitter; si tratterebbe solo di una persona che viene una o due volte la settimana per un';ora o due a darmi una mano tenendola in braccio o occupandola (comunque in mia presenza).

È opportuno per lei, e, se sì, quali consigli potete darmi? Che tipo di persona dovrebbe essere, che tipo di rapporto dovrebbe instaurare con la bambina? (mi spiego: la persona che ho trovato per ora mi sembra eccessivamente calorosa: da un lato sono contenta che voglia bene alla piccola, dall'altro ho paura che un eccesso da parte sua non la aiuti a imparare la differenza tra la mamma e la baby-sitter).

A partire da quanti mesi potrò lasciarla per più ore consecutive sola con una baby-sitter?

Potrò successivamente affidarla a due baby-sitter (due giorni la settimana per una, due giorni l'altra) o la confonderei troppo?

In autunno , quando avrà nove mesi, mi farebbe comodo riprendere il mio lavoro, che svolgo a domicilio più o meno a part-time, e che non posso svolgere senza un po' di solitudine e concentrazione.

Saranno allora più consigliabili i micro-nidi? O l'asilo nido con orario limitato (per tre-quattro ore)? Grazie per tutto,

mamma inesperta.

sostieni_educareit

 

Simpatica "mamma inesperta",
"tutto" si può fare con i bambini, perché sono estremamente plastici ed adattabili ed hanno risorse argentine, nuove di zecca e sono sempre carichi di entusiasmo!!!
Non per questo, però, non vanno osservate alcune condizioni che vanno portate avanti da noi adulti, dai genitori, nel rispetto, che deve essere massimo, della nuova vita che nasce.

Innanzitutto, per un piccolo appena nato, è fondamentale poter passare un tempo adeguato con i suoi genitori per poter sviluppare quel certo legame di attaccamento unico e, inizialmente esclusivo, che gli è necessario tanto quanto il latte e l'aria buona: questo perché l'essere umano (ma non soltanto, e questo ce la dice lunga sull'importanza di questa esperienza) ha bisogno di questo legame come base per poter iniziare (e sarà un processo che durerà una buona parte della sua vita) a strutturare la sua identità personale. Sarà infatti dalla sicurezza che trarrà da questo rapporto unico che deriverà il suo interesse rispetto al poliedrico mondo.

Attenzione, però, ciò non significa che all'inizio della vita mamma, papà e bambino debbano stare sempre appiccicati! Già ci pensa l'allattamento, già ci sono le frequenti cure fisiche (cambio del pannolino, bagnetti ecc.), già bisogna prenderlo spesso in braccio per permettergli di osservare noi e il mondo; il piccolo, infatti, ha bisogno anche di stare "separato" dai suoi, di ricaricarsi le pile dormendo, di stare tranquillo quando digerisce ma pure per consentirgli di avere anche altri "interessi", e cioè altre cose e persone. Inoltre alla formazione del legame unico con i suoi provvede il patrimonio arcaico e congenito che il bambino si porta dietro dal pancione ma addirittura dal momento del concepimento, e cioè tutta quella serie di capacità e di attitudini che gli permettono di riconoscere i genitori dall'odore, dalla voce, dal grado di calore del loro abbraccio, persino dal movimento che gli imprimono quando lo cullano!

Tutta questa premessa serve, gentile signora, per dire che una baby-sitter o un Nido costituiscono per la sua tenerissima bambina uno splendido arricchimento e la piccola non potrà mai confondere qualcuno con lei: la piccina la ha già "schedata", cara mamma, e lei non ha più scampo!!! Naturalmente scherzo e so che questo le farà piacere e la renderà fiera, della bambina, del suo essere mamma e del rapporto che, quindi, si è già instaurato fra voi.
Resta un punto: come reclutare dunque la vostra "Tata"? Io posso dirle che ai neonati, ma non solo a loro, piacciono le persone con un viso bello ma soprattutto dal largo sorriso e dagli occhi grandi e comunicativi, piacciono le persone che li tengono con sicurezza, che cantano e parlano lentamente, che li coccolano e che son capaci di raccontare storie. E lei non abbia paura se la baby-sitter è calorosa, perché l'amore non basta mai e, per quanto sia chiaro e manifesto, non cancellerà quello che c'è fra la piccola e la sua mamma. Piuttosto si preoccupi che la piccina guardi con interesse e divertimento questa persona, che si abbandoni fra le sue braccia e, quando le chiederà di lei e passerà con lei volentieri il tempo "dimenticandosi" della mamma, saranno tutti ottimi segni.

Lo stesso discorso vale, sotto certi aspetti per il Nido, che sostanzialmente, però, offre esperienze di natura diversa: se, infatti, il rapporto con la Baby-sitter offre un arricchimento del rapporto unico con i genitori, il Nido consente al bambino di socializzare e fare diverse attività adatte alla sua crescita, mantenendo sempre un riferimento fisso fra gli adulti educatori ma condividendolo anche con altri coetanei.

L'unica attenzione che le segnalo con decisione e premura nei confronti suoi e della piccola, è quella di tener presente che fra gli 8 e i 12 mesi la bambina potrebbe mostrare un cambiamento di carattere e comportamento: ciò potrà accadere in virtù del fatto che ciascun bambino a quest'età attraversa un periodo di crisi apparentemente provocato da persone nuove o comunque diverse dalla mamma. Questo è un segnale a cui la preparo perché fa sprofondare genitori convinti di avere figli definitivamente paciocconi, giocherelloni e socievolissimi!

Ma non è proprio il caso: il fatto è che, dopo gli 8 mesi, i bambini, poiché il loro cervello evolve naturalmente, sono in grado di distinguere anche cognitivamente, e non solo sensorialmente, la mamma da tutti gli altri; nello stesso momento questa "comprensione" viene ad accompagnarsi anche ad un livello emotivo, come se finalmente il legame con la mamma non fosse più solo corporeo, ma anche mentale ed affettivo, sicuramente in un modo più "consapevole" e profondo.

E' così che piccoli "scioltissimi" non vogliono più andare con nessun altro e si attaccano disperatamente alla mamma, e non solo fisicamente. Ma niente paura: tutto questo passerà, quando, grazie alla serenità di tutti, piccolo e grandi, il bambino farà mentalmente un altro passettino avanti e costituirà anche a livello interiore e di memoria il legame con i suoi, cosa che gli permetterà, pur se in mezzo a qualche lacrimuccia, di accettare il distacco dalle figure familiari e di attenderne il ritorno.

Detto tutto ciò, io concludo con i miei migliori auguri per voi!!!

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 5, Aprile 2005

sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti.
Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie.
In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie.