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L'aggressività del bambino come possibilità di apprendimento/insegnamento nella relazione educativa

Ognuno di noi in diversi momenti della propria vita ha fatto esperienza di relazioni aggressive: come aggressore o come aggredito o come osservatore. E chissà quante altre esperienze di questo genere ci aspettano. Quando si è genitori o fanciulli, quest'esperienza è all'ordine del giorno perché quotidiano è l'imperativo del vivere insieme, dell'insegnare e dell'imparare a vivere.

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Piccoli bulli

Il fenomeno del "bullismo", dicono le statistiche, è in preoccupante in aumento.
Secondo il norvegese Olweus, probabilmente il massimo esperto su questo tema presente nel panorama internazionale, "uno studente è oggetto di azioni di bullismo (bullying) quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da uno o più compagni" e precisa che "per parlare di bullismo è necessario che vi sia un’asimmetria nella relazione".

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Aggressività, comportamento aggressivo e distruttività

Il comportamento aggressivo costituisce da sempre uno dei principali oggetti di interesse degli studiosi di psicologia sociale. Malgrado una grande attenzione dedicata a tale oggetto d’analisi, e malgrado una serie vastissima di lavori sull’argomento, il mondo della ricerca scientifica non è ancora riuscito a trovare una definizione del concetto di comportamento aggressivo che sia accettata in maniera unanime.

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Il bullismo elettronico

Gli episodi di bullismo, cioè quei comportamenti oppressivi ripetutamente messi in atto da parte di una persona (persecutore) al fine di intimidire e dominare un’altra persona (vittima), stanno diventando sempre più frequenti al mondo d’oggi, soprattutto nell’ambito delle scuole medie e superiori.

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Brave persone e mostri cattivi

Sempre più frequentemente si sente parlare di violenze brutali messe in atto nei confronti di soggetti indifesi ed innocenti. Aggressioni orribili, comportamenti incredibilmente antisociali e sadici messi in atto senza nessuna pietà e senza alcun indugio. “Sono dei malati di mente”: è questa l’espressione che più spesso si sente pronunciare dalla maggior parte delle persone che vengono a conoscenza di questi orribili fatti.

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