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Come se fosse la fidanzatina di papà

fotoSono una donna di 52 anni divorziata con due figli maggiorenni. Da un anno sto frequentando un uomo di 50 anni separatosi poco prima di conoscerlo con due figli, il ragazzo di 19 e la ragazza di 14 anni. Il nostro rapporto sarebbe perfetto ed idilliaco se non ci fosse l’ombra costante della figlia.
Quando ho conosciuto e iniziato a frequentare il mio lui, in una delle prime cose che mi disse era che io non ero prevista nella sua vita perché prima voleva sistemare il rapporto con sua figlia, ma purtroppo all’amore non si comanda, e così abbiamo iniziato la relazione.
Ora a distanza di un anno le cose con sua figlia non le ha ancora sistemate, anzi... Mi spiego meglio.

Capisco l’elaborazione del lutto per la separazione dei genitori, capisco il comportamento della ragazzina molto attaccata a suo padre, quello che non capisco è il comportamento di lui nei confronti della figlia. Lui la tiene ogni 15 gg. dal ven. alla domenica, ma negli altri giorni la vede in media ogni 2 giorni, portandosela a casa con lui e facendola dormire da lui, con lui nel suo letto, nel frattempo lei chiama 10 volte al giorno, lui risponde dieci volte al giorno, tra una chiamata e l’altra ci sono poi i messaggini a cui rispondere, con cuori, cuoricini ecc. Premetto che non viviamo insieme, ma nei week end nostri mi fermo spesso da lui, o quando è il suo turno capita che usciamo insieme noi tre o in compagnia di amici e, a parte le quattro parole di convenevoli, lei passa tutto il tempo appiccicata a suo padre. In casa se suo padre esce sul balcone a fumare, lei va con lui, se va in camera, lei va in camera, se va in bagno dopo due minuti va anche lei. Tutto questo senza che lui non dica o non faccia nulla per farle capire che forse sta esagerando, se provo a farglielo notare io, è motivo di discussione, per cui ultimamente sto evitando di farglielo notare.
Quello che mi chiedo è come mai sta ragazzina non esce mai con le sue coetanee? Non la sento mai dire che deve uscire con le amiche che deve chiamare una amica.. mai! Come mai poi se deve chiamare o mandare un mess. a sua madre lo fa con il cell. di suo padre, e quando invece messaggia con suo padre adopera il suo? A lui ho detto che a me da fastidio che adoperi il suo cellulare anche perché ci sono i nostri messaggi, foto ecc. e poi non ha il suo? Mah...

Un’altra cosa che noto è che lui non dice mai di no, lei chiede, lui esegue, lei vuole, lui fa.
Essendo anche io passata in questa situazione, ho capito purtroppo che non è che facendo lo schiavetto della figlia che risolvi i problemi, i problemi ci sono e rimangono... Poi mi dice che la figlia preferisce stare con lui che con sua madre...ci credo, con lui fa quello che vuole, non ha regole, imposizioni o altro....è trattata da regina!

Sinceramente se io a lei vado a genio non lo so, so che con me è tranquilla, se le piace come mi vesto lo dice tranquillamente, se giochiamo a carte o ad altro gioca, ma poi sguscia via e torna a stare attaccata a suo padre
Pensando di essere io la paranoica o quella gelosa, mi sono documentata su internet ed ho trovato un risposta ad un quesito simile al mio dove si diceva che può succedere che una figlia adolescente voglia fare un po' la fidanzatina del papà separato. Il guaio è che la ragazzina finisce per ottenere dal padre un posto che non è il suo: come se fosse un'amante!

Ecco una frase mi ha colpito molto e l’ho evidenziata, io mi sento l’amante nei confronti di sua figlia... e ditemi voi se questo è normale!!!
Dopo l’ennesima discussione ha deciso di farsi aiutare da uno psicologo, ma i tempi sono lunghi molto lunghi... ed io intanto ingoio...
E’ come se quando è con me si sente in colpa nei confronti della figlia e quando è con la figlia si sente in colpa nei miei confronti. Che fare?

 

Gentile lettrice,
quante intuizioni nella sua dettagliata descrizione, ma anche quante emozioni contrastanti in questa complessa realtà!
Quale è, per lei, l' obiettivo o gli obiettivi desiderabili in tutta questa situazione, tenendo conto della sensibilità e dei bisogni delle persone coinvolte?
Proviamo da subito ad assumere un positivo atteggiamento di rasserenamento verso la situazione, nonostante l'amarezza, il senso di fastidio, di preoccupazione che alcune dinamiche vi suscitano (mi rivolgo a lei, ma anche al suo compagno) partendo dal dato di fatto che state cercando di costruire una nuova situazione familiare fatta di storie e percorsi precedenti che vanno compresi, armonizzati, rinnovati. Non è possibile saltare questi passaggi, se nelle intenzioni, sue e del suo compagno, vi è il desiderio e il progetto di fare famiglia.

1. La comprensione, reciproca, di ciò che sta avvenendo non può prescindere dal recente passato: che tipo di relazione genitoriale tra padre e figlia vi era prima della separazione? Il rapporto era simile o molto differente? Come è stata vissuta la separazione? Quali paure e quali bisogni esprimono tutte le persone coinvolte?
Rassicurare, offrire punti di riferimento, dare contenimento emotivo, dare poche regole chiare ed essenziali, proporsi con atteggiamenti fiduciosi e positivi, ascoltare, chiedere e dare rispetto, mostrare coerenza, a mio parere, rimangono le azioni principali, fondamentali, molto incisive in un sano atteggiamento educativo, ancora più valide in contesti di separazione e famiglia allargata, da riscoprire nella vostra realtà.

2. Armonizzare è un compito complesso che richiede impegno da parte di tutti! Tenga conto che nonostante ampie rassicurazioni e spiegazioni, per un figlio , una nuova situazione affettiva di un genitore (o di entrambi) è un segno definitivo della separazione definitiva dei propri genitori. Si chiede loro un compito gravoso, laddove l'unità originaria, per un figlio ha sempre qualcosa di "sacro". È raccomandabile perciò che gli adulti per primi non cadano nelle provocazioni, non si mettano in competizione, siano in grado di modulare tempi e spazi per la nuova coppia con gradualità e discrezione, senza imposizioni, con pazienza e fiducia nei piccoli cambiamenti.

3. Rinnovare schemi di comportamento e stile relazionale, per consentire un buon adattamento alle novità, raramente avviene in modo sincronizzato! Posso ipotizzare che il suo compagno ritenga di comportarsi nel miglior modo possibile, gli sembra di stare vicino a sua figlia in modo positivo e affettuoso e così via. Il fatto che, tuttavia, si senta in colpa, può dipendere da un senso di inadeguatezza per la percezione di non corrispondere alle aspettative, né alle sue, né a quelle della figlia. Gli stia vicino, rassicurandolo in questo senso e negoziando tra voi possibili graduali soluzioni per trascorrere il vostro tempo in modo più sereno.

Do parere favorevole per un breve percorso di mediazione familiare o un sostegno alla genitorialità per esplorare le difficoltà e i blocchi presenti e trovare obiettivi condivisi per un rasserenamento generale e che perduri nel tempo.

 


copyright © Educare.it - Anno XV, N. 5, Giugno 2015

 

 

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