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Educare.it 2000-2012
Rivista on line
ISSN 2039-943X

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Difficoltà e disagio a scuola

DSA e mappe mentali

I D.S.A. sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano solamente nell'acquisizione delle abilità scolastiche quali la lettura, la scrittura e il calcolo. La loro caratteristica principale è quindi la specificità: il disturbo riguarda un determinato dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. In particolare la dislessia è una disabilità specifica dell'apprendimento di origine neurobiologica caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un'adeguata istruzione scolastica.

La mediazione scolastica: uno strumento possibile per confrontarsi e non confliggere a scuola

La società si presenta oggi come un sistema fortemente complesso e dinamico, all’interno del quale si creano nuovi attori che generano nuovi conflitti, che negli ultimi decenni sembrano assumere nuove forme che interessano la qualità della vita, l’identità sociale, il successo individuale; si tratta di conflitti che derivano da un modo di vivere sempre più articolato e collettivo, e che per la loro regolazione richiedono nuovi modelli di gestione dei conflitti, “più consensuali, basati sulla conciliazione e sulla comunicazione piuttosto che sulla sanzione o sulla compensazione” (Di Rosa R., 2002, p.23), al fine di poter risolvere un problema nato tra individui che devono continuare a vivere nel medesimo contesto.

Quando i compiti diventano un problema. Suggerimenti operativi per educatori di bambini iperattivi

L'articolo si propone di fornire spunti teorici e metodologici per migliorare la relazione educativa con i bambini iperattivi, al fine di aiutarli a svolgere i compiti scolastici.
Si presenteranno alcune strategie educative di matrice cognitivo-comportamentale, integrate con esempi pratici ed ipotesi di lavoro, per entrare in relazione con i bambini iperattivi al fine di migliorarne le prestazioni attentive.

Scuola, relazioni e counseling psicopedagogico

Il Counseling è una particolare forma di relazione d’aiuto centrata sulla relazione tra un cliente che vive delle difficoltà e il consuelor, al quale si rivolge e che, grazie alla propria esperienza e preparazione, è in grado di aiutarlo ad attivare le proprie risorse per trovare una soluzione o attivare un processo di cambiamento. Il rapporto di consulenza è limitato nel tempo e generalmente relativo a uno specifico problema.

Difficoltà di apprendimento: il caso Gianni

Gianni è un ragazzo di tredici anni, mi è presentato in via formale dal neuropsichiatra infantile di riferimento, che mi consegna le dimissioni redatte al termine di un day hospital presso un Istituto scientifico di diagnosi e cura, nelle quali è delineato il seguente quadro clinico:
“Disturbo specifico degli apprendimenti scolastici in soggetto con ritardo mentale di grado medio-lieve.

RAL: riabilitare la dislessia lettera per lettera

Nel 1892, Déjerine descrisse un paziente, Monsieur C., che presentava un quadro clinico sbalorditivo. Mostrava una completa incapacità a leggere le parole e le note musicali, era in grado di identificare le lettere, di copiarle sul palmo della mano e con qualche difficoltà anche su carta; non presentava difficoltà nell’identificazione di numeri ed era in grado di svolgere calcoli aritmetici anche complessi.
Monsieur C. poteva scrivere interi paragrafi sotto dettatura, o anche a memoria, ma non poteva leggere ciò che aveva scritto poco prima.
Senza dubbio presentava una strana forma di disturbo del linguaggio, ma, come definirla e, anzitutto, come poterlo aiutare?

Il bullismo e le implicazioni evolutive e sociali secondo A. Adler

La scuola rappresenta una comunità allargata nella quale i ragazzi interagiscono con i coetanei ed imparano a stabilire rapporti importanti per la loro crescita personale, al di fuori della famiglia.
Durante l’adolescenza le relazioni si fanno più complesse ed intervengono in maniera più determinante le dinamiche proprie dei gruppi.

Bulli con le spalle al muro

Guardavo il telegiornale e il servizio che andava in onda parlava di scuola, di studenti, di bullismo. Un telefonino aveva ripreso tutta la scena, il bullo che dall’ultimo banco scagliava un astuccio all’indirizzo della professoressa che stava scrivendo alla lavagna, colpendola alla nuca. Gli altri alunni seduti immobili come se nulla fosse accaduto, mentre l’insegnante in lacrime fuggiva dalla stanza.

La Sindrome Non Verbale

La definizione di "sindrome non verbale" è stata introdotta dal neuropsicologo canadese Byron Rourke (1989), sulla base delle sue indagini su "una tipologia di disordini caratterizzata da un forte divario tra, nel punteggio di QI, fra componenti verbali e non verbali" (cfr. Cornoldi et al., 1997).

In precedenza altri avevano studiato i disturbi visuo-spaziali, definendoli come disordini che causano un'erronea stima degli aspetti spaziali dell'esperienza visiva (Benton, 1985), o come una forma di compromissione nella percezione delle relazioni spaziali (Newcombe e Ratcliff, 1989).

Difficoltà di apprendimento e dislessia

Un numero considerevole di alunni della scuola di base presenta problemi di apprendimento che incidono in modo rilevante sul rendimento nelle varie discipline, causando spesso un vero e proprio disadattamento scolastico.
Numerosi studi e ricerche effettuati nel corso di questi ultimi anni hanno infatti posto in evidenza che oltre il 20% della popolazione scolastica presenta rallentamenti nei processi di apprendimento che richiedono interventi individualizzati.

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prolegomeni_pedagogiaGiuseppe Gagliano

PROLEGOMENI ALLA PEDAGOGIA ANTAGONISTA DEL NOVECENTO

Aracne, Roma, 2013
pag. 108, 10 ... vedi

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