Main menu

Se non trovi la risposta che ti interessa chiedi cons oppure cerca qualcuno che ti possa aiutare

sostieni_educareit

Insonnia a 7 anni

Sono il padre di una bambina di 10 anni e di un bambino di 7 anni. Il bambino ha da sempre un carattere aggressivo e impulsivo tale che lo porta molto spesso ad isolarsi, anche quando è in compagnia di altri bambini, specie se è presente anche la sorella. In caso di scherzi da parte di terzi , i soliti di quando si è in compagnia, le reazioni sono spesso violente.

Il bambino è molto attratto dai cartoni animati, minimo 2 ore al giorno di TV, e quando li guarda si estranea completamente, al punto di non sentire (o far finta) se chiamato. L'uso della play station è nei limiti (max 1 ora), anche se in presenza di giochi competitivi (che cerchiamo di non procuragli, ma a volte capita che se li procuri attraverso lo scambio con amici), se non vincente, dopo un po' affiorano sintomi di nervosismo che si manifestano con iperattività e aggressività verso l'altro giocatore.

La presente è dovuta però, in particolare al fatto che il bambino da alcuni mesi manifesta problemi di insonnia (dorme nella stanza con la sorella). Si addormenta e poi si sveglia all'improvviso piangendo e dicendo di non riuscire a dormire, questo più volte, fino ad arrivare allo stremo delle forze e quindi addormentarsi definitivamente. Quando avviene questo chiede di venire nel letto nostro, a volte lo assecondiamo ed altre volte invece insistiamo affinché resti nel suo letto (anche per verificare che non sia un atto di furbizia). La durata media del sonno va dalle 23,00 alle 7,00. Quando manifesta i citati sintomi di insonnia arriva a rigirarsi anche fino alle 2,00 sempre svegliandosi alle 7,00.

Chiediamo un consiglio.

sostieni_educareit

 

Gentile signore,
nella Sua lettera parla di "FINTA" e di "ATTI DI FURBIZIA" da parte di Suo figlio: indipendentemente se ciò dovesse essere verificato o no, si tratta comunque di TENTATIVI da parte di Vostro figlio DI COMUNICARE QUALCOSA. Dategli ascolto, ritagliate dei tempi dedicati a lui, valorizzatelo ogni volta si pone l'occasione.

E' abbastanza normale che non senta effettivamente quando lo chiamiate durante il cartone animato, perché concentrato. Ugualmente, sarebbe abbastanza normale che non voglia sentire, perché in questo modo comunicherebbe a Voi genitori la sua ferma intenzione di mantenere queste due ore di "tempo esclusivamente suo" e di non essere disturbato.
Anche il non voler sentire è una modalità comunicativa. Non penso che in questo momento sia tanto importante scoprire se effettivamente non sente o se faccia finta di sentire, ma credo che sia importante cogliere i tentativi di comunicazione di Suo figlio in tutte le sue forme. Anche l'insonnia potrebbe essere una modalità per comunicare un qualche malessere.

Per capire i malesseri o disagi del bambino è necessario:

  • dargli la possibilità di RACCONTARE E RACCONTARSI quotidianamente;
  • dargli la possibilità quotidiana di raccontare e raccontarsi SIA IN PRESENZA DELLA SORELLA, SIA riservandogli delle occasioni di farlo anche IN ASSENZA DELLA STESSA.
  • ASCOLTARLO veramente: Il bambino deve sentirsi ascoltato, compreso e rispettato mentre parla, indipendentemente da cosa dice. I piccoli hanno un intuito squisito per cogliere se gli adulti lo ascoltano solo "formalmente", o se invece sono davvero e profondamente interessati al suo piccolo-grande mondo interiore.

Cercate di introdurre delle occasioni di dialogo in modo regolare, da far sì che queste diventino veri e propri RITI quotidiani, dei quali il bambino si può fidare.
UN (al massimo due) cartone animato (non di contenuto violento) va bene, anzi, RISPETTATO COME "TEMPO DEL BAMBINO" e durante il quale non dovrebbe essere disturbato. Se il bambino coglierà l'interesse da parte Vostra per il "suo" cartone, forse vi racconterà qualcosa sul contenuto. Importante, come già detto, è che il bambino possa cogliere il Vostro vero, intimo e profondo interessamento al suo piccolo-grande mondo.

