Educare.it 2000-2012 Rivista on line ISSN 2039-943X
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Studi ed articoli sui conflitti e la mediazione familiare
Dalla parte della famiglia e della mediazione
03 Aprile 2013
Scritto da Nicla Lattanzio, Antonietta Giordano
Famiglie 'mutanti', così le definisce oggi la pedagogia: sempre più fragili, instabili, deboli, sofferenti, rivoluzionarie. Le immagini che fanno parte degli scenari odierni, ci raccontano dinamiche familiari decisamente complesse e assai differenti da quelle appartenenti al passato; del resto la società globalizzata ha generato nuove urgenze, bisogni e necessità legate talvolta alle aspirazioni dei componenti (che si concretizzano cioè a livello individuale e interpersonale) e che vanno a sconvolgere fortemente le fondamenta della relazionalità familiare. Assistiamo quindi a scenari multiforme dove situazioni di crisi dettate dalla incapacità di adattamento ai cambiamenti provocano squilibrio, instabilità, disorientamento.
La correlazione tra mediazione e conflitto, così corrente nel senso comune, può essere molto limitativa. “Sarebbe estremamente riduttivo – sostiene questo proposito Guillaume-Hofnung - considerare la mediazione come una tecnica di gestione dei conflitti; il conflitto non fa parte della definizione globale della mediazione, sebbene quest’ultima possa contribuire alla soluzione o gestione dei conflitti”. A partire da questo assunto andiamo all’esplorazione della pluralità degli approcci teorici della mediazione e delle diverse tecniche della sua applicazione.
Jacqueline Morineau analizza il conflitto da un punto di vista psicologico e sostiene che esso nasce nel “passaggio dall’ordine al disordine, dalla sicurezza … di una situazione nota allo smarrimento e confusione generati da una nuova”.
Mediazioni e mediazione familiare: storia di una tradizione antica
17 Ottobre 2011
Scritto da Laura Tiberi
Lo scopo del processo di mediazione può essere ben descritto dalle parole di Humphrey quando scrive che "la maggior parte del nostro tempo viene spesa nell'analizzare le differenze. Ora concentratevi sulle somiglianze, su ciò che è comune tra gli opposti...cercate il terzo che sta al di sopra di tutti gli opposti...cercate questa relazione e sarete più benevoli verso ognuna delle coppie oppositive". La mediazione per certi aspetti può essere considerata il prodotto della società contemporanea dove è diffusa la tendenza a credere che il caos dominatore del mondo prima o poi verrà spazzato via dal dominio della razionalità; Bauman sostiene che il caos sarà sempre presente nei sistemi sociali, e l'unica soluzione sia quella di accettarlo come dimensione che da sempre caratterizza la convivenza degli uomini, pensando, invece, ad un concetto di ordine nuovo fondato sulla negoziazione e sul consenso e, perché no, su quello che Zagrebelsky considera "la necessità...dell'integrazione attraverso l'intreccio di...procedure comunicative".
Relazioni omeomorfiche tra la mediazione familiare e la mediazione penale
07 Luglio 2008
Scritto da Margherita Marzario
Col dilagare della conflittualità nella nostra società si fa sempre più crescente l’esigenza e la diffusione della cosiddetta cultura della mediazione e dei vari tipi di mediazione (dalla mediazione aziendale a quella territoriale). Quelle più note, e forse più necessarie, sono la mediazione familiare e la mediazione penale, che possono essere considerate omeomorfe. Omeomorfismo significa che le due nozioni giocano ruoli equivalenti, che assolvono equivalenti funzioni all'interno dei loro rispettivi sistemi.
La mediazione familiare attraverso la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia
18 Maggio 2012
Scritto da Margherita Marzario
La legislazione regionale, seppure apprezzabile nell’impegno di legiferare in una materia negletta dal legislatore statale, continua a considerare e a definire, in una visione adultocentrica, la mediazione familiare un servizio a sostegno dei genitori in crisi. Per esempio nell’art. 2 della legge regionale del 07-10-2008 n. 34 della Regione Liguria “Norme per il sostegno dei genitori separati in situazione di difficoltà si prevedono: “interventi di tutela e di solidarietà in favore dei genitori separati in situazione di difficoltà, attraverso la realizzazione dei Centri di Assistenza e Mediazione familiare”.
Il conflitto è un aspetto inevitabile dell’esperienza umana: dall’infanzia all’adolescenza, dall’età adulta alla senilità, è un fenomeno che ci accompagna per tutto l’arco dell’esistenza. Esso può scaturire da una molteplicità di fattori: diversità dei sistemi valoriali, divergenza di interessi ed esigenze, dilemmi intrapersonali, equivoci, problemi di comunicazione, difficoltà nell’accettare l’altro. Il conflitto è fisiologico e la sua natura è soggettiva; giocano infatti un ruolo essenziale l’interpretazione e la rappresentazione che le parti danno della situazione e, pertanto, verrà percepito in modo dissimile in base alle diverse personalità coinvolte, al loro personalissimo orientamento emotivo verso la controparte, al contesto, alla struttura degli interessi in gioco, alle esperienze conflittuali passate, alla percezione degli interessi altrui, alla volontà o meno di conservare la relazione con l’antagonista.
Gli esordi della mediazione familiare in Francia e differenze con l'Italia
05 Settembre 2011
Scritto da Margherita Marzario
Il primo Stato europeo a legiferare in materia di mediazione familiare e che oggi conta il più elevato numero di centri è la Francia. Qui i prodromi della mediazione familiare si rinvengono nell'EPE (École des Parents et des Educateurs) che, nata nel 1929 e dichiarata di pubblica utilità nel 1952, oggi conta molte sedi affiliate e riceve finanziamenti pubblici. Offre un servizio di appoggio per il superamento delle difficoltà che possono sorgere in una famiglia e svolge molte attività di formazione per operatori delle varie branche socio - psico - pedagogiche interessate, curando anche la pubblicazione di testi e riviste specializzati. Gli operatori, tutti scelti tra coloro che hanno esperienze di lavoro in materia, seguono un corso di formazione basato su un testo del 1988.