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L’importanza della comunicazione nella didattica (parte I)

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La necessità di accompagnare le conoscenze della propria disciplina con specifiche competenze comunicative e, più in generale, relazionali è un principio acquisito dalla didattica moderna. Tuttavia sul piano pratico non è raro incontrare docenti che non sono sufficientemente attenti a queste dimensioni della dinamica insegnamento-apprendimento. L’articolo si propone di riassumere gli elementi fondamentali di questa tematica, con particolare riferimento agli alunni con bisogni educativi speciali.

Introduzione

Il verbo latino communicare trae origine da communis, cioè “comune” , con il riferimento al “mettere in comune”, allo ”unire in comunità” per la coesistenza e la partecipazione reciproca. Comunicare vuol dire mettere qualcosa in comune, da parte di tutti. Vuol dire donare qualcosa di se stessi agli altri che fa nascere dei legami tra le persone e da vita al “gruppo” in seno al quale si realizzano scambi reciproci. Quando si parla di gruppo a scuola, in comunità, nello sport, l’educatore (o l’allenatore, l’insegnante) fa integralmente parte di quel gruppo, diventa egli stesso membro del gruppo: a meno che non si metta esclusivamente in primo piano la differenza di ruolo finalizzata a voler mantenere il controllo continuo che rilegherebbe gli allievi a puri soggetti passivi. Ma in questo caso non si tratterebbe propriamente di comunicazione, come vedremo nelle prossime righe.

Comunicazione o comunicazioni?

Personalmente preferirei si parlasse di com-uni-cazione, di un’azione di scambio reciproco di informazioni, pareri, proposte, svolta da un insieme di persone in maniera tale da divenire un tutt’uno, ad esempio un gruppo. Ma perché ciò accada è necessario che tutte le persone coinvolte “donino”, “offrano” agli altri. Nel caso fosse una sola persona a proporsi si parlerebbe di trasmissione di informazioni, ma non di comunicazione.
La comunicazione è fondamentale per l’ottimizzazione del processo di educazione e integrazione. La comunicazione efficace, in particolare, si mostra indispensabile per sviluppare nuove abilità e competenze, per creare relazioni costruttive all’interno del gruppo classe e della comunità scolastica. Essa permette di perfezionare l’azione didattica di insegnamento-apprendimento, di sviluppare capacità emergenti specifiche e trasversali, di favorire il processo di socializzazione.

 


L'articolo completo in italiano è disponibile in allegato per gli abbonati.  


Autore: Carlo Salvitti, insegnante specializzato in sostegno didattico, ha pubblicato due volumi e alcuni articoli sul tema dell'inclusione scolastica e degli stili di apprendimento. 

copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 5, maggio 2017
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