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Perché l'hanno inventata?

Tardo pomeriggio, rientro a casa dopo il lavoro.
Matteo, quattro anni e mezzo abbondanti, mi aspetta al varco, ha in mano la tombola dei personaggi dei cartoni animati.

-Chi gioca con me? - domanda con finta noncuranza ma lo sguardo che mi rivolge non lascia dubbi circa la sua preferenza sullo sfidante.

Avrei da fare mille cose che come al solito ho lasciato indietro, sorrido: ma sì, una partita a tombola è quello che ci vuole! Scegliamo con cura le cartelle, lui prende quelle con gli eroi e a me toccano quelle con le giovani donzelle. Il tempo passa, il gioco infervora sempre più gli animi (in verità più il suo che il mio), poi si avvicina l’ora dei suoi cartoni preferiti alla TV.

Accendo, non sono ancora iniziati, faccio un po’ di zapping, un telegiornale sta dando la notizia di un ragazzo morto in guerra, cambio canale sperando che non abbia colto quanto annunciato, non voglio turbare quel momento di serenità che si è creato. Matteo continua a sistemare nella scatola le tessere della tombola ma mi chiede: - E’ morto?

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Non ho chances, devo rispondergli.
- Sì, è morto in guerra, poverino! Che brutta cosa la guerra!

Lui prende le sue automobiline e comincia a farle sfrecciare lungo il pavimento.
Poi dice:- Non la devono inventare! Anzi, perché l’ hanno inventata? Per fare cosa? Niente!

Ribatto che ha ragione, che la guerra non andrebbe mai fatta.
Lui è assorto nel suo monologo, forse non mi ha nemmeno sentito, riprende a dire che la guerra non andava inventata.
E’ un monologo candido come il latte in cui intinge i suoi biscotti preferiti, un monologo di un bimbo di quattro anni e mezzo ma quella domanda, in fondo, a volte, ce la siamo posta anche noi.

 


Autore: Daniela Battaglia laureata in Pedagogia; gia’ cultore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l'Università di L'Aquila e membro di commissione d'esame per tale disciplina nei due corsi finalizzati al conseguimento della laurea quadriennale in scienze motorie tenuti presso tale Ateneo; ha collaborato al Corso Estivo di Teoria e tecnica dei nuovi media c/o la Facolta’ di Scienze della Formazione di Urbino; iscritta nell'Albo Professionale Nazionale dei Pedagogisti della FIPED. Insegnante di scuola primaria con diploma di specializzazione per l'insegnamento montessoriano; abilitata all'insegnamento nelle scuole secondarie per le materie filosofia, psicologia e scienze dell'educazione. Si occupa da diversi anni di agio-disagio scolastico e di laboratori creativi coordinando attività pedagogiche intorno a tali aspetti; persegue da sempre l’ambizioso obiettivo dello stare bene a scuola.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 2, Gennaio 2005

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