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Dibattito regolamentato e comunicazione non verbale

comunicazione non verbaleIl dibattito regolamentato, essendo un’attività orale, richiede di saper gestire non solo la componente verbale della comunicazione, bensì anche quella paraverbale e non verbale. Per paraverbale si intendono gli aspetti non verbali del parlato quali il volume, il ritmo e l’intonazione. Per non verbale, invece, gli aspetti corporei della comunicazione quali la gestualità, la postura e lo sguardo. Per semplicità d’ora in avanti ci riferiremo a queste componenti con la generica espressione «non verbali». Inoltre il taglio dato a questa introduzione non sarà, come avviene in molte pubblicazioni, di carattere psicologico-analitico ma pratico-operativo. Le nozioni che verranno esposte, sebbene riferite ad un semplicistico modello di comunicazione caratterizzato da emittente e destinatario, non serviranno per interpretare l’interiorità dell’interlocutore, bensì per orientare il comportamento di chi, partecipando ad attività di dibattito regolamentato, necessita di linee guida per rendere la sua esposizione efficace.

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Replicare alla controparte in un dibattito regolamentato

gruppi-discussioneIl termine «replicare» copre un’ampia varietà di significati che vanno dalla semplice e piana risposta alla più bellicosa ritorsione. Sinonimo di ribattere, controbattere ed obiettare, replicare indica generalmente l’azione di opporre argomenti a tesi ed argomenti avversari. Tecnicamente si riferisce all’esecuzione di una o più tattiche volte a mostrare la debolezza della posizione antagonista che è poi il compito da svolgere nell’intervento di replica di un dibattito regolamentato: mostrare la debolezza degli argomenti della controparte avvalendosi delle tattiche più appropriate alla situazione.

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Organizzare i discorsi per il dibattito regolamentato

dibattito a scuolaNel dibattito regolamentato, dopo aver reperito il materiale con cui sostenere le proprie posizioni, è fondamentale organizzare le argomentazioni e le informazioni raccolte in funzione del formato, o protocollo di dibattito, adottato. Con «protocollo di dibattito» indichiamo l’insieme di regole e di attività che strutturano, regolamentano e caratterizzano il dibattito stesso permettendone uno svolgimento lineare e completo (Hanson, 1990).

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La logica delle argomentazioni

dibattitoIn precedenza sono stati presentati gli elementi che compongono un’argomentazione e alcuni suggerimenti per ricercarli. Tuttavia, per preparare la propria posizione non basta reperire princìpi, ragioni e motivi, esempi e dati. Tali elementi devono anche avere particolari caratteristiche e intrattenere specifiche relazioni affinché l’argomentazione possa considerarsi solida e difficilmente rigettabile da una controparte. Paul Grice, filosofo britannico, indica questi criteri nella qualità, quantità e pertinenza. Tuttavia, poiché Grice si riferisce alla conversazione, anziché all’argomentazione, denomineremo tali criteri nella modalità che più è diffusa all’interno della riflessione sul ragionamento critico, ossia: accettabilità, sufficienza e rilevanza.

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Dibattito: reperire il materiale per sostenere la propria tesi

Fin dall’antichità gli oratori di professione si sono domandati se alla base della capacità di discutere ci sia il sapere, oppure se la cultura sia separata dal maneggio dell’arte verbale. Così la pensa Cicerone «[…] nessuno può essere un oratore compiuto se non ha acquisito la conoscenza degli argomenti e delle discipline più importanti. Infatti il discorso deve sbocciare e sgorgare abbondante dal sapere».

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