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Adolescenza digitale, amore e sesso

webgiovaniContinuamente alle prese con il loro smartphone, fruitori quasi voraci di applicazioni di instant messaging, incapaci perfino di studiare senza essere connessi alla Rete, gli adolescenti di oggi colpiscono per la familiarità che intrattengono con le nuove tecnologie e per la  centralità che nella loro vita hanno la comunicazione online e i social network. Chi sono i nostri adolescenti? Come vivono le emozioni, i sentimenti e la sessualità, in un tempo che sembra privilegiare la  comunicazione virtuale? E gli adulti cosa sanno di loro? L’articolo si addentra con taglio pedagogico in tali questioni cercando di offrire alcune risposte.

Introduzione

Fermare lo sguardo sull’adolescenza non rappresenta certamente una novità, tanti e differenti sono i contributi sul tema e molteplici le chiavi di lettura sia per quel che riguarda gli studi fondativi considerati oramai dei “classici”, sia per quanto riguarda le ricerche e le riflessioni più recenti. C’è da dire però che proprio in questi ultimi anni la letteratura sull’adolescenza, nelle diversità e molteplicità delle discipline che se ne occupano, ha subito un incremento di ampie proporzioni segno della rilevanza di un tema “caldo” che da sempre è attraversato da criticità e problematiche, da domande e dubbi interpretativi, legate a quello che viene unanimemente riconosciuto come un momento delicato e complesso nella vita dell'essere umano, ovvero al passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Periodo caratterizzato da tumulto, rabbia, insofferenza, aggressività, malinconia contraddittorietà, solo per citare alcuni degli stati d’animo che abitano gli adolescenti di ogni tempo, e che caratterizzano, pertanto, questa età della vita. E se i tratti caratteristici dell’adolescenza hanno da sempre interrogato e continuano ad interrogare generazioni di adulti che con questa età si sono dovuti rapportare, pur nella diversità dei modi relativi alle differenti epoche storiche in cui essa si svolge, in questo nostro tempo iperteconologico e complesso l’adolescenza pur conservando tratti comuni, quelli relativi al naturale ma non facile passaggio da una fase di vita ad una successiva, presenta alcune interessanti particolarità rispetto a quella dei coetanei delle generazioni precedenti, che sono proprie di questo tempo. Quella in corso è l’adolescenza dei nativi digitali.

E’ opportuno ricordare in modo preliminare che i passaggi e i tumulti che toccano ogni adolescente in questa fase di vita non riguardano soltanto i mutamenti visibili, ovvero quelli che più immediatamente gli adulti colgono osservandoli in casa, per strada, nelle classi o negli altri luoghi di aggregazioni in cui vivono e agiscono e che ci rimandano l’idea dei cambiamenti di cui sono protagonisti, ma riguardano anche l’assetto psichico. Varie sono infatti le stazioni incrociate nel passaggio che porta dall’infanzia verso la vita adulta, la perdita della condizione infantile, la trasformazione della relazione con i genitori, l’idealità che connota o dovrebbe connotare l’adolescenza, l’inserimento nel gruppo dei pari, il conflitto con la generazione degli adulti. Ciascuna di queste stazioni rappresenta un momento delicato, a volte addirittura critico, del processo di crescita dell’adolescente e di messa in crisi degli adulti di riferimento. Immaginare pertanto una adolescenza priva di questi elementi caratterizzanti e quindi priva di difficoltà è impossibile sebbene, come detto in precedenza, gli adolescenti del nostro tempo, i cosiddetti nativi digitali, mostrano in apparenza una maggiore serenità di condizione e miglior adattamento al cambiamento in corso nella loro vita. Essi si mostrano più sicuri, più disinibiti, più pacificati con il mondo adulto, Ma sarà vero? Davvero il mondo adolescenziale si è così trasformato tanto da non lasciare intravvedere, se non in minima parte, tumulti, rabbia, insofferenza e aggressività? E sul fronte dei sentimenti e della sessualità, la disinibizione nei comportamenti e la maggiore padronanza nelle questioni affettive è segno reale di un mutamento nei modi di sentirsi e agire rispetto agli adolescenti di una generazione precedente, o è invece questo loro modo di comportarci nasconde altro mentre tenta di convincerci e di rassicurarci? E gli adulti vogliono davvero focalizzare e conoscere gli adolescenti, e in particolare l’adolescente con cui sono in relazione, o preferiscono questa sorta di appannamento soporifero con cui li guardano così tanto rassicurante?

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Adolescenti nativi digitali: una foto di gruppo

Fare un identikit, o meglio fornire una foto di gruppo, degli adolescenti nativi digitali e delle loro principali caratteristiche è un’operazione solo in apparenza facile, poiché il gruppo, che pur giustifica una minore attenzione a particolari, comporta il rischio di conformare e di appiattire le caratteristiche uniche e irripetibili di ogni soggetto che, come sappiamo bene, rendono singolari gli esseri umani di ogni età e condizione. E questo tanto più in adolescenza allorquando lo stato di transitorietà verso l’età adulta, e cioè verso un’età con caratteristiche fisico-psichico-sociali già abbastanza nitide, è in pieno corso. Fornire uno sguardo di insieme ritengo sia però un’operazione utile per evidenziare alcune delle caratteristiche più comuni degli adolescenti nativi digitali ovvero i nostri ragazzi e le nostre ragazze ad alta tecnologicità.

Mi corre l’obbligo di precisare che per nativi digitali intendo gli appartenenti alla Generazione Z (conosciuta anche come iGen, post-Millennials, Centellians, o Plurians) e in cui si identificano i nati tra il 1995 e il 2010 ma, nello specifico di questa riflessione, l’attenzione è posta su coloro che oggi si trovano a vivere la fase adolescenziale.  

 

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L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.

Autrice: Tiziana Iaquinta, ricercatrice di Pedagogia generale e sociale e Professore aggregato presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Ha recentemente pubblicato per il Mulino: Generazione TVb. Gli adolescenti digitali, l’amore e il sesso (2017). 

copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 11, novembre 2017
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