Main menu
sostieni_educareit

Paula, Sergej, Tristan oppure Sara, Franco o Matteo? Ad ognuno il proprio nome!

imgNel percorso di adozione internazionale si assistite spesso ad una tendenza particolare: le coppie che accolgono un bambino scelgono di cambiargli il nome. In alcuni casi ciò rappresenta un’esigenza, ad esempio il nome è impronunciabile in italiano e quindi potrebbe essere fonte di derisione per il bambino; in altri, invece, è una scelta legata esclusivamente alla volontà dei genitori. La scelta di decidere il nome del proprio figlio, seppur legittima, nel caso di un bambino adottato, è molto delicata e rischia di creargli una serie di problemi legati all’identità.

Cambiare nome significa cancellare il passato che, anche se doloroso e difficile, rappresenta comunque le proprie radici. Così il brasiliano Paco diventa Gianmatteo, il peruviano Raul si muta in Luca, il russo Sergej diviene un più facile Federico, Rhada una più toscana Chiara (Cavallo, 2007).

È possibile che da parte dei genitori si celi un’intenzione di possesso, una volontà di ribattezzare il proprio figlio; tuttavia va considerato che il nome è spesso una delle poche cose certe che si porta dal passato per cui chiedere ad un bambino, nel momento in cui tutto sta cambiando, di cambiare anche nome significa chiedergli di essere qualcun altro, rendere ancora più complesso questo delicato momento di passaggio e creare incertezze per la vita futura (Steinberg & Hall, 2012).

I bambini non sono lavagne dalle quali il passato può essere cancellato con uno straccio o una spugna, bensì essere umani che portano con loro le esperienze passate e il cui comportamento attuale è profondamente influenzato dal vissuto precedente. Il genitore adottivo deve analizzare la questione anche dal punto di vista del bambino: che effetto farebbe se all’improvviso arrivassero due sconosciuti, che ci portano via da quello che fino a quel momento è stato il nostro mondo ed iniziano anche a chiamarci con un nome diverso?

Il nome è la storia del bambino, racconta la sua origine e gli appartiene: cambiarlo di punto in bianco significherebbe strappare al minore adottato la sua identità, conservarlo dimostrerebbe accoglienza della sua cultura e del suo passato (Ferraris, 1999). Per tutti i bambini adottivi è importante avere la possibilità di raccontarsi, senza occultare il proprio passato e cambiare il proprio nome, per non dimenticare le proprie originie sentirsi pienamente integrato nella nuova famiglia.

È fondamentale dunque che tra genitori e figli si instauri un processo di accettazione, comprensione e adattamento reciproco. Bisogna fare in modo che questi nomi così diversi da Riccardo, Mario e Arianna, ecc., siano accolti e non rappresentino un peso, una frustrazione o qualcosa da voler cancellare a tutti i costi (Cavallo,2007);  piuttosto essi devono essere visti come un’opportunità in più ampio processo di scambio culturale, un modo per “conoscere l’altro da sé senza abbandonare il proprio sé” (Crepet, 2008).

 

 


Bibliografia
Melita Cavallo, Viaggio come nascita – genitori ed operatori di fronte all’adozione internazionale, Franco Angeli, Milano, 2007
Gail Steinberg e Beth Hall, Inside Transracial Adoption, 2012
Anna Oliviero Ferraris, Il Cammino dell’adozione, Rizzoli, Milano, 1999
Paolo Crepet, La gioia di educare, Einaudi, Torino, 2008
Ivana Fiore, Tesi di ricerca: “Adozione internazionale e problemi di integrazione delle diversità culturali”- relatrice prof.ssa Letizia Bindi, Unimol, A.A. 2007/2008


Autrice: Ivana Fiore, Assistente Sociale con Laurea Magistrale in Servizio Sociale e Politiche Sociali


copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 08, Agosto 2017 

sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti.
Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie.
In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie.