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Migranti e scuola italiana

La realtà scolastica italiana si è venuta complicando negli ultimi anni in seguito ai copiosi flussi migratori che hanno interessato a più riprese il nostro Paese. In particolare, i primi gradi dell’istruzione (scuola dell’infanzia e scuola primaria) hanno dovuto fin da subito fare i conti con una forte eterogeneità dell’utenza, relativamente alla provenienza etnica, alla “composizione” culturale e l’estrazione sociale.
E’ necessario quindi che le competenze professionali degli operatori del settore si amplino e si diversifichino nelle strategie di osservazione, nei contenuti trasmessi e nei metodi didattici adottati.
Per capire la relazione scuola-famiglie straniere non si possono sottovalutare i vari fattori che si intrecciano e che possono essere di natura socio-economica, culturale, psicologica, affettiva ma anche pratica; non si possono nemmeno adottare criteri comuni e generalizzanti.

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Un'esperienza di insegnamento con adulti migranti

Nell’arco di un decennio l’Italia da paese storico d’emigrazione è diventato paese d’immigrazione. Se in passato era considerata meta transitoria, quindi luogo di passaggio dove fermarsi solo per un breve periodo in attesa di trasferirsi in altri stati; oggi per molti migranti è un paese in cui vivere stabilmente con le proprie famiglie (grazie anche alla normativa sui ricongiungimenti familiari) e dove costruire il futuro dei propri figli.
In Italia, la nazionalità più numerosa, come attestato dal Dossier Statistico Immigrazione 2003 della Caritas/Migrantes [1], è ancora quella marocchina che precede di poco quella albanese e la presenza di nuovi gruppi etnoliguistici sottolinea come il nostro paese si trova a fare i conti con una realtà nuova: la presenza in ogni parte del proprio territorio di immigrati.

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L'inserimento scolastico degli alunni stranieri. Lo sfondo culturale e giuridico

La scuola italiana, negli ultimi anni, è stata interessata in modo significativo dal fenomeno migratorio. La stabilizzazione delle famiglie immigrate sul territorio nazionale ha visto l’arrivo di molti bambini e ragazzi che, per ricongiungimento familiare, si trovano a vivere in un nuovo mondo, in una nuova scuola, in una nuova società, e a volte anche in una nuova famiglia, in quanto i rapporti con almeno uno dei genitori sono stati per alcuni anni saltuari e lontani.

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Il fenomeno del bullismo nei minori stranieri immigrati

I comportamenti di bullismo che gli insegnanti e gli educatori osservano nei minori immigrati costituiscono un fenomeno complesso. Le modalità di accostamento a tale fenomeno ai fini della sua comprensione, devono tener conto di questa complessità: ciò comporta l’impossibilità di interpretare le manifestazioni di bullismo dal punto di vista di una singola scienza umana, sia essa la psicologia, la sociologia o l’antropologia culturale. Fai login per leggere l'articolo completo

L'integrazione dei bambini stranieri a scuola

L'attuazione di servizi ai bambini ed alle famiglie immigrate prospetta ai vari operatori sociali una serie di problemi, che si sommano pesantemente ad una progressiva carenza di risorse e ad un'opinione pubblica ambivalente, non immune da manifestazioni di aperta ostilità.

Al di là delle garanzie che la normativa può riconoscere, si nota una difficoltà diffusa da parte dei servizi di rendersi "accessibili" alle persone più deboli; d'altro canto, gli stessi immigrati extracomunitari stentano a considerare il sistema dei servizi sociali come un supporto reale, in grado di fornire un aiuto nel soddisfacimento dei bisogni essenziali (salute, istruzione, casa).

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