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Il sovrappeso e l’obesità in età evolutiva: cause e linee di intervento

obesita infantileNel mondo i minori in eccesso ponderale (sovrappeso ed obesità) sono oltre quaranta milioni. Un monitoraggio effettuato sui bambini italiani di nove anni avverte che i soggetti in sovrappeso sono circa il 22%, mentre quelli obesi costituiscono il 10% di tale popolazione.

Diversi fattori sono alla base di questo incremento del peso, in primo luogo la sedentarietà. Frequentemente i genitori sottovalutano tale problematica, ignorando le conseguenze che siffatta condizione comporta; il più delle volte è sufficiente una ristrutturazione dello stile di vita dei ragazzi per debellare questa tendenza.

L’articolo analizza i diversi aspetti di questo fenomeno complesso, da quelli medici all’intervento psicoeducativo, al ruolo della scuola.


La sedentarietà

Diverse ricerche svolte hanno avvalorato la tesi secondo cui la sedentarietà predispone all’insorgenza di diverse malattie. Infatti, uno stile di vita sedentario produce le seguenti alterazioni:

  • aumento della trigliceridemia e della colesterolemia;
  • riduzione della sensibilità all’insulina;
  • incremento dei processi di demineralizzazione ossea, con conseguente osteoporosi;
  • implementazione dei disturbi psicologici e di adattamento sociale, tanto nei bambini che negli adulti.
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Iper-tecnologia e formazione dell'individuo

ipertecnologiaUna delle prerogative ambientali ed esistenziali dell'uomo contemporaneo è quella di essere collocato all’interno di un flusso comunicativo-informativo continuo ed esorbitante; essa però, paradossalmente, non sancisce l’uscita o il superamento della solitudine, la quale anzi si mostra in tutta la sua presenza alquanto stabile e diffusa se si interroga fino in fondo il reale stato d’animo della gente.

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Passaggi generazionali: questioni pedagogiche aperte

di generazione in generazioneLa riflessione presentata in questo articolo scaturisce da uno degli ultimi lavori del pedagogista salernitano Giuseppe Acone, Di generazione in generazione (2013), ed intende gettare un cono di luce su quelle questioni ancora aperte del pensare pedagogico. Il libro intervista sembra offrire, infatti, diversi spunti argomentativi per la definizione di una sorta di atlante pedagogicoNell’idea di chi scrive è possibile ricavarne una sorta di geografia educativa capace di rimettere entro la discussione pedagogica quelli che sono gli eterni spazi, le difficilmente evitabili cornici della Bildung contemporanea intesa come «simbolica staffetta capace di portare il testimone del senso della vita da un generazione all’altra» (Acone 2013, p. 81).

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Il lifelong learner tra rischi e sfide della contemporaneità

I cambiamenti storici, con particolare riferimento alla “svolta antropologica” del '68, che hanno portato ad una società complessa e pluralistica,hanno reso necessario un ripensamento dell’idea di educazione1. Essa, oltre al suo ruolo specifico di attualizzazione delle potenzialità personali, è chiamata ad affrontare le sfide di un contesto sociale sempre più incerto, problematico, aperto a possibilità e, insieme, a rischi inediti, che lo rende non più “pensabile” secondo il vecchio modello di impostazione funzionalista e integrazionista dell’educazione rispetto a un presunto ordine sociale2.

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Cronopedagogia: tempo e spazio, dimensioni educative

Nel nostra società, che rivendica con orgoglio il primato della civiltà, si vanno intensificando le richieste da parte di genitori e docenti di interventi specialistici per i ragazzi che, pur non avendo alcun tipo di patologia, né fisica né psichica, soffrono di evidenti disagi: manifestano infatti, comportamenti aggressivi, difficoltà di relazione con i compagni e con i docenti, difficoltà ad accettare le regole, disinteresse verso l'apprendimento scolastico, consumo eccessivo di fumo, alcol, droga, cibo, internet gioco d'azzardo. Tutto questo, si riscontra quotidianamente nella scuola e nella famiglia che, nonostante l'impegno di progettazione e di accompagnamento, possono perdere efficacia nel loro ruolo educativo.

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