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Scopri tuo figlio, riscopri i bambini

Quanta paura fa, a volte, nella vita, scoprire una novità o pensare di doverla affrontare…
Scoprire o riscoprire significa mettersi nuovamente in gioco. Ciò non è facile. 
Il rapporto fra l'adulto ed il bambino, fra il genitore ed il proprio figlio lascia, da sempre, spazi vuoti da cui, però, con un minimo di ottimismo, si potrebbe iniziare un percorso nuovo, alternativo, avvincente e avventuroso. 

E allora, perché non farlo, mi sono detto un giorno, quando, mi trovai di fronte, per la prima volta, mia figlia Jessica… forse mi ha notevolmente aiutato l'immensa carica emotiva avuta dalla sua nascita. Poi, col passare dei giorni è diminuita ed allora mi sono posto tante, molte domande… da qui è iniziato il mio percorso di conoscenza sui bambini. Con un po' di iniziale pazienza ho scoperto che potevo trovare in me un modo diverso di rapportarmi e di misurarmi con la mia bambina ed ho iniziato a cercarlo da subito. Successivamente, ho verificato se quanto pensavo producesse un risultato e andando avanti nel tempo, ho "toccato con mano" degli effetti soddisfacenti avvertendo anche una certa realizzazione come neopapà. Sin dall'inizio, in questo mio nuovo cammino ho incontrato una difficoltà: la paura. Ho provato un certo timore durante il travaglio di mia moglie. Vedevo il dolore nei suoi occhi però notavo che era "diverso" dal solito concetto della sofferenza. Così, per reazione, sprigionai molta forza per volerla aiutare e la assistetti momento dopo momento: lei sudava ed io con lei… Ero dentro lei, vivevo i suoi "straordinari" dolorosi momenti e mia figlia nacque benissimo anche perché mia moglie si sentì protetta. 

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Superato questo momento le mie paure passarono ma ben presto arrivarono quelle degli altri. Fin dai primi giorni, tutte le persone che incontravo, che venivano a trovarci, palesavano molte paure circa la salute di mia figlia come di tutti i bambini appena nati. Questa aria di negatività mi dava molto fastidio; mia figlia stava benissimo, era serena e stava sempre attaccata al seno di sua madre. Ancora oggi mi chiedo perché avrei dovuto pensare ad un futuro pieno di problemi… pensando in questo modo era un po' come cercarseli…
Diversamente, i miei pensieri si dirigevano altrove. Guardavo la mia bambina e più felice che mai mi dicevo: voglio rispettarti per ciò che sei… e mi chiedevo: perché quasi tutti pensano ad un bambino come fonte di mille problemi…??? Silente, ancora pensavo: voglio trasmetterti la mia positività: quell'aspetto migliore della vita, specialmente in questi tuoi primi anni… voglio risponderTi attraverso la verità… quando mi farai le tue domande… voglio accettarti per ciò che sei e ciò che sarai… quando ti esprimerai… Voglio guidarti e non comandarti mia grande immenso amore…

Questi erano i miei pensieri quando mia figlia era un pezzettino piccolo piccolo… nel corpo!
Un po' alla volta l'ho scoperta, ho imparato ad osservarla e ciò mi ha fatto rivalutare dei valori importanti: il rispetto, la libertà, il vivere sullo stesso livello…

 


Autore: Mi chiamo Roberto Baroni ed all'inizio di tutto sono diventato padre.
Quando è successo mi sono chiesto: "Io papà? Come sarò? Ce la farò?".
Anche se non ho titoli nel settore ho voluto trovare un modo dolce di rapportarmi alla mia bambina e sembra che tutto stia andando bene. Mi ritengo un uomo pratico che fa di un'idea una realtà... (OPPURE... che cerca nell'idea una realtà...).
Prima c’era solo Marina che conosceva i bambini: è pedagogista. Poi tra noi è arrivata Jessica ed in quel momento sono rinato anch’io. Con lei, ho imparato a mettermi in discussione ed a guardare il mondo in modo nuovo. Con gli occhi di un papà vi racconto la gioia, la fatica, l’amore di crescere insieme. Come capita, probabilmente, a ciascuno di voi.


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 12, novembre 2003

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