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Quanto ne sappiamo sulle coccole ai nostri piccoli?

babywearingForse è difficile da capire ma le sensazioni e le emozioni si vivono sin dalla nascita: il bambino di pochi mesi vive il contatto (carezza) della propria mamma come comunicazione del "ti voglio bene". Si capisce che non è la semplice carezza ma un gesto dal potere unico e infinito. Ogni gestante dovrebbe sapere che il bambino nella pancia per il suo sviluppo ha bisogno delle coccole, cose semplici come la voce dei genitori, il suono di un carillon o di una o più musiche particolari, le carezze e i baci al pancione.

Dopo il concepimento e già nei primi mesi di gravidanza i recettori del tatto, che regolano il trasporto della sensibilità cutanea, sono i primi ad entrare in attività e trasmettono al neonato le sensazioni di sfioramento e carezze, unica fonte di contatto che ha avuto nella vita intrauterina. Durante la vita intrauterina, la mamma muovendosi fa ondeggiare il liquido amniotico, esercitando una leggera pressione, un delicato e leggero massaggio liquido sull’intera superficie corporea del bambino e continuando quindi a stimolare la ricettività tattile delle cellule cutanee. La mamma comunica con il proprio bambino attraverso il tatto perché il bambino comprende le carezze, gli sfioramenti, i baci, il fatto di essere tenuto tra le braccia della mamma. Per il bambino è una forma di sicurezza che lo riporta alla sicurezza del grembo materno ciò significa felicità, serenità e benessere. Non a caso nei reparti di neonatologia, si cerca di sostenere il più possibile il contatto tra la mamma, il papà e i piccoli prematuri, perché per i neonati essere toccati è fonte di intenso benessere.
Infatti il contatto fisico tra madre e bambino dopo il parto è essenziale per entrambi: aiuta il bambino a superare lo stress della nascita, stimola l'allattamento nella donna aiuta a attivare i recettori che regolano la gestione dei glucocorticoidi, tra cui l’ormone dello stress (cortisolo).

Il primo abbraccio

«A meno di complicazioni, il bambino viene appoggiato sulla pancia della madre appena dopo il parto, sia naturale sia cesareo (fatto in anestesia spinale, lascia la donna vigile)»; «È un contatto essenziale per entrambi. Il cervello del neonato ha sviluppato per nove mesi la sicurezza della sopravvivenza in funzione della madre. Per questo la nascita può essere una fonte di stress da distacco fortissima, che può causare non solo un trauma psicologico ma anche alterazioni anatomofunzionali, per esempio a livello dell’apparato digerente». «Per la mamma i benefici sono soprattutto psicologici: abbracciare il figlio appena venuto al mondo le permette di prendere coscienza dell’esistenza reale di un bambino che fino a quel momento è stato solo immaginato» (dr.ssa Flavia Indrio; http://www.ok-salute.it).

Aggiungo che è una fonte di benessere, un pugno di emozioni improvvise e uniche che generano serenità e amore incondizionato. Il calore, l’odore, il contatto, quel piccolo corpicino indifeso crea un turbinio di sensazioni nuove e positive, un legame così forte e raro che nessuno riesce a ridimensionarlo o sostituirlo, ma la cosa meravigliosa è che una mamma riconoscerebbe il suo bambino ovunque e sempre e per i neonati succede la stessa cosa e nonostante le poche ore di vita sono già capaci di dimostrare il loro appagamento anche difronte ad una carezza.
Sembrerà strano ma è la realtà: neonati ricoverati in patologia neonatale che non possono godere delle braccia dei propri genitori, ogni volta che sentono la voce di questi si rilassano e a modo loro gioiscono, al contatto con le mani (seppur attraverso la culla termica) si evidenzia un netto cambiamento del bambino nei suoi micro movimenti e fantasticamente si potrebbe notare (con incredulità del personale medico) dei leggeri sorrisi di apprezzamento. Tutto ciò semplicemente per dirvi che sin dai i primissimi momenti di vita abbiamo bisogno di coccole tutti e indistintamente e di ciò ne beneficeremo per sempre.

Per lo sviluppo psicofisico del bambino, le coccole sono fondamentali perché sentendosi al centro dell’attenzione dei genitori oltre ai benefici sulla salute e al benessere immediato, acquisiscono sicurezza in se stessi, sviluppano un carattere equilibrato e sereno da adulto. Da alcune ricerche si è verificato che maggiore era la quantità di coccole ricevute da piccoli tanto più è diventata la loro capacità di resistenza allo stress da adulti, diventando adulti più forti e sicuri, con una significativa riduzione della tendenza ad ansia ed aggressività.

Parlando di coccole non possiamo evitare l’argomento “nanna”: per addormentare un bambino ci sono diversi modi cullandolo tra le braccia, posato sul vostro cuore, forse che ciuccia al seno. Ognuno al proprio modo si abbandona al sonno in modo sereno e felice. Quante volte sarà capitato che piange e siete andate da lui, avete sussurrato il suo nome, preso in braccio e visto che si tranquillizza: siete la sua forma di sicurezza, che lo fa sentire bene.

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