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Dai giochi dei bambini ai giochi degli adulti. Per una teoria transgenerazionale dell’attività ludica

giochi dei bambiniNell’articolo si prende in considerazione l’attitudine al gioco presente in ogni essere umano. Dapprima è descritta l’attività ludica che caratterizza l’età evolutiva, successivamente è analizzata la ludicità degli adulti. Si esplicita, poi, la funzione dell’attività ludica infantile e, in ultimo, si delinea il concetto di ludismo, inteso come istinto innato che conduce gli esseri umani allo sviluppo della ludicità nell’intero arco di vita.

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Il patrimonio culturale come strumento di integrazione

sedL’associazione ECCOM, insieme alla compagnia di San Paolo di Torino ha condotto la ricerca “Il patrimonio culturale come strumento di integrazione”, con l’obiettivo di svolgere un’analisi delle attività pedagogiche dei musei. Dopo un’accurata ricognizione bibliografica e documentale, la ricerca ha svolto uno studio sul campo che ha permesso di documentare i progetti utilizzati come strumenti di contrasto all’esclusione sociale.

I risultati della ricerca, pur risalente al 2003, restano di particolare interesse, poiché aiutano a comprendere gli orientamenti e le attuali tendenze sul tema della cultura come strumento di integrazione sociale di gruppi o soggetti in condizione di svantaggio. Inoltre le schede sui progetti, compilate dal gruppo di lavoro, possono offrire spunti utili ad iniziative future.

 

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La depressione nell’età evolutiva

depressione infantileSpesso alla base di comportamenti particolarmente aggressivi o problematici che il bambino manifesta può esserci una sindrome depressiva. Capirlo è il primo passo per genitori e insegnanti per aiutare il piccolo ad emanciparsi da questa condizione morbosa. L’articolo affronta la depressione nell’età evolutiva. Dapprima si illustra la sintomatologia, che è diversificata a seconda dell’età del piccolo paziente. Successivamente si analizzano le cause e i fattori predisponenti, ambientali e individuali, di tale patologia. Quindi si prendono in considerazione le comorbilità e si esamina la terapia (psicologica e farmacologica) di questo quadro clinico. In ultimo, si delineano alcune linee guida relative alla sua prevenzione.

 

Autore: Vincenzo Amendolagine, medico, psicoterapeuta, psicopedagogista. Insegna, come docente incaricato, Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, Psicologia delle Diverse Abilità, Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Bari. 

 copyright © Educare.it - Anno XV, N. 1, Gennaio 2015
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La responsabilità educativa tra fatalismo e libero arbitrio

fortunaLe teorie che indagano l’influenza della fortuna sul destino umano non sono territorio di nuova frequentazioneper gli studiosi delle più disparate discipline. Recentemente c'è stato un grande interesse per tale concetto nella letteratura filosofica, ma sembra ancora ambiguo il significato che la fortuna riveste nel processo formativo dell’individuo.

In particolare si evidenziano le relazioni con la responsabilità individuale ed il ruolo dell’educazione nella vita umana. Se gli individui sono in completa balia della fortuna o se possono governare il fato tramite libero arbitrio costituisce un interessante dilemma educativo. Se, pedagogicamente parlando, le caratteristiche umane ci fossero date dal caso, senza possibilità di opporvisi, come potrebbe esistere speranza educativa? Al contrario l’educazione non finisce per costituire un limite e un controsenso al libero arbitrio?

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Il sovrappeso e l’obesità in età evolutiva: cause e linee di intervento

obesita infantileNel mondo i minori in eccesso ponderale (sovrappeso ed obesità) sono oltre quaranta milioni. Un monitoraggio effettuato sui bambini italiani di nove anni avverte che i soggetti in sovrappeso sono circa il 22%, mentre quelli obesi costituiscono il 10% di tale popolazione.

Diversi fattori sono alla base di questo incremento del peso, in primo luogo la sedentarietà. Frequentemente i genitori sottovalutano tale problematica, ignorando le conseguenze che siffatta condizione comporta; il più delle volte è sufficiente una ristrutturazione dello stile di vita dei ragazzi per debellare questa tendenza.

L’articolo analizza i diversi aspetti di questo fenomeno complesso, da quelli medici all’intervento psicoeducativo, al ruolo della scuola.


La sedentarietà

Diverse ricerche svolte hanno avvalorato la tesi secondo cui la sedentarietà predispone all’insorgenza di diverse malattie. Infatti, uno stile di vita sedentario produce le seguenti alterazioni:

  • aumento della trigliceridemia e della colesterolemia;
  • riduzione della sensibilità all’insulina;
  • incremento dei processi di demineralizzazione ossea, con conseguente osteoporosi;
  • implementazione dei disturbi psicologici e di adattamento sociale, tanto nei bambini che negli adulti.
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