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Il disturbo specifico dell’apprendimento musicale: l’Amusia

amusiaLo studio dei disturbi dell’Apprendimento (DSA) è stato orientato principalmente ai deficit in competenze di base dello studente: lettura (Dislessia), scrittura (Disgrafia) e capacità di calcolo (Discalculia), talvolta trascurando altri disturbi specifici non meno insidiosi e sommersi come l’Amusia. L’obiettivo di questo articolo è richiamare l’attenzione su questo deficit, capace di influire negativamente sugli apprendimenti e sulle abilità sociali.

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ABC...DIAMO: l'esperienza di un laboratorio metafonologico

laboratorio metafonologicoL'apprendimento della lettura è un processo che inizia a partire dai 3, 4 anni di vita, ancora prima che il bambino venga esposto a un sistema formale di istruzione. La ricerca scientifica sull'argomento mostra come le strutture neurofunzionali deputate all'apprendimento della letto-scrittura siano presenti già dalla nascita (Deahene, 2004). Risulta pertanto fondamentale favorire, fin dalle prime fasi di scolarizzazione, lo sviluppo delle abilità necessarie all'apprendimento della lettura e della scrittura, che verranno poi formalizzate in seguito. Uno dei requisiti necessari per l'apprendimento della lingua scritta è la competenza metafonologica, che può essere definita come la capacità di analizzare il linguaggio parlato nelle sue componenti sonore, operando adeguate trasformazioni su di esse (Bortolini, 1995).

Considerando che la lingua italiana è una lingua trasparente, con una generale corrispondenza suono-segno, l'analisi dei suoni che compongono la parola risulta necessaria per imparare a leggere e a scrivere. Saper dividere le parole in sillabe, riconoscere le rime, individuare parole che iniziano o finiscono con la stessa sillaba, sostituire sillabe all'interno di parole, fare lo spelling, fondere fonemi isolati, sono tutte operazioni che necessitano della capacità di saper analizzare i suoni che compongono la lingua.

Il modello teorico di Morais (1991) suddivide la consapevolezza metafonologica in due componenti: consapevolezza globale e consapevolezza analitica. La consapevolezza globale riguarda le operazioni metafonologiche relative alle seguenti capacità: discriminazione uditiva di coppie minime, riconoscimento di rime, riconoscimento di sillabe in parole diverse, segmentazione sillabica e sintesi sillabica. La consapevolezza analitica riguarda invece le operazioni che coinvolgono i fonemi: sintesi e segmentazione fonemica, delezione sillabica e consonantica, inversione di iniziali (spoonerismo), ricognizione di rime e produzione di rime.
La consapevolezza globale si riferisce quindi ai bambini in età prescolare. I bambini sviluppano la conoscenza delle sillabe spontaneamente molto prima dei fonemi, in quanto queste sono marcate acusticamente e non è quindi necessaria un'istruzione formale per riconoscerle adeguatamente (Martino, 2003).
Seguendo questo modello evolutivo abbiamo deciso di strutturare il nostro laboratorio metafonologico “Abc...diamo” partendo proprio dalla metafonologia globale, con l'obiettivo di accompagnare i bambini durante l'intero anno scolastico a partire da ottobre 2015.

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Quando le nuove tecnologie aiutano a compensare le difficoltà di apprendimento

strumenti compensativi

Come specificato nella legge 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico”, le istituzioni scolastiche garantiscono l'utilizzo di tecnologie informatiche che aiutano lo studente con DSA a compensare una sua oggettiva difficoltà in compiti di apprendimento.

Numerose ricerche hanno dimostrato come le nuove tecnologie producano degli effetti positivi nell'ambito dell'apprendimento e della riabilitazione di alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (Berton et al. 2005;2006; Peroni, 2006).

Ci sembra importante sottolineare che questi strumenti, come tutte le nuove tecnologie in mano ai minori, comportino una fase di insegnamento al loro uso che deve essere necessariamente svolta da un adulto competente. Il rischio è quello di sovrastimare le competenze digitali dei minori, lasciando che imparino da soli. Come confermato da diversi autori (Fogarolo, Tressoldi, 2011) è solo dopo aver insegnato l'utilizzo corretto e consapevole dello strumento, monitorandone l'uso nel tempo, che gli alunni con DSA possono sfruttare efficacemente la tecnologia compensativa.

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Specific Learning Disabilities (SLD) and the family. When the family is in a crisis

Nella letteratura scientifica vi è abbondanza di ricerche sui disturbi specifici dell'apprendimento e l'impatto che hanno sulle famiglie, così come sono nutriti gli studi che indagano le ripercussioni sui bambini delle crisi tra genitori. Mancano, invece, ricerche che mettano in correlazione difficoltà di apprendimento e crisi familiari, che chiariscano cioè quali siano i riflessi di conflitti coniugali, separazioni e divorzi sulle difficoltà scolastiche dei figli. Questo articolo, pur nella sua brevità, si propone un'esplorazione di tale ambito di indagine.bes

Abstract

This article analyses the correlation between certain problems that are generally dealt with separately: in fact, there is no lack of studies concerning specific learning disabilities and difficulties families encounter when dealing with these situations, nor of studies concerning the family crisis and the inevitable repercussions of these crises on children. What is missing in scientific literature are studies that correlate learning disabilities and family crises (marital conflict, separation, divorce, etc.). Actually, studies that explore the quantitative incidence (in percentage terms) of the "family crisis" phenomenon on pupils/students with learning disorders or, academic difficulties, in general, are rare. This article, although brief, is breaking new ground in an attempt to explore the issues on the subject.

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La scuola di fronte ai BES, tra luci ed ombre

scuola

La nuova frontiera con cui la scuola italiana deve imparare a misurarsi sembra essere oggi rappresentata dai Bisogni Educativi Speciali (BES). Si tratta di una definizione che identifica le particolari necessità educativo-didattiche di una popolazione scolastica piuttosto eterogenea: gli alunni con disabilità, quelli con disturbi specifici di apprendimento (DSA) e, recente novità sul piano normativo, coloro che presentano con svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

Se le scuole del nostro Paese si sono misurate ormai da decenni con la prima tipologia di studenti e più recentemente con i DSA (cfr la legge n. 170/2010), mancava dai primi anni Novanta la possibilità di offrire un’attenzione differenziata a quella nutrita e diversificata schiera di alunni che comunque presenta difficoltà di apprendimento rispetto all’insegnamento “standard” offerto nelle nostre classi. Si ricorderà come negli anni Ottanta non fosse infrequente la certificazione ai fini del sostegno per condizioni di “svantaggio socio-culturale”: si andava incontro in questo modo alle necessità di personalizzare l’insegnamento a beneficio di bambini e ragazzi che non rientravano nei parametri clinici per una diagnosi di handicap ma che comunque necessitavano di sostegno durante il loro percorso scolastico. Con l’introduzione della Legge quadro sull’handicap, n. 104/1992 e successive disposizioni, tale possibilità è stata gradualmente preclusa ed ecco che gli alunni con funzionamento intellettivo limite, con instabilità comportamentale ed attentiva, difficoltà visuospaziali e/o della coordinazione motoria, fino alle vere e proprie situazioni di svantaggio ambientale sono rientrati nella “gestione ordinaria” della quotidianità scolastica.

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