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La valutazione di sistema nella scuola italiana

sistema nazionale valutazioneLa valutazione del sistema scolastico italiano introdotta con il DPR n. 80/2013 rappresenta un’opportunità di miglioramento continuo della qualità dell’offerta formativa e didattica che non è ancora stata pienamente compresa. L’articolo sostiene la relazione inscindibile tra scuola dell’autonomia e necessità di una valutazione di sistema, offrendo diversi spunti di riflessione su responsabilità e ruoli implicati in questa nuova sfida della scuola italiana.

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Scuola ed educazione, sapere e cultura per la società di domani

scuola culturaOgni essere umano è la sua capacità di pensare, fare, capire, creare. Tale capacità deriva dalla sua cultura e quindi dall'educazione che ha ricevuto, dall'ambiente nel quale è vissuto e col quale ha interagito e da quella che il suo agire gli ha consentito di costruire. In altre parole noi siamo - in senso lato - la nostra "cultura", quella che ci differenzia da tutti gli altri esseri viventi. Se questo è vero allora dipendiamo essenzialmente dalla nostra base genetica e dalle circostanze che hanno determinato come abbiamo interagito con l'ambiente. Mentre a tutt'oggi non possiamo agire, se non molto marginalmente, sulla base genetica, diventa determinante l'influenza dell'ambiente: famiglia, conoscenti, compagni, colleghi, educazione, gli svariati media che ci tempestano, luogo di vita, scuola.

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La scuola parallela e la sua fenomenologia

La scuola è afflitta da una patologia che nel tempo ha alterato le soggettività giuridiche fino a comprometterne le interazioni culturali e sociali; un sistema potente, non autosufficiente, che assorbe risorse materiali e umane per trarre giovamento. L’effetto più vistoso è il solipsismo, indotto da moventi correlati, una monadizzazione che informa tutto il mondo della scuola, la dirigenza, i docenti e gli stessi alunni, un isolamento diverso da quello evidenziato da F. Frabboni verso la fine degli anni Novanta. In questo articolo definiamo tale patologia, causata da fattori esterni, come scuola parallela.

La scuola parallela si nutre di burocrazia, è la sintesi di tutte le riforme mancate, l’esplicazione di avanzi legislativi dalla genesi malferma, è il succedaneo convertito per effetto giuridico in funzione portante.

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Le sezioni primavera

Poco ancora è stato detto dell'avvio delle Sezioni sperimentali aggregate alle scuola dell'infanzia statali e private. Poco, a distanza di quattro anni dalle prime Sezioni aperte sul territorio nazionale e co-finanziate dal Ministero dell'istruzione in accordo con gli Enti Locali.

L'introduzione della sperimentazione si ebbe con la Finanziaria 2007: pochi articoli e centinaia di commi per dare il via a quello che è stato definito da alcuni un vero e proprio “testo unico” sulla scuola. Ci sono stati dibattiti in merito all'opportunità o meno della regolamentazione del sistema scolastico tramite legge Finanziaria, ma non approfondiremo in questa sede un tale dibattito. Preme piuttosto sottolineare qui l'importanza della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), e in particolare l'art. 1 comma 630 che disciplina proprio e introduce la sperimentazione relativa alle Sezioni Primavera.

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La scuola di fronte a un nuovo modo di concepire il sapere

Nella società delle conoscenze si sta affermando un nuovo modo di concepire e trasmettere la cultura. Di questo è convinto Raffaele Simone, ordinario di Linguistica generale all’Università Roma Tre, che nel libro “La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo” analizza come le modificazioni tecniche stanno cambiando il nostro modo di percepire le conoscenze.
Dopo la fase dell’invenzione della scrittura e della stampa, stiamo attraversando la terza fase che coincide con la rivoluzione informatica e telematica.

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