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Inserimento difficile alla scuola materna

Salve,
sono la mamma di una bimba di quasi 3 anni che da poco ha avuto la sua prima esperienza alla scuola materna, e io con lei... purtoppo!! Ha urlato, pianto e si e' disperata per tutto il tempo (circa 2 ore e mezzo) e cosi pure il giorno dopo, il terzo giorno ha avuto febbre, raffreddore e tosse per cui niente scuola.

Oggi niente scuola materna, non sta acora molto bene... ma io sono perplessa e sconvolta piu' di lei. Saro' breve, la bambina e' sempre stata con mia madre: io lavoro tutto il giorno, e' una bambina sveglia, sempre allegra, vivacissima sempre desiderosa di stare con gli altri bimbi, non e' mai andata al nido e' sempre stata in lista d'attesa e cosi' forse un po' superficialmente ho iscritto (come fan tutti) la bambina alla scuola materna statale del mio paese... speravo in un inserimento graduale e meno traumatico: invece e' stato proprio come temevo, dopo aver intuito che anch'io non ero molto convinta di cio' che stessi facendo (stavo facendo fare praticamente un salto nel buio alla piccola) nonostante le sue urla strazianti mi hanno costretto ad uscire e a non voltarmi indietro (come chi abbandona il cane sull'autostrada d'estate!!!) rassicurandomi che il ricatto (cosi' l'hanno chiamato sarebbe durato dieci minuti!!) ma all'ora del ritiro ho trovato una bimba con la faccia livida di pianto e terrorizzata... beh per concludere sono sconvolta anche perche' non credo in forme di coercizioni cosi' severe... credo ci siano bambini e bambini, cosi' pure come ci sono madri e madri.

Vorrei aggiungere cosa che mi sembra importante, ma che nessuno alla scuola materna si e' preoccupato di conoscere e' la storia di mia figlia, che nonostante io faccia il possibile perche' vivi in un ambiente sereno questo clima e'sempre minacciato da un rapporto pessimo tra me e suo padre, il quale minaccia spesso a lei di andarsene, perche' io sono "la cattiva".. e anche stamane ha minacciato me dicendomi che se ne sarebbe andato se la bambina non dovesse frequentare la scuola , insomma e' una situazione difficilissima.

Vi prego aiutatemi a capire cosa e' bene per Lei, ho visto nei suoi occhi il terrore che cio' che piu' temeva si stava verificando: l'abbandono da parte nostra.... VI PREGO

sostieni_educareit

 

Davvero carissima signora,

lei ha indubbiamente ragione su diverse cose rispetto all'inserimento alla scuola materna di sua figlia: che la piccola ha intuito la scarsa convinzione della mamma; che lei, la mamma, doveva sperare in un inserimento graduale e non traumatico; che lei, ancora la mamma, ammette onestamente di essere sconvolta; che nessuno, alla scuola materna, si è preoccupato di conoscere la storia della bimba, perché è verissimo che esistono bambini e bambini, come mamme e mamme; che lo stato emotivo della bambina è minacciato dal difficile rapporto fra i genitori, dove "volano" anche invettive che evocano l'abbandono.
Quindi brava signora, anche se l'ammissione di tutte queste cose le deve sicuramente costare molto, brava perché ha individuato dei fattori importanti con esattezza, e ancora brava perché, pur costandole molto, ammette tutto con onestà.

Il mio compito, però, è quello di metterle, appunto, dei... però, e lo farò cominciando dalla sua sacrosanta convinzione che i bambini non sono tutti uguali e nemmeno le loro mamme e i loro papà.
Esistono, infatti, dei linguaggi universali che sono, di fronte ad un distacco e ad un'esperienza importante come quella dell'entrata alla scuola materna, quello del pianto, della paura e della disperazione per i bambini; quello dell'ansia, della preoccupazione e del senso di colpa per i genitori.
Sono sicuramente questi i "segnali" che le insegnanti, persone di sicura e lunga esperienza, hanno recepito da parte sua e della bambina, verbalizzandolo assai sinteticamente col termine di "ricatto", termine un filo grossolano, ma certamente efficace. Esprimendosi così, le maestre volevano spiegarle che i bambini (praticamente tutti, in un modo o nell'altro) per non fare allontanare mai più i loro genitori, arrivano a farsi vedere al colmo della disperazione...

