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Le rappresentazioni sociali della disabilità nei docenti e nei genitori

rappresentazione disabilita

Le rappresentazioni sociali delle disabilità costituiscono l’argomento del presente saggio. Utilizzando un questionario a domande aperte, abbiamo intervistato docenti specializzati e non, di ogni ordine e grado, e genitori di allievi con e senza disabilità. La nostra analisi evidenzia come, per i docenti curriculari e di sostegno, il disabile sia un alunno con difficoltà in aree specifiche di apprendimento, ma dotato di capacità e potenzialità che meritano sollecitazione; considerano l’allievo disabile con bisogni educativi speciali; credono che l’intervento educativo-didattico debba essere di tutto il team docente. Il ruolo della famiglia non è stato citato.

Per quanto riguarda i genitori, essi si riferiscono all’allievo disabile non come ad uno “svantaggiato”, ma in grado di raggiungere, attraverso la personalizzazione degli apprendimenti, sempre maggiore autonomia, integrazione/inclusione scolastica e sociale. Inoltre, fanno riferimento prioritariamente all’insegnante di sostegno e, solo in un secondo momento, agli insegnanti curriculari. La risorsa compagni è risultata essere non importante.

Social representations of disability are the topic of this paper. By using a questionnaire with open questions, we interviewed specialized and generic teachers, to all levels as well as parents of students with and without disabilities. Our analysis shows that, both specialized and generic teachers consider students with disability as subjects with some difficulties in specific areas of learning, but also having some potential abilities; they deserving students with special educational needs; they expect an educative and didactic support by teacher’s team. The role of the family was not mentioned.

Parents still don’t refer to student with disability as “disadvantaged”, but as a student that, through an individually teaching, is able to reach scholastic and social autonomy as well as inclusion/integration. Moreover, they mainly refer at first time primarily as to specialized teacher, and, only a later, to generic teachers. School friends hasn’t resulted as very important.

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Adolescenza e disabilità intellettiva: uno studio di caso

Nello sviluppo di un adolescente con disabilità la scuola rappresenta spesso l'unico luogo di ancoraggio al mondo dei normodotati. Alla luce di questa considerazione ho esaminato le modalità con cui un adolescente con disabilità intellettiva affronta la fine del percorso scolastico, con l'obiettivo di indagare se questa esperienza di passaggio sia in grado di aiutarlo ad elaborare un immagine di sé come persona adulta.

Dai risultati emerge come la scuola e la famiglia tendano a considerare l'adolescente in una dimensione infantile dalla quale egli stesso sembra non volersi allontanare. La fine del percorso scolastico sembra comunque rappresentare un vero e proprio “marcatore” del tempo. Il giovane su cui lo studio si è focalizzato ha individuato progetti a lungo termine che lo hanno aiutato a sperimentarsi in una dimensione temporale, alla quale prima non dava particolare importanza.

Dal momento che uno degli aspetti più difficili su cui lavorare, quando si parla di disabilità intellettiva, è quello legato alla mancanza di motivazione, i risultati di questa ricerca sostengono un approccio che miri alla realizzazione di obiettivi a breve o a lungo termine e che potrebbero aiutare i soggetti con disabilità intellettiva nel riconoscimento e nella valorizzazione di quei momenti di passaggio significativi nella costruzione di un'identità adulta.

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Affettività e sessualità nel disabile mentale adulto: risultati di un’indagine svolta nei Centri Riabilitativi del Friuli Venezia Giulia

In questo articolo si presentano i risultati di un’indagine svolta nel corso del 2003, nella quale è stata data la parola agli educatori di 3 diversi Centri Riabilitativi per persone con disabilità intellettiva del Medio Friuli, allo scopo di portare alla luce se nella quotidianità emergono pulsioni di tipo sessuale e come l’educatore eventualmente le gestisce.
Le 3 strutture in questione sono Centri Diurni che ospitano disabili psico-fisici dai 14 anni in su (l’utente più anziano ha 59 anni). Gli educatori intervistati sono 9, 3 uomini e 6 donne, con un’età compresa tra i 27 e i 55 anni. Gli anni di attività svolti nell’area della disabilità sono mediamente 17.

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Il cane come mediatore educativo nell’esperienza di pet-therapy con soggetti affetti da disabilità intellettiva

La sperimentazione è orientata a verificare le possibilità terapeutiche, riabilitative e educative ottenibili con la disabilità intellettiva attraverso l'utilizzo del cane nel contesto di Pet-Therapy. Il cane, come animale di branco, offre una duttilità di comportamenti e di relazioni che hanno già trattato un utilizzo ormai istituzionale con i deficit sensoriali.

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Continuità orizzontale tra scuole e territorio per l'integrazione del disabile

Studio sulla disabilità scolastica ed integrazione nella scuola dell'obbligo nel territorio del Distretto Sanitario di Paola-Cetraro dell'Azienda Sanitaria n°1 di Paola (CS)

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