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Educare.it 2000-2012
Rivista on line
ISSN 2039-943X

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Questioni di pedagogia interculturale

Diverse modalità di integrazione

Chi decide d'intraprendere un percorso migratorio deve affrontare anche il problema dello sradicamento, inteso come perdita della cultura, la difficoltà di rimettere radici. Perciò l'emigrato viene facilmente rappresentato come un portatore di sofferenze, di conflitti, per se stesso e per gli altri. Questo è stato l'unico paradigma usato in tanti anni verso gli immigrati, che poi si è tradotto in interventi pedagogici, psicologici, sociali di tipo compensatorio in modo da "limitare i danni". Ma a partire dagli anni '60 questo concetto è stato rivisto.

Istruzione femminile e sviluppo

L’opportunità di accedere al mondo della scuola è ancora preclusa ad un numero elevatissimo di bambine in molti Paesi in Via di Sviluppo (PVS). Tuttavia, l’istruzione delle donne è un passo fondamentale per tali Paesi, al fine del raggiungimento di altri obiettivi (come il controllo delle nascite e la riduzione dell’AIDS) e, in definitiva, per la loro crescita sociale ed economica. Investire nell’istruzione delle bambine, come evidenziato da UNICEF, Save the Children ed UNESCO è, in breve, la migliore possibilità di investimento per i PVS, poiché è in grado di favorire non solo le generazioni presenti, ma anche quelle future.

Modelli familiari e percorsi migratori differenti

Le migrazioni non avvengono tutte allo stesso modo. "La ristrutturazione politica ed economica globale ha generato diversi, mutevoli tipi di migrazione e di immigrati. Spesso le varie forme di migrazione possono trasformarsi come risultato delle politiche governative per fermare o ridurre la migrazione. Ad esempio: uno può entrare come turista, studente o visitatore e poi rimanere illegalmente, chiedere asilo o cercare una sistemazione permanente" (1).

Il fenomeno migratorio

La decisione di lasciare il proprio Paese per raggiungerne un altro non è un fenomeno nuovo: tutta la storia dell'uomo sembra essere caratterizzata da una costante mobilità di singoli, di gruppi, talvolta di interi popoli, da una regione all'altra della terra, alla ricerca di migliori condizioni di vita.

Le radici filosofiche della differenza

In una scansione filosofica, il problema centrale messo in evidenza dalla discussione attorno ai temi dell'interculturalità è quello della differenza. Il presupposto da cui partire per comprenderne appieno gli aspetti è quello di offrire un'adeguata distinzione sulle nozioni di "persona" e "individuo".

Per molte teorie filosofiche del Novecento, tra cui in particolare il personalismo, un’inadeguata chiarificazione di questi concetti rischia di invalidare la comprensione decisiva della questione, rendendo il discorso sulla differenza una discussione meramente astratta.

Le famiglie immigrate

L'immigrato singolo tende alla invisibilità sociale. Anche qualora sia parte di una associazione o un gruppo della sua stessa etnia, egli tende a risolvere ed esaurire nel suo ambito molte delle esperienze di vita relazionale. L'arrivo del marito, o della moglie, e dei figli, lo obbliga invece ad assumere una identità sociale che mette in discussione i modelli culturali condivisi nella comunità cui ora appartiene. Il nucleo familiare, specie se con figli, diviene visibile, necessita dei servizi e degli operatori (sanitari, sociali, educativi...) e deve necessariamente confrontarsi con la società ospitante.

L'identità difficile

L'emigrazione è indubbiamente un'esperienza complessa, che investe in eguale misura sia la dimensione psico-soggettiva sia le relazioni sociali e culturali. Da un punto di vista soggettivo, ad esempio, il singolo vive nella routine quotidiana una soluzione di continuità esperienziale. La migrazione, soprattutto da Paesi con culture molto diverse dalla nostra, interrompe tale continuità ed impone nuovi adattamenti.

Alcune cause del fenomeno migratorio

Cosa spinge un individuo a lasciare il proprio Paese, i propri affetti, la propria cultura per iniziare un percorso fatto di difficoltà e solitudini, destinato a giocarsi a lungo tra la memoria del passato ed un progetto per il futuro pieno di incertezze?

I motivi di una decisione così importante e sofferta sono senz’altro molteplici e comunque interagenti tra loro. In ogni caso sembra certo che coloro che decidono di emigrare siano sottoposti ad una notevole "pressione", risultante dall'azione congiunta di alcuni fattori che li spingono ad uscire e di altri che li attraggono (push-pull factors).

L'educazione interculturale

Lo specifico dell'educazione interculturale è costituito dai processi di apprendimento che portano a conoscere altre culture e a instaurare nei loro confronti atteggiamenti di disponibilità, di apertura, di dialogo. Si tratta di un tipo di conoscenza estremamente complesso: conoscere un'altra cultura significa rilevarne gli aspetti che la fanno "diversa" dalla nostra, ma significa anche capire che la rappresentazione che noi ci facciamo della cultura "altra" non coincide necessariamente con quella che essa si fa di se stessa, né con le rappresentazioni che altre culture ancora si possono costruire.

Per una epistemologia della Pedagogia Interculturale

L'approccio interculturale all'educazione si sviluppa a partire dagli anni settanta, allorché i Paesi del nord Europa si trovano a gestire i problemi posti dalla massiccia immigrazione favorita dal boom economico del decennio precedente. "Essa trae origine nell'ambito delle cosiddette "pedagogie compensative" che in quel periodo si affermarono in seno ai sistemi formativi per cercare di colmare e recuperare gli svantaggi socioculturali dei soggetti più "deboli" rispetto ad uno standard di prestazioni scolastiche ben definito, e si sviluppa in stretta relazione con i provvedimenti assunti in tema di educazione degli adulti, finalizzati all'integrazione di questi nel contesto geo-politico di approdo" (1).

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prolegomeni_pedagogiaGiuseppe Gagliano

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Aracne, Roma, 2013
pag. 108, 10 ... vedi

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