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Il segno del tuo passaggio

Adolescenza inquieta, isola spesso dimenticata dagli adulti, alberi che si piegano a venti improvvisi e impetuosi. Calma apparente e inaspettata, breve come lo sguardo che non si sofferma e vaga alla ricerca di stimoli esterni per scariche di adrenalina in un corpo inconsapevole di essere una crisalide dalla pelle rugosa e accartocciata su se stessa. 

Fuori dal tuo mondo e dai tuoi pensieri le parole scorrono come un fiume in piena, significati che non penetrano né hanno forza di far crescere radici e ideali, valori e aspettative. In una stanza vuota il presente e il domani non hanno domande, sono cerchi che stringono lentamente legami e affetti, fumo acre per amicizie senza sentimenti, per un cammino senza desideri e senza mète. I segni del tuo passaggio sono lettere spigolose tracciate su fogli e muri, sempre le stesse a richiamare l’attenzione di sguardi che giudicano e condannano, sguardi e parole destinate ancora una volta a non essere comprese e accettate. 

Quelle parole sono diventate un terreno battuto, sempre lo stesso, indicato dagli altri, dagli adulti che ti indicano la strada per farti diventare quello che non vuoi essere: un ragazzo per bene, che accetta consigli e ne sa fare un buon uso, una farfalla dalle ali colorate destinata a volare e a riconoscere i colori della vita. E così, senza incertezze, stringi il presente, spezzando il tempo e colorando di nero le lettere di un alfabeto sconosciuto, parole incomprensibili di cui ti senti padrone perché le puoi riempire a tuo piacimento quando gli adulti ti rimproverano per le tue mancanze. Con lo sguardo basso continui a negare e a rifiutare, a perdere e a vincere senza che gli altri se ne accorgano, intrappolati come sono in una ragnatela dorata che chiude il loro mondo al riflesso del tuo tempo. Il ragazzo “difficile” indossa una fragile corazza, un cemento armato per gli adulti abituati a costruire le fondamenta del futuro concreto e reale, il solido senso della realtà che oggi ha allontanato e confinato incertezze e fragilità, debolezze e solitudini.

 


copyright © Educare.it - Anno IX, Numero 1, Dicembre 2008

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