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ISSN 2039-943X

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Studi ed articoli sulla genitorialità

Il glossario della genitorialità nel metadiritto

L'esperienza della genitorialità è talmemente ricca e complessa che si presta ad essere indagata da diversi punti di vista. In questo scritto si percorre la via dell'analisi semantica, tra il diritto e la letteratura, alla ricerca del senso più profondo dell'essere genitori, oltre le singolarità ed i vissuti personali.

GESTAZIONE e GESTIONE. I genitori amministrano i beni dei figli (art. 320 comma 1 cod. civ.) ma non la loro vita. Gestazione significa letteralmente "portare continuamente e assiduamente" e gestione "portare su di sé o in sé"; il concetto di portare è lo stesso contenuto negli obblighi previsti dall'art. 147 cod. civ.: "mantenere", portare per mano, "istruire", portare su, "educare", portare fuori. I genitori hanno l'obbligo di fornire tutti gli strumenti ai figli per portarli verso la loro vita.

La genitorialità in tredici parole

Esplorare il concetto di genitorialità attraverso considerazioni etimologiche, psicopedagogiche e giuridiche può risultare un'operazione interessante per la riflessione sull'educazione. E' quanto si propone questo articolo, a partire dalla convinzione che la realizzazione di mamme e papà passi attraverso la vita e l'educazione dei loro figli.

Genialità (che ha la stessa origine etimologica di genitori, dal verbo latino “gignere”, far sorgere, generare, nascere), ovvero ingegnarsi ogni giorno nel divenire (in senso etimologico e filosofico) genitori, ma anche nell’avere figli “geni”.

I conflitti in mediazione: effetti e soluzioni

Il conflitto è una presenza costante nella nostra vita e riguarda la sfera relazionale e intrapsichica: quando si combatte per sostenere una posizione o per soddisfare le proprie necessità che si vedono minacciate dall’altro, quando si è combattuti rispetto ad una decisione, allora c’è un conflitto.
Per capire come nasce il conflitto in una coppia si può fare riferimento al modello di personalità che Benjamin ha proposto nel 1996 e che può spiegare le forme di normalità e di patologia del comportamento interpersonale. Questo è inquadrabile entro due dimensioni: quella dell’affiliazione e quella dell’interdipendenza.

Educare il bambino all’autostima

Cosa significa "autostima"? Nell’accezione più comune vuol dire avere un buon rapporto con se stessi, accettarsi. Il che comporta non farsi condizionare dai giudizi altrui, non essere alla costante ricerca di consenso, avere la sicurezza necessaria per muoversi secondo le proprie inclinazioni, saper fronteggiare un fallimento e poter così ripartire.

Il bombardamento di modelli culturali finalizzati alla perfezione, oltre a stressare gli adulti, inquina anche la vita dei più giovani: le statistiche denunciano un’incidenza in crescita di bambini già ossessionati dal voto a scuola, dalla loro immagine fisica, dall’ansia di prestazione in uno sport; nello stesso senso si parla con maggior frequenza di bambini depressi, demotivati, afflitti da emicranie o disturbi che tendono a cronicizzarsi.

Educazione alla genitorialità: “istruzioni per l’uso” leggendo tra le righe di alcuni testi letterari

In un periodo in cui tutto è in crisi (si spera in senso etimologico di giudizio e di scelta), la famiglia non ne è rimasta immune; per questo si parla sempre più spesso di sostegno alla genitorialità e si organizzano convegni e corsi sulla materia.

La famiglia nella legge istitutiva degli asili-nido

Gli anni Settanta hanno prodotto leggi che rappresentano ancora delle pietre miliari sotto il profilo giuridico, sociale e culturale. Tra queste la legge 6 dicembre 1971 n. 1044 "Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comunali con il concorso dello Stato" che, seppure discussa allora e disattesa oggi, presenta aspetti costituzionali di un certo rilievo e ha anticipato alcuni elementi delle leggi successive, come la riforma del diritto di famiglia, ed anche della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia del 1989 (cosiddetta Convenzione di New York).

Il rapporto affettivo genitore-figlio. Un viaggio alla scoperta del legame familiare

Gli studi riguardanti il legame genitore-figlio sono di recente memoria poiché assai recente è la scoperta del bambino come essere attivo e pensante, lontano da quell’idea di “piccolo adulto” che fino al XIX secolo abitava l’immaginario della società borghese occidentale.
La comparsa dunque di quel sentimento dell’infanzia, di cui parla Ariés, dipese in gran parte dalla capacità psicologica e dalla maturità emotiva dei genitori di concepire il figlio come essere distinto da sé, riconoscendoli peculiarità e capacità uniche, una consapevolezza lenta che andò di pari passo con l’evoluzione delle Scienze Umane (1).

La lettura ad alta voce per sostenere la relazione educativa

Si parla tanto e a ragione di emergenza educativa: da tempo gli esperti, la letteratura di riferimento e l’opinione pubblica individuano nella mancanza di relazione tra genitore e figlio la responsabile privilegiata. Si definiscono le cause, si escogitano le soluzioni sia a livello accademico, sia popolare. È in questo secondo caso che la televisione rappresenta, infatti, il pulpito allestito hic et nunc dal quale si propongono elucubrazioni e metodologie di intervento che arrivano dritte alla coscienza di gran parte di pubblico. Proprio quel pubblico alle prese con un lavoro mal pagato, con i ritmi di un quotidiano ormai velocissimo e sofferente della mancanza di tempo per vivere la relazione con i propri figli tant’è che, a dir la verità, è meglio adottare quella ricetta istantanea indorata dalla tv piuttosto che stare lì a riflettere e mettersi in discussione.

Percorsi di sostegno educativo ai genitori nel rapporto con i figli

Nell’ambito di attività professionali che portano ad incontrare e ascoltare i genitori, emerge prepotentemente il bisogno che essi hanno di essere aiutati nell’educazione dei propri figli.
Questo articolo si propone di delineare un orientamento metodologico per i percorsi di sostegno educativo ai genitori, ormai diffusi in tutto il Paese.

Le origini e le rationes della mediazione familiare

Nel romanzo “Le città invisibili” (1972) Italo Calvino scriveva, tra l’altro: “Questa è la base della città: una rete che serve da passaggio e da sostegno. […] Sanno che più di tanto la rete non regge”. La citazione per evidenziare quanto la nostra società si stia slabbrando, come una tela sempre più lisa e forata, mentre saltano i fili che ci legano gli uni gli altri.

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