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Bataille: i piedi torti del pensiero. Formarsi attraverso la lacerazione

Proprio commentando le raffigurazioni che i primitivi hanno lasciato nelle grotte [1], e quel rapporto particolare tra uomo e animale che ne è il tema ricorrente, Bataille costruisce una teoria dell'uomo e della sua formazione. L'esigenza del filosofo è rintracciare il punto di congiunzione tra l'uomo razionale, così come disegnato dalla concezione cartesiana in poi, e l'uomo della vita, che viene alla luce in un modo antico, assai vicino a quello dell'animale.

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Il rischio nell'età adolescenziale: percezione e comportamento

In psicologia per percezione s'intende la facoltà soggettiva di un individuo di rappresentare il proprio sé o attraverso la sensazione emozionale o attraverso la dimensione corporea, oppure attraverso entrambe. Alcuni autori, tra cui Galimberti (1994) definiscono la percezione come “un insieme di funzioni psicologiche che permettono all’organismo di acquisire informazioni circa lo stato e i mutamenti del suo ambiente grazie all’azione di organi specializzati quali la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto”.

Al fine di raccogliere informazioni sullo stato del proprio corpo tramite la sensibilità questa facoltà riesce quasi automaticamente ad avvertire gli effetti dell’ambiente circostante e le modificazioni del proprio sé fisico ed emotivo.
Prima di addentrarci nel tema specifico di questo articolo, vediamo anche la definizione di causalità: qui vogliamo intendere quella facoltà secondo la quale chi percepisce un effetto è in grado di risalire alla ragione “causale” che lo ha prodotto. E’ interessante apprendere che già Piaget (1970) la riconosce nella capacità del bambino quando si riferisce all’attività psichica dei primi mesi di vita, sostenendo che all’inizio è semplicemente un’assimilazione dell’ambiente circostante al funzionamento degli organi .
Se il bambino procede nel “mettere i mezzi e i fini”, significa che sta costruendo un universo che “diventa coerente in cui gli effetti succedono alle cause e in cui l’attività propria deve sottomettersi a leggi obiettive”.

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Adolescenza, tra poesia e musica, tra Esiodo e Mogol

“Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo,
se deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi,
perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile,
irriguardosa e saputa. Quando ero ancora giovane
mi sono state insegnate le buone maniere ed il rispetto per i genitori:
la gioventù di oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.”

Esiodo

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La normalità del disagio minorile nella società dei consumi

Uno degli orientamenti metodologici più diffusi della sociologia è quello di studiare la devianza per comprendere la normalità, nell’assunto che, solo infrangendo la norma è possibile conoscerne i limiti, i confini, gli spazi di applicazione, l’intensità con cui è rispettata.

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Disagio giovanile: quando il "senso" è cura

L'analisi di cui intendo riferire i risultati è supportata da un periodo di lavoro presso l'Osservatorio del Disagio Giovanile del Comune di Venezia-Mestre, dall'osservazione personale come formatore, e da quanto riferito e verificato in più occasioni d'incontro con colleghi e personale socio-educativo di Servizi Pubblici o privati.

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