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Educare.it 2000-2012
Rivista on line
ISSN 2039-943X

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Studi ed articoli sull'adolescenza ed il disagio giovanile

Bramosie consumistiche e bisogni educativi

I giovani polverizzano una quantità vertiginosa di merce, catalogabile sia come oggetti sia come prodotti immateriali (sogni, ambizioni, desideri, piaceri). I cool style incidono fortemente sui processi di autostima, autorealizzazione e appartenenza dei consumatori ampliandone lo status symbol e determinandone un elevato potere d'acquisto dei prodotti. Il costo, infatti, non è attribuito in base ai servizi che offrono, ma in relazione al sentimento di appartenenza che sviluppano [1].

Bataille: i piedi torti del pensiero. Formarsi attraverso la lacerazione

Proprio commentando le raffigurazioni che i primitivi hanno lasciato nelle grotte [1], e quel rapporto particolare tra uomo e animale che ne è il tema ricorrente, Bataille costruisce una teoria dell'uomo e della sua formazione. L'esigenza del filosofo è rintracciare il punto di congiunzione tra l'uomo razionale, così come disegnato dalla concezione cartesiana in poi, e l'uomo della vita, che viene alla luce in un modo antico, assai vicino a quello dell'animale.

Adolescenza, tra poesia e musica, tra Esiodo e Mogol

“Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo,
se deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi,
perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile,
irriguardosa e saputa. Quando ero ancora giovane
mi sono state insegnate le buone maniere ed il rispetto per i genitori:
la gioventù di oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.”

Esiodo

La normalità del disagio minorile nella società dei consumi

Uno degli orientamenti metodologici più diffusi della sociologia è quello di studiare la devianza per comprendere la normalità, nell’assunto che, solo infrangendo la norma è possibile conoscerne i limiti, i confini, gli spazi di applicazione, l’intensità con cui è rispettata.

Il rischio nell'età adolescenziale: percezione e comportamento

In psicologia per percezione s'intende la facoltà soggettiva di un individuo di rappresentare il proprio sé o attraverso la sensazione emozionale o attraverso la dimensione corporea, oppure attraverso entrambe. Alcuni autori, tra cui Galimberti (1994) definiscono la percezione come “un insieme di funzioni psicologiche che permettono all’organismo di acquisire informazioni circa lo stato e i mutamenti del suo ambiente grazie all’azione di organi specializzati quali la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto”.

Percezione del rischio: strategie d'intervento in adolescenza

Il rischio è la possibilità prevedibile di subire un danno o un inconveniente come conseguenza del proprio comportamento o di difficoltà oggettive. Nel linguaggio comune però questo termine viene spesso usato come sinonimo di probabilità di un pericolo.
Durante l’adolescenza, la percezione della possibilità di una reale minaccia viene minimizzata e dilatata nel tempo, ed essa varia enormemente fra coloro che un rischio l’hanno corso e coloro che ancora non lo hanno esperito [1].

La famiglia e l'importanza della separazione-individuazione nell'adolescenza

Quando una famiglia inizia a scoprire che il proprio figlio entra nella fase adolescenziale si trova a dover affrontare una criticità che le richiede una ristrutturazione interna faticosa e complessa. Ristrutturazione che deve avvenire a molti livelli e che richiede un particolare sforzo, non solo per ripristinare una certa funzionalità familiare, ma anche perché ciò avvenga nel minor tempo possibile.
L’adolescenza, comporta un progressivo cambiamento fisico e psichico, una graduale percezione della realtà, una incessante sete di autonomia ed una continua ricerca di un’identità: un grosso carico che, inevitabilmente, ricade sulla famiglia. Essa deve assumersi, in modo quasi esclusivo, il peso emotivo e relazionale che diventa sempre più oneroso sul piano psicologico con l’intensificarsi della fase evolutiva in questione.

Disagio giovanile: quando il "senso" è cura

L'analisi di cui intendo riferire i risultati è supportata da un periodo di lavoro presso l'Osservatorio del Disagio Giovanile del Comune di Venezia-Mestre, dall'osservazione personale come formatore, e da quanto riferito e verificato in più occasioni d'incontro con colleghi e personale socio-educativo di Servizi Pubblici o privati.

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pag. 108, 10 ... vedi

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