Login
Main menu

Riflessioni di un insegnante

Avere coraggio

Maya Angelou ha scritto: “Di tutte le virtù, il coraggio è la più importante. Perché senza coraggio, è impossibile praticare le altre virtù con coerenza”: non si può non essere d’accordo con questa affermazione e non si può pretendere che i giovani trovino questo coraggio da soli, quando forse è carente persino in noi stessi; ritengo che in molti docenti manca il coraggio di dire “non sono capace”, molti proseguono l’attività per interesse senza considerare i danni che potrebbero provocare alla società di domani, creando dei veri e propri “mostri”.
Nella mia esperienza di docente, insegno da oltre dieci anni, ho sempre ritenuto fondamentale oltre al ruolo di docente, indispensabile per la trasmissione dei saperi ovvero l’informazione dei ragazzi, la figura dell’educatore, colui che forma l’allievo, lo forma al fine di affrontare la vita in modo ottimale.

Sono convinto, ed è logico che sia così, che è la famiglia ad avere un ruolo primario sulla formazione-educazione del giovane, ma è indispensabile che lavori in stretta sinergia e collabori in itinere con la scuola, con gli insegnanti, informandosi continuamente sull’andazzo scolastico e sul comportamento del proprio figlio al fine di intervenire in tempo per il recupero di eventuali devianze e problematiche sopraggiunte.
Mi sono sempre presentato alla totalità degli allievi come un docente-amico, disponibile al confronto, predisposto a condividere le situazioni difficili create non solo dall’ambiente scolastico ma anche dalla vita quotidiana, talvolta ho riscontrato chiusure nei miei confronti ma il più delle volte sono riuscito a creare rapporti confidenziali tali da permettermi di intervenire positivamente nelle situazioni difficili che si presentavano.

sostieni_educareit

Ho notato purtroppo una forte assenza della famiglia, non mi permetto di sindacare sui rapporti interfamiliari, ma mi limito esclusivamente al mondo di cui mi sento parte attiva, il mondo della scuola. E quindi mi sento in dovere di ribadire che spesso la famiglia è assente, disinteressata a collaborare con i docenti per avvalorare la formazione del giovane, per consolidare la sua sicurezza, risolvere le problematiche già presenti e cercare di evitargliene di nuove.

La mia “complicità” con i ragazzi forse è dovuta al fatto che ho intrapreso questa attività a circa venti anni, subito dopo aver conseguito il diploma che all’epoca era considerato anche abilitazione all’insegnamento, forse per la disciplina che interessa le mie lezioni basata esclusivamente su tutto ciò che fa turismo, sull’accoglienza dell’ospite, sulla comunicazione e quindi con particolare attenzione e grande interesse per l’empatia, il tutto senza mai confondere i ruoli, il docente resta docente e l’allievo… allievo. Il rispetto è alla base di qualunque rapporto ed ancora oggi la mia prima frase entrando in aula, ancor prima delle presentazioni è “Ragazzi ricordatevi che per avere rispetto bisogna ancor prima darlo”, posso ben dire di aver lavorato sempre con la massima serenità anche se talvolta si è resa necessaria una piccola azione di forza, un ricordare loro che è bello e giusto confrontarsi con i docenti, ma non ribellarsi, creare fastidi gratuiti, fare la cosiddetta “guerra dei poveri”, ovvero avviare una battaglia dalle conseguenze autolesioniste, intraprendere un’avventura alla Don Chisciotte.

sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.