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Considerazione inattuale sulla dispersione e l’alternanza scuola-lavoro

alternanzaL’articolo propone una riflessione critica e costruttiva sull’impatto dell’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro nella didattica. Si affronta in particolare la delicata questione del se e come sia possibile ricondurla a “sistema”, nell'ottica di una scuola per la Democrazia e la Cittadinanza, piuttosto che al novero dei meri obblighi normativi, il cui adempimento acritico rischia a volte di snaturare il significato stesso dell’Autonomia scolastica.

Introduzione

È davvero strano come quasi nessuno si sia accorto che, in Italia, la Buona Scuola si sia ispirata alla Seconda Inattuale di Nietzsche nel ridefinire il rapporto tra “l’utilità e il danno della storia per la vita”. Come è noto, Nietzsche si ergeva contro quell’eccesso di storia che, paralizzando l’azione, impedisce di plasmare il futuro e di raggiungere quella felicità di cui invece l’animale è ben capace, poiché, appunto, sente in modo non storico. La lezione di Nietzsche in sostanza era che ogni organismo vivente ha bisogno anche di oscurità, oltre che di chiarezza, e che per ogni agire ci vuole oblio, cioè avere capacità di dimenticare. Un tema molto attuale sulla rete, noto appunto come “diritto all’oblio”, rispetto all’ipertrofia dei dati passati (foto e video) che l’archiviazione digitale ci riconsegna come problema etico.

Ecco, possiamo dire che la Buona Scuola abbia trovato e rappresentato una soluzione, direi definitiva, all’annoso problema della scuola italiana malata di storicismo, in cui tutti i curricula si riducevano a “storie di…” (Malandrino N., 2016, p. 283-286).

Finalmente una norma prescrive quel perfetto equilibrio tra animale e uomo-brutto-perché-ammalato-di–storia, che non ci era dato più trovare. Il nuovo miracolo metafisico, dopo la tragedia greca di Eschilo e Sofocle, è a mio parere rappresentato dalla Riforma. Il lettore non lo scorgerà immediatamente, ma basta prendere la giusta distanza e vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti… l'Alternanza scuola lavoro, come viene ridefinita nel quadro della L. 107/2015, ottiene più ore curricolari (200) di un corso triennale di Storia al Liceo (198)! E forse, a 25 anni di distanza dal famoso Appello per la filosofia dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici guidato dal compianto Avvocato Marotta, possiamo dire avveratasi anche quella previsione: "noi educhiamo talenti tecnico-pratici e atrofizziamo il genio dell'invenzione filosofica. Ne consegue che vi sono sempre meno persone che comprendono - o sono effettivamente in grado di comprendere - la connessione dei fattori che costituiscono la realtà storica".

La riduzione negli anni del numero di persone “in grado di comprendere” forse spiegherebbe proprio il perché nessuno oggi si inalberi, produca petizioni e manifestazioni contro questa equiparazione Storia-Alternanza. Nessun cultore della materia, nessun custode della storia patria, nemmeno gli arzilli partigiani dei vari istituti sulla resistenza hanno protestato contro quella che appare se non altro una diminutio di senso e significato della storia; vano e demodè anche magari richiamarsi all’esperienza totalitaria francese che, come ricorda Duby, faceva perno proprio sulla riduzione dell’insegnamento della Storia.

Il lettore provi a cercare una qualsiasi  traccia di dibattito o ad ascoltare il notiziario. Niente. Non un sussurro.

Magari - come avvertiva E. Hobbsbawm a commento del famoso episodio di Mitterand a Sarajevo (in quel giorno particolare e alla vigilia di eventi che avrebbero incendiato nuovamente i Balcani) si è davvero persa la memoria storica...

Sta di fatto che, in questa ubriacatura da soft skills e prove autentiche di realtà, l’Alternanza scuola lavoro è entrata di diritto tra i grandi indirizzi della didattica e della pedagogia contemporanea, imponendosi, quasi come disciplina più che come metodologia, tra gli obblighi di valutazione e persino, dal 2019, nel nuovo esame di Stato alle Superiori. 


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Autore: Nazario Malandrino, laureato in Filosofia e successivamente in Pedagogia, è docente di Filosofia e Storia negli istituti superiori. Ha un curriculum denso di esperienze da formatore PON, Diplomi di Perfezionamento, Specializzazioni e Masters in ambiti connessi all’insegnamento e ai sistemi di valutazione e nell’ultimo periodo si dedica al dibattito critico sulla Buona Scuola, pubblicando varie riflessioni su riviste di settore. Attualmente si occupa di orientamento, tutoraggio ASL e progettazione POR.

copyright © Educare.it - Anno XVII, N. 7, luglio 2017

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