Per quanto riguarda I GIOCHI COMPETITIVI SU SCHERMO (PLAY STATION ecc.) ho qualche perplessità, perché in diversi casi si è visto che possono sfociare in una vera e propria dipendenza psicologica, in un vero e proprio vortice, dal quale è difficile poi uscire senza auto.

In ogni caso, non credo sia il caso di VIETARE al bambino questo e quello, senza proporgli, prima, delle ALTERNATIVE per passare creativamente il suo tempo extrascolastico. Tutte le attività fisiche (non competitive) vanno bene, una visita in biblioteca, allo zoo, al parco giochi, in piscina, ecc. Non continuo con gli esempi perché sicuramente Voi genitori sapete meglio di me o potete scoprire meglio di me cosa potrebbe interessargli, oltre la play station e la TV. Gli hobbies e le attività sono pressoché infiniti, ci vuole solo la fantasia e la creatività di scoprirli o di inventarli.

Il nervosismo e l'aggressività che il bambino esterna quando perde a gioco non è "curabile" con un semplice divieto di giocare a play station, anche se è comunque auspicabile ridurre i tempi dei giochi competitivi su schermo. Ma in questo momento la possibilità e L'ESPERIENZA DI VINCITA si riducono in gran parte se non esclusivamente all'esperienza play station. Non si può proporre o imporre al bambino di ridurre le possibilità di vincita senza proporgli reali alternative dove può sperimentare una certa "esperienza di vincita". Se parlo di esperienza di vincita non mi riferisco alla vincita nel gioco, ma a quel tipo di, chiamiamola "vincita", che il bambino potrebbe sperimentare

  • quando gli viene dedicato del tempo-spazio da parte di terzi (soprattutto genitori)
  • nelle occasioni in cui può scoprire, conoscere, apprezzare le sue capacità, abilità e competenze.

L'INSONNIA potrebbe essere anch'essa un'occasione preziosa per introdurre nuovi RITI DI COMUNICAZIONE E DIALOGO tra Voi genitori e Vostro figlio. Certo, ci vorrà un sacco di pazienza da parte Vostra, ma sono convinta che in un progetto pedagogico per Vostro figlio ci debba essere, al primo posto, un rinnovato ed approfondito dialogo tra Voi e il piccolo.

Volendo escludere cause organiche, volendo escludere che il bambino mangi tardi o tanto, volendo inoltre escludere che il bambino guardi la TV o giochi a play station anche di sera (meglio spostare queste attività nel primo pomeriggio), tenderei a presupporre che l'insonnia sia causata o da conflitti inter o intrapersonali, ovvero da vissuti non adeguatamente elaborati da parte del bambino.

Quando va a dormire, COCCOLATELO, preferibilmente nel suo letto, e FATEGLI CAPIRE E PERCEPIRE IL VOSTRO SINCERO INTERESSAMENTO, la Vostra attenzione e, perché no, la Vostra curiosità per il suo mondo: "cosa stai pensando in questo momento?, come è andato a scuola?, e con la maestra x?, e con il compagno y?, che giochi hai fatto a pausa?, c'è stato qualcosa che oggi ti ha reso triste?, o arrabbiato?, cosa ti è piaciuto nelle giornata di oggi?, e il cartone animato di oggi pomeriggio? ...

Forse ci vorrà un po' di tempo prima che il bambino riesca ad esprimere con parole certi sentimenti ed emozioni, ma con la costanza da parte Vostra sono convinta che ciò avvenga. Presumo che i problemi di insonnia diminuiscano nella misura in cui il bambino riesca a raccontarsi e conquista consapevolezza dei suoi vissuti.
Se la sorella di 10 anni va a dormire alla stessa ora del fratellino, trovate altri spazi di "dialogo esclusivo" con lui, al limite anche in camera vostra. Sconsiglierei invece di assecondare A VOLTE SÌ A VOLTE NO il bambino che chiede di venire nel vostro letto. Perché in questo modo potrebbe succedere che proprio quando ha più bisogno della Vostra presenza si senta rifiutato e comunque il bambino non riconoscerebbe una linea coerente nei comportamenti di Voi genitori e questo lo potrebbe ulteriormente rendere insicuro, e di conseguenza nervoso.

 

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001

 

sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti.
Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie.
In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie.