Main menu
sostieni_educareit

Dall’ICF al PEI: sperimentazione in una rete di scuole della provincia di Verona

ICFLe Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità (MIUR, 4 agosto 2009) propongono il modello dell’ICF per la migliore integrazione degli alunni con disabilità. Negli anni scolastici compresi tra il 2007 e il 2009 vi era stata una sperimentazione sulla Classificazione ICF, promossa dal MIUR, con il «Progetto I CARE. Imparare Comunicare Agire in una rete educativa». Nel 2011 lo stesso Ministero, attraverso la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione, ha finanziato l’iniziativa denominata «Progetto ICF. Dal modello ICF dell’OMS alla progettazione per l’inclusione» al fine di diffondere un approccio all’integrazione focalizzato sul ruolo determinante svolto dall’ambiente scolastico. Il Progetto ha coinvolto innumerevoli scuole del territorio nazionale, tra cui una rete di istituti con capofila l’I.C. “B. Lorenzi” di Fumane, in provincia di Verona. In questo articolo si riportano in sintesi gli elementi più rilevanti del percorso formativo e la sperimentazione che ha coinvolto insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di tale Istituto.

Leggi tutto...

Le differenze culturali a scuola: una ricerca biografica

La ricerca che qui si riassume riguarda l’analisi dell’integrazione multietnica in una classe di scuola media inferiore di una località nelle vicinanze di Urbino. Si tratta di Fermignano, un paese di circa seimila abitanti nel quale, negli ultimi dieci anni, sono immigrati circa mille extracomunitari, in prevalenza di origine marocchina e slava.
In particolare la ricerca ha voluto indagare se le differenze interculturali costituiscono motivo di confronto ed approfondimento all’interno dell’attività didattica, come dal Ministero dell’Istruzione a partire dalla Circolare n.301 del 1989.

Fai login per leggere l'articolo completo

Aspetti psicologici e cognitivi dello stress nella professione docente

Lo stress è una condizione fisica o psicologica che insorge in una persona quando si trova ad affrontare situazioni che richiedono risorse interne o esterne superiori rispetto a quelle che ritiene di avere (Lazarus e Folkman, 1984). Selye (1983) utilizzò il termine per descrivere un set di risposte psicofisiologiche messe in atto dall’individuo in risposta a condizioni ambientali avverse. Egli ha definito lo stress come “sindrome generale di adattamento” (Selye, H., 1936, citato in Gabassi, 1995) ossia come “una risposta fisiologica generale e non-specifica a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente esterno” (Selye, 1983), che porta a reazioni ipotalamiche e adrenocorticali in grado di influenzare la risposta immunitaria del soggetto.

Fai login per leggere l'articolo completo

Etnografia in contesti scolastici: prospettive di ricerca tra pedagogia e antropologia

studenti a scuolaGli studi di matrice etnografica sul mondo della scuola hanno avuto uno sviluppo particolarmente forte negli ultimi anni, seguendo le tracce di una disciplina, l’antropologia dell’educazione, che è andata assumendo una propria definizione anche a livello accademico.
In questo articolo si intende delineare alcune piste di ricerca a partire dalle posizioni di autori che hanno aperto significative connessioni tra antropologia e pedagogia.

Nel recente volume di Alessandro Simonicca, Antropologia dei mondi della scuola. Questioni di metodo ed esperienze etnografiche, sono presentati i risultati di una osservazione condotta negli anni 2004/2005 presso la Scuola Elementare “Gaetano Pieraccini” del comune di Poggibonsi (SI).

Fai login per leggere l'articolo completo

Il cervello che legge "libera…mente impara"

Stanislas Dehaene è uno dei neuroscienziati moderni che si interessano delle basi neurobiologiche della lettura, che ha indicato la necessità di creare un legame tra neuroscienze e attività didattica nell'insegnamento della letto-scrittura, quale garanzia di un'azione didattica funzionale e facilitante, perché basata sulle reali modalità di apprendimento a livello cerebrale, di tali elevate e complesse competenze cognitive (1).
Lo scopo del lavoro presentato in questo articolo è stato quello di trasformare le conoscenze in campo neuroscientifico sul funzionamento cerebrale e sulle basi neurobiologiche delle abilità cognitive relative alle abilità strumentali in scelte didattiche che dessero origine ad un metodo per l’insegnamento della letto-scrittura e del calcolo in grado di garantire a tutti i bambini l'apprendimento facilitato di tali complesse abilità cognitive nell'attività scolastica quotidiana.

Fai login per leggere l'articolo completo
sostieni Educare.it visitando gli sponsor!
© Norme sul copyright
Educare.it è una rivista registrata al Tribunale di Verona il 21/11/2000 al n. 1418. Direttore Responsabile: Luciano Pasqualotto.
I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.
Se vuoi citare questo articolo o un articolo di questa sezione, leggi le istruzioni su questa pagina.
E' consentito riprodurre articoli di Educare.it esclusivamente alle presenti condizioni. Ogni abuso sarà perseguito nei termini di Legge.

I cookie sono necessari per il pieno utilizzo dei servizi offerti su Educare.it, comprese le funzionalità implementate attraverso terze parti.
Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookie.
In alternativa puoi visionare l'informativa che spiega come disattivare i cookie.