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Relazionarsi con i bambini: piccole strategie educative

imgRelazionarsi con i bambini non è sempre facile. Bisogna avere interesse a farlo e, soprattutto, molta pazienza. A questo riguardo, si illustreranno alcuni consigli utili a far sì che questa relazionalità, soprattutto fra genitori e figli, possa essere il più proficua possibile per lo sviluppo del bambino.

  • La cosa fondamentale che ogni piccolo desidera è sentirsi amato, accettato da chi gli sta attorno. È questo un ottimo ausilio per la crescita dell’autostima. È importante che egli la sviluppi, perché sarà un valido supporto che lo sosterrà nel corso della sua storia.
  • Insegnagli che il tempo è una risorsa preziosa e che una parte del tuo tempo la dedichi a lui come atto di stima nei suoi confronti. Questa porzione della tua giornata è a sua completa disposizione e in questo lasso temporale potete fare tutto quello che insieme vorrete.
  • Aiutalo a vedere i lati positivi di se stesso, in maniera che egli possa essere orgoglioso di sé, per quello che è e per quello che fa. Aiutalo anche a vedere le sue criticità, veicolando il messaggio che ci sono aspetti migliorabili di sé.
  • Offrigli delle certezze. Il bambino ha bisogno di sapere che può contare su di te, che sei pronto ad ascoltarlo, a prendere in considerazione le sue richieste.
  • Il fatto che tu sia disponibile, non significa che può fare quello che vuole. Esistono delle regole che vanno rispettate. Devi avere la pazienza di spiegare spesso quali sono queste regole, la ragione per la quale sono poste e la loro utilità. Ricordati che le regole disciplinari imposte devono essere sempre in sintonia con i bisogni legati all’età e al temperamento.
  • Aiutalo a sviluppare la capacità di vedere il lato comico di ogni situazione, in modo che possa impadronirsi dell’ironia e dell’autoironia, quali antidoti al prendersi troppo sul serio nelle faccende della vita.
  • Non lesinare sui riti di cortesia e sulle manifestazioni di affettività. Ricordati di insegnargli a dire grazie, prego ecc., fornendogli tu stesso l’esempio. Infatti, tu per primo dirai grazie e prego quando è necessario. Non aver paura ad abbracciarlo, a fare una carezza quando ritieni che sia il momento adatto. Sono dimostrazioni della tua presenza.
  • Istruiscilo, fin dalle prime fasi della sua vita, all’amore per la sobrietà e per la semplicità. Veicola il messaggio che il suo benessere e la sua felicità non dipendono dalle cose che possiede o possiederà, ma sono degli stati d’animo indipendenti da ciò.
  • Aiutalo ad apprezzare quello che ha, piuttosto che quello che deve ancora avere. È una maniera per essere appagati dalle cose che si hanno.
  • Inviagli frequentemente il messaggio che egli è unico, speciale, per cui non ha senso il confronto con gli altri. È un modo per apprezzare se stesso e per evitare che sviluppi sentimenti negativi nei confronti degli altri, quali gelosia, invidia.
  • Educalo alla semplificazione. Con il tuo esempio, veicola il pensiero che la vita è semplice: siamo noi che sovente la complichiamo con i nostri pensieri e con le nostre azioni. Aiutalo a non interpretare le cose che accadono, ma a leggerle semplicemente così come sono. Quando si interpretano gli accadimenti, si è portati ad utilizzare delle chiavi di lettura negative.
  •  Impara a comunicare con lui. Evita di incorrere in quegli errori di comunicazione, che potrebbero creare una barriera fra te e lui, quali minacciare, dare ordini in maniera perentoria (frequentemente scatenano la ribellione), ridicolizzare, fare delle diagnosi psicologiche - psichiatriche, eludere le domande ben precise. Impara ad ascoltarlo attentamente, ovvero ascolta quello che ti dice e poi prova a riassumerlo, in maniera da far capire che sei stato attento al suo eloquio. Quando ti espone un problema, prova con lui a capire quali sono gli aspetti fondamentali del problema stesso.    

 

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copyright © Educare.it - Anno XVI, N. 10, Ottobre 2016

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