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Educare.it 2000-2012
Rivista on line
ISSN 2039-943X

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La scuola clinica ed il silenzio sull'essenziale

Le istituzioni scolastiche sembrano sempre più pervase da un desolante silenzio sull'essenziale, che si traduce in "infiltrazioni cliniche" nel suo interno e nella creazione di un lessico di disturbi che genera ansia tra genitori e, non di rado, stigmatizza i bambini. L'essenziale dovrebbe essere costituito da un pensiero pedagogico attento ai bisogni dei bambini e da una corretta idea di sviluppo psicologico, cui si accompagni la formazione permanente degli insegnanti.

Riflessioni di un insegnante

La pedagogia mi ha sempre appassionato, già alcuni anni addietro ho conseguito l’abilitazione per “personale educativo”, ed ho avuto modo di avvicinarmi a questa disciplina che permette di studiare ed acquisire conoscenze indispensabili per un operatore nel settore scolastico. Ritengo che qualunque sia il ruolo che si occupi nell’istituzione scolastica, dal collaboratore scolastico all’applicato di segreteria, dal docente al dirigente scolastico è fondamentale avere queste conoscenze per meglio gestire i rapporti con i giovani, per rendere più proficuo il loro interesse per l’ambiente scolastico e per le discipline che vi si studiano, per aiutarli a migliorare la convivenza con i coetanei … per aiutarli a crescere.

Il drago

Dicono che i bambini si assomigliano tutti, ma non è vero. Ci sono quelli a cui la normalità ha regalato l’aura dignitosa dell’ingenuità e dell’incoscienza, della vivacità o della timidezza, sorrisi ed espressioni dell’età in cui si scopre pian piano il senso della vita con tutti i suoi interrogativi e necessità. E poi ci sono gli altri, quelli nati sotto una cattiva stella che li seguirà per sempre con il distintivo della diversità.

L’importanza di chiamarsi “maestro”

In un mondo in rapida evoluzione è normale che anche certe parole vengano fagocitate dai processi innovativi ed accantonate come “desuete”. Dov’era finito il maestro di quella che, in un tempo non tanto lontano, si chiamava scuola elementare? Soppiantato dalla nuova figura del docente, cioè di colui che insegna…Eppure è bastato un recente decreto ministeriale per farlo tornare alla ribalta e per animare un acceso dibattito sulle future prospettive della scuola legate alla sua “riesumazione”.

Sull'inizio del nuovo anno scolastico

“Cari ragazzi, dovreste chiedere voi esami più rigorosi!”
E’ un consiglio di Francesco Alberoni, apparso qualche tempo fa sul Corriere: sbagliano quei genitori che vogliono risparmiare ai loro figli fatiche e rinunce e invita i ragazzi a chiedere più esami e prove più rigorose per divenire forti e maturi.

Sempre più dis...orientati i giovani di 3° media

Da responsabile dell’orientamento da più lustri mi sento in dovere di evidenziare in questa mia riflessione le contraddizioni che si sostanziano di fronte all’alunno di terza media alle prese con la scelta della scuola superiore.

Riflessioni dopo la festa di Pasqua a scuola

Che Pasqua, cristiani o no, sia nel nostro DNA ce lo dice la realtà che in quel periodo viviamo: vacanze e scuole chiuse, uova di cioccolato nei negozi e nelle pubblicità della TV, processioni per le strade, agnello a pranzo, campane sciolte a festa dopo quaranta giorni di silenzio, ‘lavoretti’ e poesie portati a casa da scuola dai bambini, ... Ce lo dicono anche le simbologie di matrice più o meno direttamente biblica di comune utilizzo: colomba e ramoscello, arcobaleno di pace, pulcino, agnello e perfino coniglio o leprotto.

La pedagogia della lumaca, ovvero l'elogio della lentezza

Il clima di accelerazione storica del mondo contemporaneo con i suoi ritmi sempre più frenetici e vorticosi ha investito anche la scuola, che spesso non rispetta i tempi di apprendimento dei bambini e li costringe ad una spasmodica corsa, finalizzata al raggiungimento di sempre più incalzanti obiettivi ed alla realizzazione delle più varie proposte progettuali.
L’immagine che emerge è quella di una realtà fittizia, che rischia di essere divergente rispetto alle reali aspettative dei nostri alunni ed ai loro bisogni essenziali.

I colloqui con le famiglie: un momento di crescita da rivalutare

Il concludersi di ogni quadrimestre, così come in ogni altro momento della vita scolastica, un docente si trova ad affrontare i colloqui con le famiglie. Voglio ancora usare il termine “famiglie” anche se spesso capita di parlare solo con uno dei genitori, generalmente le mamme, segno che i padri sono ancora i grandi esclusi nel processo educativo e di crescita scolastica dei figli.

Adozione a distanza. Un'esperienza in una Scuola dell'Infanzia

Natale e Pasqua, per noi maestre della Scuola dell’Infanzia, significano spesso interruzione della regolare programmazione didattica. E poi ‘tempi stretti’, stress, addobbi da realizzare, ‘recitine’ da organizzare, ‘lavoretti’ da realizzare, regalini o ovetti di cioccolato da acquistare per i bambini… E qualche volta (conviene essere oneste e ammetterlo!) tutto questo avviene, subdolamente, in un clima di reciproca competizione tra insegnanti: qualcosa come una gara di abilità tecnico-creativa nello sfoggio dei lavoretti ‘più belli’ o nell’esibizione delle recitine più originali e apprezzate dai genitori…

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prolegomeni_pedagogiaGiuseppe Gagliano

PROLEGOMENI ALLA PEDAGOGIA ANTAGONISTA DEL NOVECENTO

Aracne, Roma, 2013
pag. 108, 10 ... vedi

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