Educare.it 2000-2012 Rivista on line ISSN 2039-943X
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Ricerche in ambito scolastico
Le differenze culturali a scuola: una ricerca biografica
13 Marzo 2012
Scritto da Lucia Balista
La ricerca che qui si riassume riguarda l’analisi dell’integrazione multietnica in una classe di scuola media inferiore di una località nelle vicinanze di Urbino. Si tratta di Fermignano, un paese di circa seimila abitanti nel quale, negli ultimi dieci anni, sono immigrati circa mille extracomunitari, in prevalenza di origine marocchina e slava. In particolare la ricerca ha voluto indagare se le differenze interculturali costituiscono motivo di confronto ed approfondimento all’interno dell’attività didattica, come dal Ministero dell’Istruzione a partire dalla Circolare n.301 del 1989.
Etnografia in contesti scolastici: prospettive di ricerca tra pedagogia e antropologia
12 Dicembre 2011
Scritto da Sabina Leoncini
Gli studi di matrice etnografica sul mondo della scuola hanno avuto uno sviluppo particolarmente forte negli ultimi anni, seguendo le tracce di una disciplina, l’antropologia dell’educazione, che è andata assumendo una propria definizione anche a livello accademico. In questo articolo si intende delineare alcune piste di ricerca a partire dalle posizioni di autori che hanno aperto significative connessioni tra antropologia e pedagogia.
Nel recente volume di Alessandro Simonicca, Antropologia dei mondi della scuola. Questioni di metodo ed esperienze etnografiche, sono presentati i risultati di una osservazione condotta negli anni 2004/2005 presso la Scuola Elementare “Gaetano Pieraccini” del comune di Poggibonsi (SI).
Correlazioni fra comportamenti devianti ed abbandono scolastico
04 Luglio 2008
Scritto da E. Mian, M. Fanni Canelles
Per abbandono scolastico o “dispersione scolastica” intendiamo l’anomalia dei processi di formazione che è determinata dall’effetto dei soggetti che abbandonano il percorso scolastico e dall’insufficiente capacità del sistema scolastico di rispondere con un’adeguata offerta ai bisogni della popolazione in formazione. La dispersione non si identifica unicamente con l’abbandono, ma riunisce in sé un insieme di fenomeni quali: irregolarità nelle frequenze, continui ritardi, mancate ammissioni agli anni successivi, ripetizioni ed interruzioni che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema scolastico.
Ma come fanno i marinai? Una ricerca sulle assenze ingiustificate nella scuola superiore
18 Novembre 2005
Scritto da Giorgio Amato
Un giovane Nanni Moretti si chiedeva, in Ecce Bombo, se si nota di più l’assenza o una presenza discreta. Lasciare il posto vuoto oppure sistemarsi a ridosso di un muro, accomunando le due opzioni nella stessa, ostinata, voglia di farsi notare distinguendosi, ricavando la propria identità pubblica, come fanno gli scultori, per sottrazione? È un moto di diniego verso il presenzialismo di massa che non può, agli occhi del pedagogista critico, che segnalare la persistenza di spazi di soggettività non ancora colonizzati. Nelle scuole superiori il fenomeno della presenza-assenza è di particolare interesse, perché vi convogliano diversi nodi cruciali. Innanzitutto si è di fronte a un tipico cono d’ombra: la pedagogia ufficiale, come una coperta corta, lascia scoperti lembi di processi formativi da cui è possibile intravedere un’altra realtà.
Non a caso ... un caso: riflessioni su una tecnica d'aula
10 Marzo 2001
Scritto da Maria Martinati
Lo sforzo di molti produce risultati migliori dell'impegno di uno solo Omero
Chi si trova ad avere la possibilità di lavorare con una classe [1] è buona costumanza non finisca con confondere "una" tecnica con "la" tecnica metodologica. Ogni strategia partecipativa che viene utilizzata porta con sé inevitabilmente pregi e limiti che il facilitatore [2], al di là della sua specifica formazione, sappia sempre riconoscere. Al caso possiamo dare la paradossale definizione di "tecnica che cerca una soluzione ma che non possiede la soluzione".
Aspetti psicologici e cognitivi dello stress nella professione docente
19 Dicembre 2011
Scritto da M. Savardi, S. Marelli
Lo stress è una condizione fisica o psicologica che insorge in una persona quando si trova ad affrontare situazioni che richiedono risorse interne o esterne superiori rispetto a quelle che ritiene di avere (Lazarus e Folkman, 1984). Selye (1983) utilizzò il termine per descrivere un set di risposte psicofisiologiche messe in atto dall’individuo in risposta a condizioni ambientali avverse. Egli ha definito lo stress come “sindrome generale di adattamento” (Selye, H., 1936, citato in Gabassi, 1995) ossia come “una risposta fisiologica generale e non-specifica a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente esterno” (Selye, 1983), che porta a reazioni ipotalamiche e adrenocorticali in grado di influenzare la risposta immunitaria del soggetto.
Stanislas Dehaene è uno dei neuroscienziati moderni che si interessano delle basi neurobiologiche della lettura, che ha indicato la necessità di creare un legame tra neuroscienze e attività didattica nell'insegnamento della letto-scrittura, quale garanzia di un'azione didattica funzionale e facilitante, perché basata sulle reali modalità di apprendimento a livello cerebrale, di tali elevate e complesse competenze cognitive (1). Lo scopo del lavoro presentato in questo articolo è stato quello di trasformare le conoscenze in campo neuroscientifico sul funzionamento cerebrale e sulle basi neurobiologiche delle abilità cognitive relative alle abilità strumentali in scelte didattiche che dessero origine ad un metodo per l’insegnamento della letto-scrittura e del calcolo in grado di garantire a tutti i bambini l'apprendimento facilitato di tali complesse abilità cognitive nell'attività scolastica quotidiana.
Il turpiloquio come segno di colonizzazione del soggetto. Analisi pedagogica e sociologica dei significati dell'osceno a scuola
23 Ottobre 2006
Scritto da Giorgio Amato
Se la Ragione (pedagogica) da sola non è sufficiente a dare conto della complessità umana, bisognerà chiamare in causa anche le ragioni del desiderio. I lumi dovranno rivolgersi alle ombre, e dirimere il problema, davvero fondante nella storia del pensiero, delle interrelazioni tra razionale ed irrazionale. Il desiderio, come è noto, non è ospite gradito nelle officine dove si lavora l’uomo: scuole, conventi e caserme, così come oratori, famiglie e penitenziari, vedono aleggiare pericolosamente questo intruso che sembrerebbe riportare l’umano alla boscaglia primordiale. Si nomina, il desiderio, per prenderne le distanze, per renderlo neutro, per tracciare una netta separazione tra ciò che deve, al massimo, rientrare nel corredo dell’uomo privato e ciò che invece ha titolarità per concorrere alla formazione.
Gli studi sui Disturbi dell’Apprendimento, sono ancora ad uno stadio di ricerca. Per questo, a tutt’oggi, varie e differenti, sono le ipotesi che intendono spiegare sia l’eziologia di tali disturbi, sia le eventuali conseguenze che da essi derivano. La dislessia evolutiva è il disturbo specifico dell’apprendimento, più studiato.