...Cara signora: ma lei lo sa, quando ero in servizio alla scuola materna, quale era il materiale che andava di più, che era maggiormente necessario, nei periodi di inserimento dei nuovi bambini, oltre agli occorrenti per la pasta pane o sale?....la Segatura ! Sì, sì, ha capito bene: sto parlando di quei truciolini sminuzzati finemente che le bidelle pazientemente versavano su vomito, pipì e popò (chiedo scusa a chiunque per la mia terminologia!!) che i piccoli, al colmo delle loro crisi, lasciavano andare, quando avevano la grazia di risparmiare i grembiuli o le maglie di noi maestre...
E mia figlia? Vogliamo dimenticarci di lei? La mia stessa piccola, ai tempi dell'inserimento, andò alla scuola materna piena di entusiasmo, al primo lunedì successivo all'inserimento mi chiese sbuffando "Mamma: ma mi ci porti tutte le volte ?". Caso poi voleva che a quei tempi io indossassi una lunga sciarpa rosa che sembrava un pizzo fatto con la maglia, bellissima. Ebbene: io accompagnavo la mia bimba alla sua classe e, nel tempo che impiegavo per tornare al portone della scuola per uscirne, me la ritrovavo disperata e piangente attaccata alla sciarpa! Insomma, la scena era: io che tentavo di andare ma mi trascinavo praticamente la bambina attaccata alla sciarpa, e la maestra che ci correva dietro nel tentativo di recuperare la piccola!!!

Mi creda: non mi permetto di raccontarle queste cose vissute in prima persona perché sono a corto di argomenti, ma perché le voglio offrire tutto il mio conforto, anche umano.
Tornando al cuore del nostro argomento, quello che voglio dirle è che i bambini fanno così perché soffrono enormemente nel lasciare il loro nido, mentre quello che dà la forza a noi adulti, genitori ed operatori, per sopportare la loro disperazione è poter confidare con sicurezza nel loro sorriso, che presto arriverà ad illuminare il loro visetto quando avranno superato le loro difficoltà, ambientandosi e divertendosi come matti all'asilo, anche grazie e in virtù all'aiuto di mamma e papà.
Si figuri che con una mia collega alla scuola materna, ci divertivamo ad esporre i cartelloni con le foto dei bambini "prima e dopo": prima disperati, dopo felici e contenti. TUTTI, mi creda, tutti: ciascuno di loro, prima e poi, era felice e fiero di venire all'asilo.
Perché l'esperienza della scuola materna per un bambino, ma anche per il genitore, è positiva di per se': è una prova di autonomia ufficiale, che lo restituisce alla famiglia entusiasta e incredibilmente cresciuto, e anche più "sapiente" e incredibilmente competente, dal punto di vista concreto e sociale.

Insomma, non è la scuola materna che può irrimediabilmente far soffrire un bambino; piuttosto, può scavare ferite profonde un clima familiare in cui mamma e papà sembrano inferocirsi (dico sembrano perché non conosco i motivi retrostanti) uno contro l'altro.
Però, la possibilità di ricevere degli aiuti, indirizzati in special modo verso la bambina, esiste: innanzitutto, lei ha tutte le ragioni per pretendere dalle insegnanti una serie di colloqui per spiegare loro cosa può significare per la bimba, quella bambina lì e non un'altra, questo distacco. Lei, signora mamma, ha il diritto di chiedere e spiegare; loro, le insegnanti, hanno il dovere di comprendere e aiutare; tutti potete studiare insieme delle soluzioni adatte alla situazione.

Dopo, e mi permetto di andare un poco oltre, cerchi con un pò di calma di analizzare la situazione con suo marito, il padre della piccola e lo scongiuri, lo obblighi a non utilizzare espressioni come "Me ne vado, ti lascio, sei cattiva" perché molto probabilmente il terrore della piccola è veramente causato dal sovrapporre le minacce paterne con l'essere lasciata alla scuola materna.

Lei conclude la sua richiesta con un vibrante "VI PREGO": ebbene, cosa ci sta pregando di dirle?
Se lei ci prega di dirle che sta sbagliando nel portare la bambina alla scuola materna (e sottolineo: solo dopo 5 giorni di inserimento), che è portandocela che la abbandonerà, che ha ragione, che deve, sentirsi in colpa per questo, che la scuola dell'infanzia è paragonabile ad una autostrada foriera di disgrazie e morte per i cani abbandonati, noi le rispondiamo a viva voce, con estrema forza: NO!
Se lei invece ci sta pregando di supportarla in un momento delicato di chiarimento familiare che fa da sfondo all'inserimento all'asilo, sicuramente le diciamo SI', intenzionati ad aiutarla come possiamo, prima di tutto comprendendola e infondendole tanto CORAGGIO..

Auguri di cuore.

 

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 12, Novembre 2005

 

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